Teolo (AFI: , meno comunemente ; localmente ; Teóło in veneto) è un comune italiano di abitanti della provincia di Padova in Veneto. Si tratta di un comune sparso in quanto la sede municipale non si trova nell'omonimo borgo ma nella frazione di Treponti.

Geografia fisica Il territorio comunale ha un perimetro irregolare. Comprendono a ovest una parte collinare, ovvero i Colli Euganei centro-settentrionali, stretta a ovest dai territori comunali di Vo' e Rovolon e a est da quello di Torreglia (e, in minima parte, Galzignano Terme); e a est una parte pianeggiante dove comunque sussistono alcuni modesti rilievi isolati. Le due zone sono collegate da una sorta di corridoio in cui sorge Treponti, sede del comune.

La parte collinare raggiunge a sud le pendici del monte Venda (senza tuttavia toccarne la cima) e prosegue a nord sino ad abbracciare il versante sudorientale del monte Grande (). Altri rilievi degni di nota sono - da nord a sud - il monte della Madonna (, seconda cima della catena), il monte Altore (), la Rocca Pendice (), il monte Pirio (), il monte delle Forche () e il Baiamonte ().

La parte pianeggiante va dalla zona delle Selve-San Benedetto, al confine con Saccolongo, a Tramonte, verso Torreglia; a ovest si protrae lungo la direttrice per Padova sino alla frazione Feriole (in parte ricadente nei comuni di Abano Terme e Selvazzano Dentro). Come già accennato, anche qui si alzano dei colli isolati: si citano il monte Bello () che domina Treponti, il monte Rosso () e il monte Ortone (); Tramonte, come suggerisce il nome, è circondata da una cortina formata dai monti Sengiari (), Lonzina () e Boscalbò (); sul versante nord di quest'ultimo si trova l'abbazia di Praglia.

Per quanto riguarda l'idrografia, la zona collinare si caratterizza per la presenza dei calti, delle incisioni profonde in cui scorrono corsi d'acqua perenni o stagionali: vengono ricordati il calto Cannòla, diretto verso Zovon, il calto Contea, che da Castelnuovo termina nel precedente, il calto Freddo, ai piedi del monte Venda, e il calto delle Giare, tra Teolo e Villa. Nella zona pianeggiante scorrono diversi canali di origine artificiale, legati alle opere di bonifica che hanno interessato le zone ai piedi dei colli. Il più importante è lo scolo Rialto che, provenendo da Bastia di Rovolon, raggiunge Treponti e piega verso ovest sfiorando Bresseo; curva ancora verso sud verso Tramonte per poi proseguire in comune di Torreglia; si getterà nel canale Vigenzone in corrispondenza dell'abitato di Battaglia Terme.

Origini del nome All'epoca romana dovrebbe risalire il toponimo, da titulus "confine", riferito alla posizione tra i territori di Padova ed Este; lo stesso termine compare peraltro su un cippo confinario rinvenuto nei pressi della parrocchiale del capoluogo e risalente al 141 a.C.

Storia Epoca antica L'uomo ha fatto la sua comparsa nel territorio di Teolo sin dal Paleolitico, come dimostrano i manufatti in selce rinvenuti a Castelnuovo e sul monte della Madonna. La zona risultava non solo ricca di risorse naturali, ma anche facilmente difendibile grazie alla sua natura collinare.

Una tradizione ritiene che Teolo fosse il luogo di nascita di Tito Livio, ma mancano delle testimonianze certe al riguardo.

Medioevo Nel medioevo venne confermato l'interesse strategico della località e sulla sommità della Rocca Pendice i vescovi di Padova eressero il castello di Speronella. A questo si contrapponeva, a breve distanza, il castello di Castelnuovo, retto dall'omonima famiglia feudale.

Dal punto di vista amministrativo, Teolo ebbe una certa importanza a partire dal XIII secolo, quando divenne sede di una podesteria compresa nel Comune di Padova. Conservò il suo ruolo di capoluogo anche durante la signoria dei Carraresi, come sede di vicaria.

Rilevante fu anche l'aspetto religioso, con la fondazione, sul monte della Madonna, del monastero benedettino di Sant'Antonio abate.

