Il Gran priorato di Russia fu fondato il 15 gennaio 1797 da una convenzione tra l'imperatore di Russia Paolo I e l'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, su richiesta del balìMassimo grado di alcuni ordini cavallereschi, vedasi Giulio Litta, rappresentante di quest'ultimo presso la corte russa. Esso doveva controbilanciare la perdita dei beni dell'ordine a Ostrog, nell'allora Granducato di Lituania, durante la seconda spartizione della Polonia. Un secondo gran priorato di Russia fu fondato un anno dopo, senza specificità religiose; esso raggruppava i membri della nobiltà russa, tra cui 21 nuovi "commendatori ereditari" di Malta autorizzati da Paolo I. Questi due gran priorati videro la loro soppressione e i loro beni confiscati dalla Corona russa a seguito di una risoluzione del consiglio dei ministri che Alessandro I approvò il 20 gennaio 1817. Ogni forma dell'ordine di San Giovanni di Gerusalemme scomparve allora dalla Russia, fino al ripristino dell'uso delle insegne da parte dei "cavalieri ereditari" russi.
Contesto storico L'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme aveva perso nel 1618 i suoi domini nel ducato lituano di Ostrog. Nel 1775, anno della sua elezione, il gran maestro Emmanuel de Rohan-Polduc affidò al balì Michele Enrico Sagramoso, in qualità di ambasciatore dell'Ordine a Varsavia, i negoziati per la ricostituzione di un gran priorato di Baviera. Infine nel 1781 i negoziati portarono alla creazione di questo gran priorato grazie alla cessione di beni all'Ordine da parte dell'elettore di Baviera. Nel 1793, con la seconda spartizione della Polonia che aveva visto passare la Lituania sotto il dominio dell'Impero russo, l'Ordine perse nuovamente i beni del priorato di Baviera. Fu quindi con Caterina II che Rohan-Polduc dovette negoziare. Egli affidò al balì Giulio Litta il compito di recuperare i beni, o perlomeno di ottenere dei prestiti, ma la zarina tirò per le lunghe i negoziati e morì prima della loro conclusione.
Le tensioni internazionali causate dalla rivoluzione francese e dal Primo Impero esacerbarono anche le mire delle nazioni nel Mediterraneo. Napoleone, quando era ancora solo Bonaparte, affermava in un rapporto al Direttorio: «l'isola di Malta è per noi di un interesse maggiore [...] se non cogliamo questa opportunità, Malta cadrà in potere del re di Napoli», «con Malta e Cipro saremo padroni del Mediterraneo». L'Inghilterra, gli Asburgo, ma anche la Russia, avevano delle mire sull'isola. Già nel 1788 Caterina II aveva chiesto al gran maestro principe di Malta di aiutare la Russia nella sua seconda guerra contro gli Ottomani. Alla morte di Emmanuel de Rohan-Polduc,i cavalieri ritennero politicamente utile, per ottenere i favori di Maria Teresa d'Austria, eleggere gran maestro il balì del priorato del Brandeburgo, Ferdinand von Hompesch zu Bolheim.
Fondazione dei gran priorati russi A differenza della zarina Caterina, che si interessava all'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme solo come supporto per la sua politica ottomana, Paolo I si interessò molto di più all'Ordine come modello di ordine cavalleresco. Più volte aveva sollecitato l'Ordine, ma ogni volta la cancelleria imperiale intercettava le sue lettere. Alla morte della madre si dichiarò pronto a proteggere i beni dell'Ordine in cambio della croce di cavaliere di Malta per sé e per i suoi due figli nati poco prima. Informato dei risultati dei negoziati, Ferdinand von Hompesch zu Bolheim nominò il balì Giulio Litta suo ambasciatore straordinario; lo zar donò all'Ordine il Palazzo Voroncov di San Pietroburgo per farne la sua ambasciata. La presentazione delle lettere credenziali fu l'occasione per grandiose feste a corte. Paolo I ricevette in dono la croce portata a suo tempo da Jean de la Valette e accettò il titolo di protettore dell'ordine a nome della Russia, dopo la Spagna e la Francia. Egli delegò come ambasciatore presso il gran maestro il cavaliere di Malta O'Hara, già ambasciatore di sua madre presso l'Ordine.
Paolo I fondò il Gran priorato russo dell'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme il 15 gennaio 1797, per controbilanciare la perdita dei beni dell'ordine a Ostrog, e si impegnò ad aumentarne le rendite. Gli statuti di questo priorato rimarranno molto imprecisi.
Il 29 novembre 1797 Paolo I fondò un secondo gran priorato di Russia, questa volta di obbedienza ortodossa. Esso aveva lo scopo di raggruppare i nuovi "cavalieri ereditari" di Malta che lo zar istituì tra i membri della nobiltà russa. In effetti, egli aveva ora, o almeno pensava di avere, questa possibilità che era contraria alle regole dell'Ordine, ma essendo la sua nobiltà ortodossa, come lui stesso, non poteva o non voleva confondere queste due categorie di cavalieri, i cattolici e gli ortodossi. L'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme fu profondamente diviso su questa vicenda, tanto più che lo zar veniva deriso nelle corti europee dove distribuiva croci di cavaliere «non solo a coloro che lo sollecitavano, ma anche a coloro che non sembravano affatto curarsene».
Da Malta a San Pietroburgo Bonaparte doveva mettere in esecuzione le mire su Malta che aveva esposto al Direttorio. Quest'ultimo, prendendo a pretesto una dichiarazione del 10 ottobre 1793 del gran maestro Emmanuel de Rohan-Polduc nella quale non riconosceva la Prima Repubblica francese, ordinò a Bonaparte di impadronirsi dell'isola di Malta. In viaggio per la campagna d'Egitto, Napoleone fece sbarcare uomini il 10 giugno 1798 di fronte a circa miliziani maltesi inquadrati da 362 cavalieri, di cui 260 francesi. Si impadronì dell'isola dopo una debole resistenza.
