Gerald Ford è stato il trentottesimo presidente degli Stati Uniti d'America, servendo un singolo mandato dal 1974 al 1977. Dopo la conclusione della sua presidenza avvenuta il 20 gennaio 1977, Ford si ritirò solo dalla vita politica, e continuò a rimanere coinvolto negli affari di stato degli anni seguenti e comparve in diversi eventi e cerimonie.
Questa voce tratta gli eventi principali della post-presidenza di Gerald Ford, ovvero il periodo di vita tra la conclusione della sua presidenza e la sua morte (26 dicembre 2006).
Contesto Gerald Rudolph Ford Jr., nato Leslie Lynch King Jr.Il presidente nacque con il nome di suo padre, Leslie Lynch King Sr., ma i genitori si separarono alcuni mesi dopo la sua nascita. Nel 1916 la madre si risposò con Gerald Rudolff Ford, per cui iniziò ad utilizzare il nome con cui è ricordato di solito. Però non venne mai ufficialmente adottato e cambiò legalmente il nome solo nel 1935, scegliendo anche la variante più americana "Rudolph"., ma meglio conosciuto come Gerald Ford (nato il 14 luglio 1913 ad Omaha in Nebraska) visse la maggior parte della sua infanzia assieme alla madre che cambiava spesso residenza. Completò gli studi all'università del Michigan e fece carriera come centrocampista della squadra dei Michigan Wolverines e come riserva nella marina statunitense durante la seconda guerra mondiale.
Nel 1949 entrò a far parte della camera dei rappresentanti e vi rimase per ben 25 anni, divenendo leader del partito repubblicano al tempo nella minoranza tra il 1965 e il 1973. Fece anche parte della commissione Warren, commissione istituita per indagare sull'assassinio di John F. Kennedy. Nel 1973 Spiro Agnew si dimise dalla carica di vicepresidente a causa di accuse di corruzione e riciclaggio di denaro, il presidente Richard Nixon scelse proprio Ford come nuovo vicepresidente, in gran parte perché sapeva che quest'ultimo non ambiva alla carica di presidente, ma un anno dopo anche lo stesso Nixon dichiarò le dimissioni a seguito dello scandalo Watergate, legato a delle gravi intercettazioni illegali, quindi Ford divenne automaticamente presidente. Ford rimane l'unico presidente nella storia degli Stati Uniti ad aver ricoperto sia la carica di vicepresidente che di presidente senza mai essere stato effettivamente eletto.
La sua presidenza fu segnata dal ritiro delle forze armate americane dal Vietnam, evento che concluse la guerra del Vietnam, ma soprattutto dal perdono del suo predecessore Nixon, che assolse personalmente da ogni accuse, il ché probabilmente fu uno dei motivi principali per cui perse alle seguenti elezioni.
Attività varie Dopo la conclusione del suo mandato, Ford si trasferì a Denver con la famiglia, ma continuò ad apparire periodicamente ad incontri politici ed eventi, tra cui memoriali e cerimonie d'inaugurazione di altri presidenti. Il suo successore Jimmy Carter disse di lui durante la sua inaugurazione: «Per me e per la nostra nazione, voglio ringraziare il mio predecessore per tutto quello che ha fatto per curare la nostra terra», in seguito Ford investì nel petrolio assieme a Marvin Davis per procurare un reddito sufficiente ai figli. Nel gennaio del 1977 divenne il presidente della Eisenhower Fellowships, organizzazione privata senza scopo di lucro, per poi servire come capo del suo consiglio di amministrazione dal 1980 al 1986.Marguerite Perrone, Eisenhower Fellowship: A History 1953–2003 (2003). Sempre nel 1977 venne intervistato, sebbene in maniera riluttante, dal giornalista del New York Times James M. Naughton.
Gerald Ford curò anche la sua passione per il golf, molto spesso infatti giocava partite in privato ed in pubblico assieme al suo amico di lunga data Bob Hope; nel 1977 segnò una buca in uno durante il Danny Thomas Memphis Classic, dove giocò con Ben Crenshaw, e in seguito organizzò ed ospitò il Jerry Ford Invitational, torneo aperto a celebrità professioniste e dilettanti che si svolse a Vail in Colorado tra il 1977 e il 1996.