Periodo veneziano All'inizio del Quattrocento la signoria dei Carraresi fu abbattuta dalla Repubblica di Venezia. Con la Serenissima iniziò un periodo di stabilità politica, che portò una certa prosperità economica. Venne inoltre mantenuta la figura amministrativa del vicario, che venne a stabilirsi nel Palazzetto dei Vicari tuttora esistente al centro del paese.

È questo il periodo in cui alcune famiglie del patriziato veneziano, attratte dalle risorse naturali e dalla bellezza del luogo, iniziano a monopolizzare lo sfruttamento del territorio e ad erigervi le proprie ville.

Età contemporanea Con la caduta della Serenissima e l'arrivo di Napoleone, Teolo perse per un periodo la propria importanza amministrativa, ma venne ristabilita poco dopo erigendola a sede di distretto. Pare che questa decisione fu ispirata da un sonetto dell'abate Felice Dianin, che ricordò l'importanza storica del centro quale luogo di nascita di Tito Livio. In seguito all'amministrazione napoleonica al Comune di Teolo venne annesso il territorio del piccolo Comune di Tramonte, sì che ora Tramonte è una frazione.

Nel 1862, sotto l'amministrazione austriaca, vennero chiusi commissariato e pretura e la sede comunale fu spostata nella frazione Treponti, dove si trova attualmente.

Simboli Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 24 novembre 1983.

Il gonfalone è un drappo di azzurro.

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Abbazia di Praglia. Antico monastero benedettino situato nella campagna padovana, alle falde del monte Lonzina (Colli Euganei) nel comune di Teolo e in prossimità di Abano Terme. Ospita la Biblioteca nazionale, che è un monumento nazionale italiano. È attualmente retta dall'abate dom. Norberto Villa e la comunità conta 49 monaci. La chiesa abbaziale di Santa Maria Assunta è stata elevata da papa Pio XII nel febbraio del 1954 alla dignità di basilica minore. Chiesa di Santa Giustina. Parrocchiale di Teolo, si colloca in posizione dominante rispetto al paese, sulle pendici del monte della Madonna. Come dimostra l'intitolazione alla protomartire Giustina di Padova, ha origini molto antiche. Nel 1297 fu citata come pieve della diocesi patavina, cui erano affiliate le chiese di Montemerlo, Zovon, Boccon, Castelnuovo e Cortelà. Ha subito vari restauri e rifacimenti (il più antico entro il 1310) e l'attuale edificio è il risultato di un ampliamento svolto tra il 1851 e il 1853. Il campanile, invece, conserva le forme romaniche risalenti al Quattrocento. All'interno sono conservate due pale d'altare attribuite a Francesco Apollodoro e a Pietro Liberi (XVII secolo) e due sculture di santi di Tommaso Bonazza e Francesco Rizzi (XVIII secolo). Gli affreschi delle pareti interne sono opere liberty di Giacomo Manzoni. Sulla cantoria in controfacciata, l'organo a canne Malvestio del 1914, con 15 registri su due manuali e pedale. Chiesa di Sant'Antonio abate. Situata sul monte della Madonna, era parte di un antico monastero benedettino risalente al Duecento. Probabilmente i religiosi scelsero questo luogo per la presenza di una grotta in cui, secondo la tradizione, visse in eremitaggio santa Felicita (VIII-IX secolo). Già nel 1405, tuttavia, il complesso risultava abbandonato, sicché fu sottoposto all'abbazia di Santa Giustina perché fosse recuperato. Ne sono testimonianza i simboli scolpiti sul timpano del portale d'ingresso della chiesa, tra i quali compare un ramo di palma, richiamo al martirio di santa Giustina. Nel Seicento passò all'abbazia di Praglia e nello stesso periodo venne costruita la chiesa recente. Il cenobio fu chiuso con le soppressioni napoleoniche di inizio Ottocento, il monastero cadde in rovina (resta solo uno dei muri perimetrali) e la chiesa si salvò grazie ai restauri finanziati dai privati (l'ultimo del 1980). La chiesa è di proprietà privata ma è sempre aperta. La venerazione per sant'Antonio abate è viva a Teolo e il 17 gennaio viene organizzata la sagra di Sant'Antonio del porseéto, così detta perché il santo, patrono degli animali domestici, è spesso raffigurato accompagnato da un porcellino. Nel medioevo, gli stessi benedettini allevavano in suo onore un maiale che poi donavano ai poveri. Santuario del Monte della Madonna. Il Santuario della Madonna del Monte, dedicato alla Beata Vergine Assunta, si trova in cima al secondo colle più alto degli Euganei, vicino alle località di Rovolon e Teolo. La presenza del luogo sacro ha perciò determinato il nome del rilievo stesso, Monte della Madonna. Una chiesa esisteva qui fin dal XIII secolo, citata in un testamento del 1253 e punto di riferimento per eremiti e pellegrini. Unita da Papa Giulio II nel 1508 all'abbazia benedettina di Praglia come sua dipendenza, la chiesa fu più volte ampliata e divenne un vero e proprio santuario affidato alle cure di una locale confraternita mariana. Nella difficile fase delle soppressioni napoleoniche che vide la chiusura di Praglia, l'esperienza eremitica sul Monte della Madonna non si interruppe. Nel 1940 la chiesa fu in gran parte ricostruita, mentre nel periodo 1955-1965 gli fu edificato accanto un piccolo monastero con chiostro, dove tuttora risiedono stabilmente monaci benedettini della comunità di Praglia. La chiesa moderna conserva parte delle murature dell'antica cappella costruita nel '500 che sono state riportate alla luce da un recente restauro. All'interno, sulla parete centrale del presbiterio, si trova una statua trecentesca della Madonna col Bambino, in pietra policroma, attribuita ad Andriolo de' Santi. Altre testimonianze artistiche dell'antica chiesa risalgono al XVII secolo, sono una pala dipinta da Giovanni Battista Bissoni (allievo del Varotari) raffigurante San Rocco e un crocifisso ligneo di autore ignoto. Come l’abbazia di Praglia da cui dipende, anche il Santuario della Madonna del Monte è meta di visitatori e di devoti. La Chiesa di San Giorgio ha una storia risalente al XII secolo, testimoniata dai ritrovamenti di alcune pietre incise rinvenute durante i lavori di restauro del 1934.

