Biografia Figlia del ritrattista Gustav Graef (1821-1895) e della litografa e pittrice Franziska Liebreich (1824–1893), proveniente da una famiglia ebraica. La sua formazione artistica fu impartita inizialmente dal padre e quindi trascorse due anni a Parigi. Quando dipinse il suo autoritratto aveva iniziato a frequentare lo studio di Carl Gussow. Fin da bambina si era dedicata alla musica, dapprima al pianoforte e in seguito al violino, assieme ai suoi due fratelli, ma essendo donna non poteva frequentare composizione, riservata solo agli uomini, ciò costitui una profonda ferita.

Sposò nel 1892 il pittore Reinhold Lepsius ed in quanto sua moglie frequentò i migliori salotti berlinesi frequentati, tra gli altri, dal sociologo Georg Simmel, dai poeta Stefan George e Rainer Maria Rilke, dall'architetto August Endell, dal filosofo e psicologo Wilhelm Dilthey. Il suo stile, molto vicino all'impressionismo, che trova ispirazione da quanto rappresentato dal pittore e scultore Arnold Böcklin, in particolare nel dipinto Autoritratto con la Morte che suona il violino del 1872. Fu tra le prime donne a far parte del movimento artistico noto come Secessione di Berlino, fondato nel 1898 guidato da Max Liebermann, dopo la Secessione viennese (1897) e di Monaco (1892). Quella di Berlino fu la prima associazione ad ammettere pittrici. Oltre alla Lepsius, furono ammesse altre otto artiste, tra cui Käthe Kollwitz, Dora Hitz, Ernestina Orlandini, Charlotte Berend-Corinth (1880-1967), Clara Siewert (1862-1945)Julie Wolfthorn (1864-1944), Else Gürleth-Hey (1869-1946), Frieda Fittbogen (1873-1947).

Fu a lungo una cara amica di Stefan George. Nel 1935 nel pubblicare le sue memorie, oltre agli episodi e alle riflessioni sulla loro amicizia, ricorda il figlio Stefan (1897–1917), morto nella prima guerra mondiale e come questo tragico evento abbia influito anche sulla morte per infarto del fratello, l'archeologo Botho Graef, appena otto giorni dopo aver saputo della perdita del nipote. Fin dalla sua giovinezza, l'artista era stata amica anche della scrittrice Lili du Bois-Reymond, la figlia minore di Sebastian Hensel. Nel corso di un soggiorno romano conobbe le fotografa Emma Planck. Sabine e Reinhold ebbero quattro figli. Continuerà a dipingere ma, come scriverà in seguito, per guadagnare da vivere per la famiglia: "Ero su questa terra solo per guadagnare soldi. Che spreco del mio talento", mentre il marito si sentì liberato dalla famiglia perché fu Sabine a sobbarcarsi la crescita dei figli, l'ordine della casa e gran parte del guadagno con i ritratti di bambini.

Solo poche opere sono sopravvissute di Sabine. I clienti dei 130 ritratti di donne, 60 di uomini e dei 90 dipinti di bambini e giovani erano per lo più famiglie ebree che emigrarono con l'avvento del nazionalsocialismo. Si pensa che quasi tutte le opere siano andate perdute.

Alle pittrici che fecero parte della Secessione di Berlino è stata dedicata una retrospettiva a Neumünster, non lontano da Amburgo, presso la Villa Wachholz nel 2013.

Note

Voci correlate Impressionismo

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