Nel 1861 contribuì a fondare la Società degli alloggi economici e di altri aiuti ai residenti di San Pietroburgo, di cui fu anche presidente. Fu anche una traduttrice e una pubblicista.
Biografia Marija Vasil'evna Trubnikova nacque in Siberia, regione in cui era stato esiliato il padre, l'ufficiale Vasilij Petrovič Ivašev originario del governatorato di Simbirsk che nel 1818 si era unito alla loggia massonica Sojuz blagodenstvija ("Società della prosperità") che in seguito avrebbe dato vita al movimento dei decabristi. Per quanto Ivašev non avesse partecipato attivamente alla rivolta contro l'impero zarista, il suo nome emerse negli interrogatori e non poté sfuggire all'esilio. La madre di Trubnikova era invece Camille Le Dantue, figlia di una viscontessa scappata in Russia dopo la rivoluzione francese. La famiglia ebbe in totale quattro figli: Aleksandr (morto all'età di due anni), Marija, Pëtr e Vera. Camille morì di parto nel 1839 e poco dopo decedette anche suo marito. Marija e i suoi fratelli vennero quindi allevati dalla zia paterna Ekaterina Chovanskaja.
Cresciuta in un ambiente fortemente decabrista e incline alla vocazione per il sociale, Trubnikova venne educata dai migliori precettori in circolazione e studiò le lingue, la storia, la letteratura e la musica. Nel 1854 sposò l'ufficiale governativo Konstantin Vasil'evič Trubnikov, con il quale andò a vivere a San Pietroburgo. La coppia ebbe quattro figlie, di cui si ricorda Ol'ga, autrice di memorie.
Nella capitale zarista Trubnikova ospitò un salotto letterario frequentato da liberali e radicali, tra cui vi erano le attiviste Anna Pavlovna Filosofova e Nadežda Vasil'evna Stasova. Insieme a loro due, Trubnikova fondò la Società per gli alloggi economici e per altri benefici ai residenti di San Pietroburgo, con l'obiettivo di fornire degli alloggi discretamente buoni alle famiglie povere e alle donne impossibilitate ad autosostenersi.
Nell'estate del 1861 Trubnikova trascorse un periodo nella Francia meridionale per via delle precarie condizioni di salute ed ebbe l'opportunità di leggere La Femme affranchie, réponse à MM. Michelet, Proudhon, É. de Girardin, Legouvé, Comte et autres novateurs modernes di Jenny d'Héricourt. Decise di tradurre l'opera in russo e si mise in contatto con l'autrice, tramite la quale conobbe le femministe Josephine Butler e Marie Goegg-Pouchoulin. Trubnikova era considerata un'importante esponente del movimento per l'emancipazione femminile in Russia e aggiornò frequentemente Butler e Goegg-Pouchoulin sugli sviluppi della sua nazione.
Negli anni sessanta dell'Ottocento gli affari di famiglia subirono un calo, così Trubnikova dovette trovare un impiego come traduttrice e pubblicista presso un giornale. I rapporti col marito si deteriorarono e la coppia si separò verso la fine del decennio successivo. Il suo attivismo tuttavia non cessò: si dimise da presidente della Società degli alloggi economici e di altri aiuti ai residenti di San Pietroburgo, ma ne rimase comunque una socia attiva. Da giornalista aiutò molte persone a trovare un impiego e contribuì a fondare la Società per il lavoro femminile, che aveva l'obiettivo di aiutare le donne istruite a cercare una lavoro che corrispondesse alle loro capacità. Questo progetto si evolvette nella Cooperativa editoriale delle donne traduttrici nel 1873. Questa cooperativa pubblicò per il mercato russo diverse opere importanti come le Fiabe di Hans Christian Andersen e L'origine delle specie di Charles Darwin.
Trubnikova, Stasova e Filosofova erano note come "il triumvirato delle donne" e insieme contribuirono a istituire i primi corsi femminili di istruzione superiore a San Pietroburgo, noti come Corsi Bestužev.
A partire dal 1882 Trubnikova si trasferì in provincia con le sue figlie per recuperare serenità mentale, visitando la capitale solo in due occasioni per incontrare collaboratori e amici. Continuò comunque la sua attività di traduzione e organizzò una raccolta fondi per sfamare la gente vittima della carestia russa del 1891-1892 nel governatorato di Tambov. Negli anni 1893-1894 si ammalò gravemente. Trascorse del tempo nell'ospedale di Tambov, poi fu trasferita a San Pietroburgo, dove trovò la morte. Venne sepolta nel cimitero di Novodevičij di San Pietroburgo.
Note
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