La sindrome da vasocostrizione cerebrale reversibile (RCVS) è una malattia caratterizzata da numerose aree di costrizione e dilatazione delle arterie attorno al cervello. I sintomi tipici includono mal di testa ricorrente e intenso con insorgenza improvvisa (cefalea a rombo di tuono). Altri sintomi possono includere vomito, fotofobia, confusione, deficit neurologici focali e convulsioni. Le complicazioni possono includere emorragia subaracnoideoa e ictus.
Tra i fattori di rischio rientrano il parto, i farmaci vasoattivi e le complicazioni in gravidanza. I farmaci interessati comprendono: cocaina, sumatriptan succinato, pillole dimagranti, SSRI e pseudoefedrina. La diagnosi avviene generalmente tramite diagnostica per immagini. Altre condizioni che possono presentarsi in modo simile sono sanguinamento subaracnoideo causato da aneurisma, dissezione dell'arteria cerebrale, trombosi del seno venoso cerebrale, ictus ischemico, apoplessia pituitaria e vasculite cerebrale.
I calcio-antagonisti, come la nimodipina, sono stati utilizzati per questo trattamento. Nella stragrande maggioranza dei casi, tutti i sintomi scompaiono spontaneamente entro le tre settimane. I deficit persistono in una minoranza dei casi, con complicazioni gravi o decessi molto rari.
Pur non essendo nota la frequenza con cui si verifica, si ritiene che sia relativamente comune. I soggetti colpiti hanno spesso un'età compresa tra i 20 e i 50 anni. Le persone di sesso femminile sono colpite più spesso rispetto a quelle di sesso maschile. La condizione fu descritta per la prima volta negli anni '60, ma il nome attuale entrò in uso solo nel 2007.
Note
Categoria:Cefalee Categoria:Sindromi