Il gran maestro Ferdinand von Hompesch zu Bolheim chiese il cessate il fuoco e firmò il 12 giugno un trattato di resa che consegnava le isole di Malta e di Gozo ai francesi. La Repubblica accordava al gran maestro franchi, più una rendita annuale di franchi. Ai cavalieri francesi che avevano 7 o più anni di residenza a Malta, era promessa una rendita compresa tra i 700 e i franchi, ma di fatto pochi poterono beneficiarne. 77 cavalieri francesi si imbarcarono sulla fregata francese La Sensible con destinazione Antibes. Furono arrestati nonostante la promessa di assoluzione e rinchiusi in una fortezza a Perpignano prima di essere espulsi verso la Spagna, ovviamente senza pensione, mentre 53 cavalieri francesi si arruolarono nell'armata d'Egitto. In totale 85 membri tornarono nei loro paesi d'origine, 12 seguirono Hompesch a bordo de L'Orient nel suo esilio a Trieste il 17 giugno; infine altri 17 rimasero a Malta, incaricati da Bonaparte di sbrigare gli affari dell'Ordine.
Non appena la notizia della presa di Malta da parte dei francesi giunse a San Pietroburgo, Paolo I dichiarò apertamente, in quanto protettore dell'Ordine, di volerne diventare gran maestro. Egli invitò tutti i membri dell'Ordine a riunirsi attorno a lui; tra i 60 e i 70 membriCifra molto discussa, poiché ad essi si unirono i cavalieri ortodossi. si unirono al gran priorato cattolico russo e il 26 agosto 1798 i membri presenti dei due priorati russi proclamarono la decadenza di Ferdinand de Hompesch. Due mesi più tardi, il 27 ottobre, lo zar fu eletto gran maestro dell'Ordine dai membri dei priorati russi. Oggi nessuno mette più in discussione l'illegalità di questa elezione: Paolo I era ortodosso, sposato e quindi non poteva soddisfare le regole dell'Ordine né pronunciare i voti; inoltre, in esilio a Firenze, Pio VI non fu consultato e Hompesch, ancora gran maestro, non aveva ancora abdicato. L'odierno Sovrano Militare Ordine di Malta non riconosce lo zar come gran maestro de iure, ma lo considera comunque il 72º gran maestro de facto.
Paolo I si appellò al suo alleato Francesco I d'Austria affinché facesse pressione su Ferdinand de Hompesch, che risiedeva a Trieste in territorio austriaco, per ottenere la sua abdicazione. Hompesch redasse una lettera in francese datata 6 luglio 1799 e indirizzata all'imperatore d'Austria: «Piegato sotto il peso delle sventure che mi opprimono [...] (e che) mi portano a sacrificarmi [...] dimettendomi volontariamente dalla dignità di cui ero rivestito». Paolo I aveva ora la libertà di svolgere pienamente il suo ruolo di gran maestro dell'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme fino al suo assassinio nella notte del 23 marzo 1801.
La fine dei gran priorati russi Fu il figlio di Paolo I a diventare imperatore come Alessandro I, ma questi non aveva le stesse idee del padre riguardo all'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme. Poiché non intendeva diventare gran maestro dell'Ordine, fu il conte Nikolaj Saltykov a dirigere l'Ordine come luogotenente de facto. Alessandro I convinse il Sacro Consiglio a eleggere un nuovo gran maestro, ma per l'impossibilità di riunire i cavalieri la scelta fu demandata al Papa, che nominò il balì Giovanni Battista Tommasi.
Il trattato di Amiens del 25 marzo 1802 tra la Francia e l'Inghilterra restituiva l'isola di Malta all'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme. Ma il governatore inglese dell'isola, sir Alexander Ball, fece sapere a Tommasi che non era in discussione un suo ritorno nell'arcipelago maltese. Tommasi si stabilì allora a Catania, in Sicilia, dove morì il 13 giugno 1805. Di fronte al numero particolarmente ristretto di cavalieri cattolici romani, la Santa Sede rinunciò a far eleggere o persino a nominare un nuovo gran maestro. Alcuni storici come il francese Alain Blondy ritengono che si sia frammentato in vari ordini sopravvissuti; altri come l'inglese Henry J. A. SireSire (2005) o il maltese Victor Mallia-MilanesMallia-Milanes (1992) sostengono che abbia cessato di esistere, fondando questa affermazione su elementi fattuali al di fuori delle condizioni religiose, come la confisca dei beni in Francia durante la rivoluzione francese, l'espropriazione di Malta all'Ordine da parte di Bonaparte nel 1798, la confisca dei beni di alcuni gran priorati fuori dalla Francia (il gran priorato di Boemia aveva conservato i suoi), l'appropriazione dell'Ordine da parte di Paolo I, l'abdicazione di Ferdinand de Hompesch nel 1799, il rifiuto di riconoscere l'elezione di Fra' Caracciolo da parte di papa Pio VII nel 1809, la perdita definitiva dell'isola di Malta con il trattato di Parigi nel 1814, o ancora la moltiplicazione di ordini che si richiamavano all'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme a partire dalla seconda metà del XIX secolo.
Di fronte al costo finanziario sempre più esorbitante della guerra, l'imperatore Alessandro I approvò il 20 gennaio 1817, su decisione del consiglio dei ministri, il sequestro di tutti i beni dei due gran priorati russi, sancendone la loro fine. Scomparve così «ogni forma di esistenza dell'Ordine nell'Impero russo, così come l'uso delle sue insegne. Mai più si vide uno zar di Russia sfoggiare le insegne dell'Ordine».
Note
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