Figlio minore del pretendente al trono Jurij di Zvenigorod, fu uno dei principali esponenti ribelli durante la guerra civile moscovita del XV secolo. Dapprima alleato del fratello maggiore Vasilij Kosoj, si schierò poi contro di lui appoggiando lo zar Basilio II di Russia, che lo ricompensò con titoli e feudi. Condusse poi alcune campagne militari inconcludenti contro i mongoli, per poi ritirarsi nei suoi domini a causa di una grave malattia che lo affliggeva e che lo condusse a morte in giovane età. Viene considerato santo dalla chiesa ortodossa russa.
Biografia Era il figlio più giovane del principe russo Jurij di Zvenigorod e della moglie Anastasia di Smolensk, e nacque all'incirca nel 1421. La madre morì poco dopo la sua nascita, probabilmente a causa delle conseguenze del parto dello stesso Dmitrij. Pare comunque che fosse il figlio prediletto del padre, probabilmente per il suo carattere mite e gentile, in opposizione a quello irruente e feroce dei fratelli.
Allo scoppio della guerra civile moscovita, nonostante la giovane età si schierò apertamente col padre e lo affiancò durante la sua ribellione per reclamare il trono del Granducato di Mosca. Assieme al padre e ai fratelli maggiori Vasilij Jur'evič Kosoj e Dmitrij Jur'evič Šemjaka sconfisse lo zar Basilio II di Russia alla battaglia del fiume Mogza nel 1434, e il padre assunse brevemente il potere. Condusse una breve campagna militare contro Nižnij Novgorod, dove si era rifugiato Basilio, ma senza esito. All'improvvisa morte del genitore e all'ascesa del fratello maggiore Vasilij, Dmitrij e il suo fratello omonimo cambiarono presto schieramento e appoggiarono il ritorno al potere di Basilio II, che sconfisse e depose Vasilij Kosoj e ricompensò Dmitrij confermandogli il principato di Galič, che già deteneva per concessione paterna, e donandogli anche il feudo di Bežeck.
Inizialmente partecipò alla politica attiva e alle iniziative dello zar Basilio, ma attorno al 1436 cominciò a mostrare i sintomi di una grave malattia terminale e si ritirò nel suo feudo di Bežeck in cerca di tranquillità. Probabilmente per questo scampò poco dopo alla repressione che Basilio operò contro il fratello maggiore Dmitrij Šemjaka, incarcerato con l'inganno. Nel 1437 partecipò col fratello alla campagna russa contro l'Orda d'Oro di Uluğ Muhammad che aveva invaso la Moscovia, ma il loro esercito finì per saccheggiare quegli stessi territori che avrebbe dovuto proteggere, disgregandosi davanti alle truppe mongole dopo la disastrosa battaglia di Belëv. Il principe in seguito si limitò ad amministrare i propri feudi fino alla morte nel 1441, salvo una breve spedizione del 1439 condotta per liberare Mosca dall'assedio dei mongoli.
Durante il suo dominio di Galič, fece ricostruire la fortezza della città e ne patrocinò le chiese, entrando in confidenza con l'abate Paisios di Uglič (poi anch'egli santo), che fu anche suo esecutore religioso. La morte colse Dmitrij nel 1441, al culmine di una lunga agonia, che la tradizione vuole terminata con una morte apparente di mezza giornata, dopo la quale Dmitrij si sarebbe risvegliato per salmodiare altri due giorni e fare poche altre dichiarazioni, per poi infine spirare definitivamente. Prima della morte aveva preso i sacramenti diventando quindi monaco. In odore di santità, il suo corpo fu quindi traslato a Mosca e sepolto nella cattedrale dell'Arcangelo Michele, nello stesso loculo occupato dal corpo del padre Jurij; prima della sepoltura il corpo sarebbe stato esaminato e scoperto incorrotto dopo due settimane dalla morte, cosa che avrebbe rafforzato la sua fama di santità. Nel 1507 la salma fu ulteriormente trasferita nella vicina tomba del fratello Vasilij Kosoj, nella quale riposa da allora. Principe pio e già circondato da un'aura di santità mentre era in vita, dopo la sua morte prematura fioccarono le agiografie e le leggende su Dmitrij, e numerose poesie e inni furono composti in sua memoria. È considerato un santo dalla tradizione popolare russa, che lo ricorda il 23 settembre. L'iconografia ortodossa solitamente lo ritrae vestito riccamente come si confaceva a un principe del suo rango, sbarbato o con solo una corta barba data l'età precoce a cui morì.
Dato il suo decesso in giovanissima età e le inconsuete circostanze dell'avvenimento, dopo qualche tempo si sospettò che il principe fosse stato avvelenato. La tesi sarebbe avvalorata principalmente dal sorprendente stato di conservazione della sua salma anche settimane dopo la sua morte, effetto tipico dell'arsenico. Il possibile colpevole del suo assassinio non è chiaro, ma chi beneficiò maggiormente della sua morte fu il fratello superstite Dmitrij Šemjaka, che ereditò tutti i suoi beni e i suoi feudi, potendosi così rafforzare in vista della successiva ripresa della guerra civile moscovita, che avrebbe rianimato da lì a pochi anni al fine di reclamare il trono per sé. Anche lo zar Basilio II beneficiò della morte di Krasnyj, potendo così contare un rivale in meno al trono moscovita.
Ascendenza
Note
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Categoria:Santi russi del XV secolo