Lo sguardo nascosto è un film drammatico del 2004 scritto e diretto da Vittorio Rifranti.

Il film è stato presentato per la prima volta alla rassegna “Alternative del cinema italiano” di Taranto. Nel maggio 2005 è stato distribuito al Cinema Gnomo di Milano e in seguito in altre città italiane. L'opera precede cronologicamente il debutto ufficiale al lungometraggio di Rifranti, avvenuto nel 2007 con Tagliare le parti in grigio.

Trama Antonio, un uomo di 35 anni, arriva a Milano per lavorare in una legatoria artigianale. Solitario, misterioso, fa con dedizione il suo lavoro e vive in un piccolo appartamento ordinato e pulito. Nasconde un microfono e un registratore digitale con i quali registra di nascosto la voce delle persone che incontra. Poi mette tutto in un computer e riascolta, analizza, frammenta tutte le voci che nel tempo ha archiviato. È convinto che nella voce di ognuno si celi un segreto, un’ombra, la verità più profonda di quella persona. Non fa attenzione a quello che viene detto, ma a come viene detto. Unica condizione assoluta e necessaria: non legarsi a nessuno, non affezionarsi mai, altrimenti la ricerca non funziona più.

Antonio conosce nella legatoria il proprietario, un uomo anziano che vive in solitudine e mangia nel retro del negozio, e Andrea, un detenuto in libertà vigilata che ha una relazione con Veronica, la vicina di casa di Antonio. Ma soprattutto Antonio incontra Sandra, una ragazzina di 16 anni che lo ha visto attraverso la vetrina della legatoria mentre si sistemava il microfono sotto il maglione e con la quale, scoperto, Antonio instaura, dopo una diffidenza iniziale, un rapporto di complicità. Il ritorno di una ex fidanzata, Giulia, mette però in crisi Antonio, incapace con lei di mantenere quella distanza emotiva necessaria per le sue ricerche sulle voci.

Quando, dopo un breve viaggio con Sandra, Antonio torna a casa e scopre che tutte le voci archiviate gli sono state rubate, non avrà dubbi nell’accusare Giulia del furto. Ma forse le cose non sono andate come Antonio ha immaginato.

Produzione Il progetto attraversa diverse fasi di sviluppo produttivo. Intorno al 2000 il film ottiene un preacquisto da parte di Tele+, emittente televisiva a pagamento attiva in Italia negli anni novanta e nei primi anni duemila. La produzione tuttavia non viene avviata e l’emittente esce successivamente dal progetto. Nel 2003 Rifranti decide di realizzare comunque il film con una troupe ridotta e con l'utilizzo di una videocamera MiniDV. Le riprese si svolgono tra settembre e dicembre dello stesso anno con un budget limitato. Nel 2004 il film riceve una recensione sulla rivista online Sentieri Selvaggi.

Distribuzione Il film viene presentato alla rassegna Alternative del cinema italiano di Taranto e successivamente in altre rassegne cinematografiche, tra cui Pesaro, Milano e il Valdelsa Film Festival. Nel maggio 2005 viene programmato al Cinema Gnomo di Milano.

Note

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