Il Comitato dei ministri per il Mezzogiorno è stato un organo collegiale del Governo della Repubblica Italiana previsto dalla legge 10 agosto 1950, n. 646, nell’ambito dell’istituzione della Cassa per il Mezzogiorno. Presieduto dal presidente del Consiglio dei ministri (o da un ministro da lui delegato), riuniva i ministri competenti per materia e svolgeva funzioni di indirizzo e coordinamento connesse alla programmazione degli interventi straordinari nel Mezzogiorno.
La legge istitutiva attribuiva al comitato, tra l’altro, la formulazione del piano generale di opere straordinarie e l’approvazione dei programmi annuali delle opere da eseguire tramite la Cassa; i programmi approvati erano destinati a essere comunicati al Parlamento.
Il comitato è stato soppresso dalla legge 26 giugno 1965, n. 717, che trasferì le relative attribuzioni a un apposito comitato di ministri costituito in seno al Comitato interministeriale per la ricostruzione.
Inquadramento La legge 10 agosto 1950, n. 646, istituendo la Cassa per il Mezzogiorno, demandò al comitato la definizione del piano generale degli interventi straordinari, in coordinamento con i programmi delle amministrazioni pubbliche. Nella ricostruzione dell’Enciclopedia Italiana, il comitato rappresentava il punto di raccordo politico-amministrativo dell’intervento straordinario, mentre alla Cassa era affidata l’attuazione tecnico-amministrativa delle opere e delle iniziative previste.
Composizione La composizione originaria, definita dalla legge istitutiva, comprendeva i ministri dell’Agricoltura e foreste, del Tesoro, dell’Industria e commercio, dei Lavori pubblici e del Lavoro e previdenza sociale, il comitato era presieduto dal presidente del Consiglio dei ministri o da un ministro delegato. Secondo Treccani, nel tempo la compagine venne ampliata includendo anche il ministro dei Trasporti e, successivamente, i ministri delle Partecipazioni statali (1956) e del Turismo (1959).
Funzioni Tra le funzioni attribuite dalla legge 10 agosto 1950, n. 646, rientravano la formulazione del piano generale di opere straordinarie e l’approvazione dei programmi annuali di opere della Cassa, con la possibilità di integrazioni e modifiche nel corso dell’esercizio e con comunicazione dei programmi approvati al Parlamento. La letteratura sul tema inquadra tali compiti nel più ampio disegno di coordinamento e programmazione degli interventi pubblici nel Mezzogiorno, intrecciando investimenti “ordinari” dei ministeri e investimenti “straordinari” della Cassa.
Relazione annuale al Parlamento Con la legge 18 marzo 1959, n. 101, fu previsto che il presidente del comitato trasmettesse ogni anno al Parlamento una relazione sull’attività di coordinamento svolta e sugli investimenti ordinari e straordinari nel Mezzogiorno, entro venti giorni dalla presentazione della relazione generale sulla situazione economica del Paese.
Soppressione La legge 26 giugno 1965, n. 717, introdusse strumenti di programmazione pluriennale per gli interventi pubblici nel Mezzogiorno e soppresse il comitato, trasferendone le attribuzioni all'apposito comitato di ministri costituito in seno al Comitato interministeriale per la ricostruzione.
Note
Bibliografia Luigi Scoppola Iacopini, La Cassa per il Mezzogiorno e la politica, 1950-1986, Roma-Bari, Laterza, 2019, ISBN 978-88-5813-446-7. SVIMEZ (a cura di), La dinamica economica del Mezzogiorno. Dal secondo dopoguerra alla conclusione dell'intervento straordinario, Bologna, il Mulino, 2016, ISBN 978-88-15-26398-8.
Voci correlate Cassa del Mezzogiorno Mezzogiorno (Italia) Questione meridionale Meridionalismo Ministri per gli interventi straordinari nel Mezzogiorno della Repubblica Italiana Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile
Categoria:Comitati interministeriali soppressi Categoria:Meridionalismo