Nel 1977 fondò il Gerald R. Ford Institute of Public Policy situato al collegio di Albion, che offre lezioni di politica pubblica, mentre nel 1981 inaugurò la sua biblioteca presidenziale situata ad Ann Arbor, seguita lo stesso anno dal suo museo presidenziale a Grand Rapids. Nell'ottobre del 1977 soggiornò temporaneamente nel New Jersey per appoggiare il candidato Raymond Bateman alle elezioni governatoriali del New Jersey contro Brendan Byrne.
Nel 1979 Ford pubblicò la sua autobiografia intitolata A Time to Heal, dalla lunghezza di 454 pagine, nella quale descriveva anche il suo difficile rapporto con il padre biologico. Una rivista del Foreign Affairs la descrisse così: «Serena, imperturbabile e priva di pretese, proprio come l'autore. Queste sono le più brevi e più oneste memorie presidenziali degli ultimi anni, ma non ci sono né sorprese, né approfondimenti sulle varie motivazioni od eventi. Niente di più di quanto si veda a prima vista». Ford fu membro onorario, insieme ad altri presidenti, del consiglio per l'eccellenza governativa, un gruppo che si occupa di allenare al meglio i dipendenti federali.
Il presidente ha sempre difeso la sua decisione, fatta durante la presidenza, di perdonare Nixon: quando gli venivano chieste le motivazioni, egli mostrava un estratto, che teneva nel suo portafoglio, della sentenza del 1915 Burdick v. United States nella quale si stabiliva che una grazia comportasse l'imputazione della colpa e la sua accettazione implicasse la confessione di tale colpa.Intervista a Gerald Ford di Bob Woodward (2004).
Il presidente Ford sviluppò una grande amicizia con il presidente Jimmy Carter, tanto da essere invitato a pranzo ogni volta che si trovava a Washington D.C. Anche la moglie di Carter Rosalynn visitava spesso i coniugi Ford. I due presidenti fecero parte nel 2001 di una commissione per la riforma delle elezioni federali e nel 2002 della commissione della continuità di governo.
Nel giugno del 1981 il Dartmouth College confermò Gerald Ford (insieme a Lady Bird Johnson) amministratore delegato del comitato delle raccolte fondi per la Rockefeller Center for the Social Sciences, ad ottobre invece si unì a Bob Hope e il presidente Ronald Reagan per un evento in commemorazione del quarantesimo anniversario della United Service Organizations. Nel 1982 fondò l'AEI World Forum, incontro annuale internazionale tra imprenditori, capi di stato e deputati che si svolge a Sea Island nella contea di Glynn in Georgia. Divenne anche membro onorario della American Enterprise Institute e in data 23 marzo 1988 gli fu conferita una laurea honoris causa dall'università del Connecticut. Nel 1983 fece una comparsa insieme a Carter e Nixon all'inaugurazione della fondazione di Hyman Rickover e gli stessi emisero un comunicato nel quale sollecitarono i leader mondiali a non abbandonare la lotta alla fame.
Nel 1987 pubblicò Humor and the Presidency, una raccolta di aneddoti politici. Ad ottobre 1990 Ford fece un'apparizione a Gettysburg per commemorare il centenario dalla nascita del presidente Dwight D. Eisenhower, dove inaugurò una targa commemorativa in suo ricordo.
Nel 2001 Ford comparve alla Chapman University ad Orange in California dove gli venne consegnata una "medaglia al cittadino d'oro". Fu nominato nel 2004 dal governatore George Pataki membro onorario della commissione atta a ricostruire il World Trade Center, insieme agli altri presidenti ancora in vita.
Viaggi diplomatici Nel 1981, durante la presidenza Reagan, Ford visitò il nuovo leader cinese Deng Xiaoping con l'obiettivo di mantenere stabili le relazioni tra i due paesi. Il 14 marzo 1982, dopo un viaggio in Kuwait, Ford dichiarò di essere disposto a incontrarsi con Yasser Arafat a condizione che lui non venisse considerato rappresentante degli Stati Uniti e aggiungendo che la partecipazione a un tale incontro dovesse significare il riconoscimento di Israele da parte della Palestina. Nell'agosto del 1990 Ford viaggiò fino a Tokyo per partecipare al ventesimo anniversario dalla ratifica del trattato di mutua cooperazione e sicurezza tra Stati Uniti d'America e Giappone, e per l'occasione si incontrò con il primo ministro Zenkō Suzuki. Nel maggio 1991 si incontrò con Lee Teng-hui, presidente di Taiwan, a Taipei, come parte di una missione diplomatica privata tra i due paesi.