Architetture civili Il Palazzetto dei Vicari. Si tratta di un piccolo ma elegante edificio cinquecentesco, che testimonia l'importanza del borgo collinare fin dalle epoche passate. Sede del potere amministrativo in epoca veneziana, oggi accoglie il Museo di Arte contemporanea "Dino Formaggio", che esprime la sua vitalità attraverso l'allestimento di mostre temporanee, accanto all'esposizione permanente, e a numerose iniziative culturali grazie alle quali il Museo sta divenendo una vera e propria officina di cultura (raffaella cosentino borsetto). I dintorni di Teolo sono adatti al ciclismo amatoriale. Tra gli itinerari più interessanti vi è quello che dal centro del paese conduce al monte della Madonna che transita per l'ameno Valico delle Fiorine. Numerose sono le ville sparse in tutte le frazioni (Villa Cavalli Lugli a Bresseo, Villa Rosa a Tramonte, complesso La Bembiana a Monterosso).

Nella Villa Cavalli Lugli a Bresseo sono state girate scene per alcuni film: Un tranquillo posto di campagna del 1968 diretto da Elio Petri con Franco Nero e Vanessa Redgrave Il tuo vizio è una stanza chiusa e solo io ne ho la chiave del 1972 diretto da Sergio Martino con Edvige Fenech.

Nella Villa Vergani a Bresseo sono state girate quasi tutte le scene del film Grazie zia del 1968 diretto da Salvatore Samperi con Lisa Gastoni.

Architetture militari Ruderi del castello di Speronella Sorgono in posizione dominante sulla cima della Rocca Pendice.

Difficile collocarne le origini. I primi riferimenti risalgono all'XI secolo, quando era proprietà del vescovo di Padova. Nel 1161, nell'ambito delle lotte tra potere civile ed ecclesiastico, questi dovette cederlo all'imperatore Federico Barbarossa ma gli fu restituito nel 1177.