È nota per aver proposto il riconoscimento della libertà cognitiva come diritto umano fondamentale, tema sviluppato nel saggio The Battle for Your Brain (2023).

Biografia Nita Farahany è nata nel 1978, figlia di immigrati iraniani negli Stati Uniti. I suoi genitori coltivavano l'ambizione che diventasse medico o avvocato, aspirazione che Farahany ha confermato di voler perseguire in uno scritto scolastico al liceo.

Iscrittasi al Dartmouth College, ha conseguito il Bachelor of Arts in genetica, biologia cellulare e biologia dello sviluppo nel 1998.

Dopo la laurea ha lavorato presso una società di consulenza strategica a Cambridge, nel Massachusetts, dove ha contestualmente avviato un master ad Harvard. Lo studio della genetica comportamentale previsto in quel programma l'ha portata a interessarsi all'intersezione tra scienza e diritto penale, orientandola verso il dottorato in diritto e filosofia alla Duke University.

Alla Duke University ha conseguito un Master of Arts (MA) e un Juris Doctor (JD) in diritto nel 2004, seguiti da un dottorato di ricerca (PhD) in filosofia nel 2006. Nel 2007 ha conseguito un Master of Arts in Liberal Studies (ALM) in biologia presso l'Università Harvard.

Nel 2004-2005 ha svolto il ruolo di assistente giudiziaria (law clerk) presso la giudice Judith W. Rogers alla Corte d'appello degli Stati Uniti per il Distretto di Columbia.

Carriera Farahany ha iniziato l'attività di insegnamento alla Vanderbilt University, dove aveva completato il dottorato. Dal 2006 ha ricoperto il ruolo di assistant professor di diritto nello stesso ateneo, fino al 2011, quando ha assunto la cattedra di Leah Kaplan Visiting Professor of Human Rights presso la Stanford Law School.

Dal 2012 è professoressa alla Duke Law School, dove dal 2020 ricopre la cattedra Robinson O. Everett Distinguished Professor of Law and Philosophy. Oltre all'insegnamento, dirige la Duke Initiative for Science and Society e presiede il Master in Applied Ethics & Policy, programma che integra la bioetica e l'etica tecnologica con la formazione giuridica e politica, affrontando le questioni sollevate dall'intelligenza artificiale, dall'apprendimento automatico, dalle neuroscienze e dai media digitali.

Farahany dirige inoltre lo SLAPLAB, laboratorio interdisciplinare afferente alla Duke Initiative for Science and Society che riunisce studiosi di diversi livelli - dagli studenti universitari ai docenti - attorno a temi di etica situata all'intersezione tra scienza, diritto, filosofia e società. Il laboratorio svolge attività di ricerca originale e promuove la comunicazione pubblica dei risultati scientifici.

Nomine presidenziali Nel 2010 il presidente Obama l'ha nominata membro della Commissione presidenziale per lo studio delle questioni bioetiche, istituita il 24 novembre 2009 per fornire consulenza alla presidenza sulle implicazioni etiche, legali, sociali e filosofiche derivanti dalle innovazioni nelle bioscienze.

Attività scientifica e istituzionale Farahany è membro del consiglio di amministrazione della Società internazionale di neuroetica (INS), di cui è presidente, e fa parte della divisione di neuroetica del gruppo di lavoro multiconsiglio per l'Iniziativa BRAIN. È inoltre membro del Consiglio di ricerca del presidente dell'Istituto canadese per la ricerca avanzata (CIFAR) e fa parte della rete di esperti del Forum economico mondiale.

È membro eletto dell'American Law Institute e fa parte di diversi comitati consultivi scientifici ed etici di aziende del settore tecnologico.

Ha tenuto conferenze per la Corte d'appello degli Stati Uniti, presso il Collegio giudiziario nazionale, nell'ambito dell'American Association for the Advancement of Science, in workshop delle Accademie nazionali delle scienze e al Forum economico mondiale. Ha partecipato al Festival delle idee di Aspen e ha tenuto una conferenza TED.

Nel 2013 ha testimoniato davanti al Congresso degli Stati Uniti nell'udienza su «Cosa significa la tecnologia di riconoscimento facciale per la privacy e le libertà civili», svoltasi davanti alla sottocommissione per la privacy, la tecnologia e la legge del Comitato giudiziario del Senato.

TED talk Nel novembre 2018 Farahany ha tenuto un TED talk sull'impatto che la neurotecnologia - intesa come capacità di decodificare l'attività cerebrale - potrebbe avere sulle società e sui diritti individuali. Ha citato come esempio concreto l'impiego in Cina di dispositivi EEG indossabili integrati in copricapi, utilizzati nelle fabbriche per il monitoraggio in tempo reale della produttività, del livello di concentrazione e dello stato emotivo dei dipendenti. In tale sede ha sostenuto la necessità di riconoscere formalmente la libertà cognitiva come diritto fondamentale, da integrare esplicitamente nella Dichiarazione universale dei diritti umani.

Riconoscimenti Nel 2021 le è stato conferito il Distinguished Teaching Award dalla Duke University School of Law.

Nel 2020 è stata eletta membro onorario a vita dell'American Association for the Advancement of Science (AAAS) per i suoi contributi nel campo della neuroetica, riconosciuti come promotori di uno sviluppo responsabile ed equo delle neuroscienze.

Nel 2013 le è stato conferito il Paul M. Bator Award, assegnato a giovani accademici under 40 distintisi per eccellenza nella ricerca giuridica, nell'insegnamento e nell'impatto pubblico. Nello stesso anno è stata eletta membro dell'American Law Institute.

Opere principali

Note

Voci correlate Bioetica Dichiarazione universale dei diritti umani Neurotecnologia

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