Il 14 gennaio 1979 Ford annunciò che avrebbe viaggiato fino in Medio Oriente e si sarebbe trattenuto per due settimane tra il mese di Gennaio e Febbraio, visitando in particolare Egitto e Israele, dopo questo viaggio Ford espresse la sua opinione su diversi eventi rilevanti avvenuti nella regione. Nel 1981, a seguito dell'assassinio di Anwar el-Sadat, Ford dichiarò che la vendita di velivoli AWACS all'Arabia Saudita sarebbe necessario non solo per migliorare le relazioni tra gli Stati Uniti e il mondo arabo, ma anche per aiutare la stabilizzazione del Medio Oriente. In seguito in un comunicato stampa assieme a Carter disse che la pace sarebbe stata raggiunta non appena gli Stati Uniti avessero riconosciuto l'Organizzazione per la Liberazione della Palestina, in disaccordo con la dottrina di Reagan. Si espresse anche positivamente sulle dimissioni del presidente israeliano Menachem Begin, sul ritiro dalle truppe americane dal Libano avvenuto nel 1984 e sulla sollevazione di Saddam Hussein dalla sua carica di presidente.
Visioni politiche
Gerald Ford contemplò la possibilità di candidarsi a presidente nel 1980, dal momento che il 22° emendamento glielo permetteva non essendo stato effettivamente eletto presidente la prima volta, ma l'idea non si concretizzò a causa del suo rifiuto. Inizialmente Ronald Reagan lo aveva considerato come possibile vicepresidente, ma a seguito di un litigio tra i due la vicepresidenza venne offerta a George W. Bush. Ford comparve comunque come portavoce durante la convenzione nazionale repubblicana del 1980 e mostrò supporto verso tutti i principali candidati senza sceglierne uno in particolare. Criticò anche la partecipazione di Nixon alla campagna.
Ford partecipò attivamente alle elezioni di metà mandato del 1982: mostrò il suo supporto verso il senatore Lowell P. Weicker Jr. in Connecticut, aprendo una raccolta fondi da ben 50.000 dollari, in Tennessee fece campagna per Jon S. Fossel e infine appoggiò la rielezione di Robert Michel in Illinois. Nello stesso anno, durante un comizio a Toronto, Ford si dichiarò sicuro che gli Stati Uniti avrebbero assistito il Regno Unito nella guerra delle Falkland, nell'obiettivo di ridurre al massimo le operazioni militari. Nel 1988 criticò aspramente il candidato Michael Dukakis definendolo "qualcuno che esprime idee irrealizzabili per quanto riguarda il finanziamento", dichiarando che il paese sarebbe finito in bancarotta per via delle sue decisioni. Sempre nel 1988 durante un'intervista a Palm Springs, Ford dichiarò che il candidato repubblicano per quell'anno avrebbe perso se si fosse rivelato troppo conservatore, o addirittura ultra-conservatore. Comparve anche alla convention nazionale repubblicana del 1992, dove comparò l'imminente vittoria di Bill Clinton alla sua sconfitta del 1976; e a quella del 1996, nella quale venne nominato Bob Dole, che era già stato candidato assieme allo stesso Ford nelle elezioni del 1976, in un discorso lo lodò dicendo: «Quando improvvisamente mi sono ritrovato presidente, dissi di essere un Ford, non un Lincoln. Oggi, ciò che abbiamo nella Casa Bianca non è né un Ford e né un Lincoln, ma una Dodge convertibile. Non sarà il momento di darla in permuta?».
Nel 1991 supportò, insieme ad altri presidenti, la Brady Bill, la quale tentava di regolamentare l'utilizzo delle armi da fuoco nel paese. Ad ottobre 2001 ci fu invece la rottura tra Ford e i conservatori del partito repubblicano, quando dichiarò che le coppie omosessuali e lesbiche "Devono essere trattate equamente. Punto e basta." In seguito aggiunse anche che le discriminazioni nei confronti degli omosessuali andrebbero proibite per legge.