Biografia Issa Samb, conosciuto con il nome di Joe Ouakam, dal suo quartiere d'origine, si è lureato presso l'Università Cheikh Anta Diop di Dakar, dove ha studiato filosofia e giurisprudenza.

L'attività interdisciplinare di Samb comprendeva pittura, scultura, installazioni e teatro.«Issa Samb è considerato un artista totale. La sua pratica spazia dalla recitazione, sia per il teatro che per il cinema, alla scrittura (poesia, saggi, romanzi), all'installazione, alla performance, alla pittura e alla scultura... eppure il suo lavoro è inclassificabile». La curatrice Koyo Kouoh. Il suo lavoro attinge sia alla tradizione africana che ai movimenti d'avanguardia europei come dadaismo, surrealismo, situazionismo e Fluxus. Samb ha svolto un ruolo cruciale nella scena artistica di Dakar: il suo atelier in un cortile del centro, spesso ingombro di materiali e progetti di vario genere, fungeva da vera e propria mostra personale.

Nel 1974 ha costituito il «Laboratoire Agit'Art» con il regista Djibril Diop Mambéty, il pittore El Hadji Sy e un collettivo di artisti, scrittori e cineasti. Samb è stato tra i primi a criticare apertamente l'ideologia della Negritudine promossa da Léopold Sédar Senghor, ha denunciato la svolta politica intrapresa dalle arti in Senegal e, con El Hadj Sy, ha sottolineato la necessità per gli artisti di creare strutture e associazioni indipendenti, distanziandosi dalla politica. Con il corpus delle sue opere ha preso le distanze dall'École de Dakar.

Nel 1994 il regista tunisino Taieb Louhichi gli ha dedicato il documentario Ker Joe Ouakam. Nel 1995 ha partecipato alla collettiva Seven Stories of Modern Art in Africa alla Whitechapel Art Gallery di Londra. Nel 2008 ha partecipato alla Biennale de l'Art africain contemporain Dak'Art 2008. Nel 2010 una retrospettiva delle sue opere è stata organizzata dalla Galleria nazionale di Dakar. Nel 2012 ha partecipato a documenta 13 a Kassel. Nel 2014 la galleria d'arte InIVA di Londra ha presentato la mostra Issa Samb: From the Ethics of Acting to the Empire without Signs. Nel 2019 Koyo Kouoh, Direttrice esecutiva e Chief curator dello Zeitz Museum of Contemporary Art Africa di Città del Capo, ha selezionato La Cour (The Yard) (2013), una installazione permanente e in continua evoluzione in uno spazio cortile-casa-studio, come opera più influente del decennio.

Note

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