Biografia Nato a Gioia Tauro da una delle famiglie possidenti di rilievo locale.
Baldari ricoprì la carica di sindaco di Gioia Tauro (al tempo Gioja) per un periodo di circa ventitré anni, operando nella fase storica di transizione dal Regno delle Due Sicilie al Regno d'Italia. I suoi mandati si divisero in due fasi principali: dal 1840 al 1853 e, successivamente, dal 1855 al 1865, diventando sia il sindaco con il più lungo mandato della città, sia il primo sindaco dopo l’Unità d’Italia.
L'attività amministrativa di Baldari fu caratterizzata dalla gestione delle relazioni istituzionali durante i mutamenti politici del decennio 1850-1860. Nell'ottobre 1852, in qualità di autorità locale, ricevette ufficialmente a Gioia il re Ferdinando II di Borbone, giunto nel distretto per ispezionare le esercitazioni militari tra Mileto e Rosarno. In seguito agli eventi della Spedizione dei Mille, Baldari coordinò la transizione della municipalità verso il nuovo assetto politico: il 25 agosto 1860 dispose l'accoglienza e il supporto logistico per Giuseppe Garibaldi e le sue truppe, i cui volontari ricevettero vettovagliamento a carico del comune. Il 28 agosto successivo, in una comunicazione ufficiale inviata al Governatore Generale di Reggio, Baldari formalizzò l'adesione della città al nuovo corso politico, esprimendo il riconoscimento della comunità per il passaggio del «Signor Dittatore»https://www.rosariopalumbo.it/oldsito/ARTICOLI/Liberti/150%C2%B0%20Unit%C3%A0/Unit%C3%A0.pdf?utm_.
Nel corso del suo secondo mandato dovette anche ad affrontare la fase di transizione istituzionale tra il Regno delle Due Sicilie e il Regno d’Italia. Durante la sua amministrazione si trovò a gestire il periodo della “Primavera dei popoli”. In quegli anni, Gioia Tauro fu interessata da tensioni sociali, legate alla diffusione di un manifesto attribuito ai cosiddetti “Fratelli della Piana”, che incitava alla rivolta contro alcuni commercianti genovesi, descritti con espressioni fortemente ostilihttps://www.lalbadellapiana.it/files/settembre2017.pdf. In questo contesto Baldari, in qualità di sindaco, ricevette l’intendente regio Domenico Muratori per coordinare la risposta delle autorità e contribuire alla gestione dell’ordine pubblico.
Durante la sua amministrazione, Baldari fece una proposta volta a modificare la denominazione del comune, questa fu un'iniziativa sia di recupero dell'identità storica del territorio, ma anche data dal fatto che molti comuni del neonato Regno d'Italia presentavano problemi di omonimia o nomi troppo generici, "Gioja" era un termine diffuso e privo di una specificità geografica. Nel 1862, a seguito della proclamazione del Regno d'Italia, Baldari propose al Consiglio comunale di modificare il nome della città. L'obiettivo era superare la denominazione medievale "Gioja" aggiungendo il riferimento a Metauros, l'antica colonia magnogreca che sorgeva nell'area. La proposta fu ratificata dal governo centrale con il Regio Decreto del 26 marzo 1863, n. 1218, firmato da Vittorio Emanuele II.
Intitolazioni
Palazzo Baldari Un edificio associato a Luigi Baldari è il cosiddetto Palazzo Baldari, costruito nel XVIII secolo e situato all’ingresso del quartiere storico Piano delle Fosse. Il palazzo, appartenuto alla nota famiglia Baldari, ospita oggi il Museo Archeologico Metauros.
Note
Categoria:Sindaci di Gioia Tauro Categoria:Nati a Gioia Tauro Categoria:Morti a Gioia Tauro