Biografia Pur essendo siciliano (originario di Messina), si è inserito sin dagli anni 70 nel contesto del crimine organizzato calabrese a Torino, essendo il cognato di Domenico Belfiore, ai vertici della 'Ndrina Belfiore di Gioiosa Jonica, attiva proprio in Piemonte. A suo carico si contestano numerosi omicidi, rapine e narcotraffico.

È noto per essere stato nel banco degli imputati (venendone però assolto per insufficienza di prove) per l'omicidio del magistrato Bruno Caccia, consumatosi a Torino il 26 giugno 1983. Il procuratore prima di essere assassinato stava indagando su varie piste contro il clan dei catanesi e la 'Ndrangheta in Piemonte, e sul riciclaggio di denaro nel casinò di Saint Vincent.

È stato coinvolto nel 2015, mentre si trovava in libertà vigilata, in vicende di bagarinaggio che riguardavano i biglietti della Juventus specialmente in Champions League, percependo delle somme dalla 'Ndrina Crea. Pare fosse anche garante dei rapporti tra gruppi ultras della Juventus, imponendo la pace quando avvenivano conflitti tra essi.

Note