Il Gromoboj fu un incrociatore corazzato della Marina imperiale russa, unico della sua classe, entrato in servizio nel novembre 1899. Progettato come nave da incursione a lungo raggio, servì come tale nei ranghi della Flotta del Pacifico durante la guerra russo-giapponese del 1904-05. Allo scoppio della guerra, era di stanza a Vladivostok ed effettuò diverse sortite alla ricerca di navi mercantili giapponesi nei primi mesi del conflitto, senza molto successo.

Nell'agosto del 1904 il Gromoboj, insieme agli altri incrociatori corazzati della squadra navale russa di Vladivostok, tentò di ricongiungersi nello stretto di Tsushima con la parte principale della Flotta russa del Pacifico, salpata da Port Arthur; la flotta fu tuttavia sconfitta dai giapponesi e la squadra di Vladivostok fece ritorno in porto da sola. Durante il viaggio di ritorno, la squadra incontrò una formazione navale giapponese composta da quattro incrociatori corazzati che bloccava il loro passaggio verso la base: nella successiva battaglia del Mare del Giappone del 14 agosto 1904 i giapponesi affondarono la più vecchia delle navi russe e danneggiarono il Gromoboj, il quale tuttavia fu riparato entro due mesi. L'incrociatore si incagliò subito dopo aver completato le riparazioni e rimase fuori servizio per quattro mesi; tre mesi dopo la riparazione dei danni causati dall'incidente, urtò una mina ma riuscì a tornare in porto. Il suo armamento fu rinforzato durante le riparazioni, ma non partecipò ad altre azioni belliche.

Conclusa la guerra con il Giappone, il Gromoboj fu trasferito alla Flotta del Baltico e iniziò un lungo periodo di lavori di ammodernamento che si concluse nel 1911. Ormai obsoleto allo scoppio della prima guerra mondiale, fu scarsamente impegnato in azione durante il conflitto ma il suo armamento e la sua protezione furono nondimeno potenziati. Fu infine posto in riserva nel 1918 e venduto nel 1922 a una compagnia tedesca per lo smantellamento; durante il trasferimento al cantiere di demolizione lo scafo finì arenato vicino Liepāja durante una tempesta e venne demolito sul posto.

Caratteristiche Scafo In origine, il Gromoboj doveva essere una replica del Rossia, un incrociatore corazzato unico della sua classe entrato in servizio nel 1896 con la Marina russa. In fase di progettazione della nuova unità furono tuttavia introdotte varie modifiche rispetto a quanto fatto per il Rossia, in modo da dotare il nuovo incrociatore di una corazza più spessa e di motori migliorati rispetto al suo predecessore; l'utilizzo del design di base dello scafo del Rossia fece comunque sì che le due navi si assomigliassero, al netto di varie altre differenze..

Lo scafo del Gromoboj presentava una lunghezza fuori tutto di 146,6 metri, per una larghezza massima di 20,9 metri e un pescaggio a pieno carico di 7,9 metri. Una volta realizzata, la nave presentò un dislocamento a pieno carico di tonnellate, solo 97 tonnellate in più rispetto a quanto progettato in partenza. Lo scafo era rivestito in legno e rame per ridurre la formazione di incrostazione biologica.. Alla conclusione dei lavori, il Gromoboj presentò un assetto sbilanciato verso prua, il che riduceva la sua velocità massima e rendeva la parte anteriore dello scafo molto soggetta ad allagamenti causati dalle onde; per compensare il difetto, i carichi dovettero essere spostati verso poppa e fu aggiunta zavorra sempre a poppa della nave per correggerne l'assetto. In seguito comunque il Gromoboj fu considerato una nave avente una buona tenuta del mare, con un rollio di facile gestione anche se rapido..

Propulsione Il Gromoboj rinunciò all'apparato motore piuttosto innovativo del Rossia, basato su un unico grande motore a vapore a triplice espansione verticale azionante due alberi di trasmissione esterni, con un secondo motore più piccolo ad azionare l'albero interno. Sul Gromoboj vennero invece installati tre motori a vapore verticali a tripla espansione di uguale potenza, azionanti ciascuno un albero di trasmissione. La potenza complessiva dell'impianto ammontava, secondo il progetto, a per una prevista velocità massima di 19 nodi (35,19 km/h); alle prove in mare tuttavia, l'apparato motore sviluppò una potenza massima di e spinse la nave fino alla velocità massima di 20,1 nodi (37,2 km/h). Trentadue caldaie a tubi d'acqua tipo Belleville fornivano il vapore ai motori. Con a bordo il massimo carico possibile di tonnellate di carbone, l'incrociatore disponeva di un raggio di azione di miglia nautiche alla velocità di crociera di 10 nodi ( km a 19 km/h).

Armamento

L'architettura dell'armamento del Gromoboj prevedeva ancora l'installazione di tutti i principali pezzi di artiglieria lungo le fiancate della nave, sistemazione presto divenuta obsoleta dopo l'invenzione delle torrette corazzate rotanti. L'armamento di artiglieria principale consisteva in quattro cannoni Pattern 1892 in calibro 203 mm, disposti a coppie a prua e poppa dello scafo; la coppia anteriore era montata in casematte corazzate poste sopra la casamatta del cannone da 152 mm collocata nel ponte superiore, i due cannoni a poppa erano posizionati sopra degli sponson posti sullo scafo a fianco dell'albero di mezzana ed erano protetti da scudi blindati.. I cannoni potevano essere abbassati fino a -5° ed elevati fino a +18°; i pezzi sparavano proiettili dal peso di 87,8 kg a una velocità alla volata di 900 m/s, che conferiva loro una gittata massima di metri a 13° di elevazione.

L'armamento secondario della nave consisteva in sedici cannoni da 152 mm Modello 1892. Un cannone era montato sotto il castello di prua e un altro a poppa, senza possibilità di essere brandeggiato lateralmente; la maggior parte dei cannoni rimanenti era montata in casematte collocate lungo lo scafo, la coppia anteriore sul ponte superiore inferiormente ai cannoni da 203 mm e il resto sul ponte principale. Una coppia era montata sul ponte superiore protetta da scudi blindati.. Grazie ai loro affusti girevoli i cannoni potevano abbassarsi fino a -6° ed elevarsi fino a +20°; i pezzi sparavano proiettili ad alto potenziale esplosivo Modello 1907 dal peso di 41,5 kg a una velocità alla volata di 790 m/s, che conferiva loro una gittata massima di metri alla massima elevazione. Il Gromoboj trasportava una riserva di 240 colpi per ogni cannone.

La difesa contro le torpediniere veloci era assicurata da una varietà di armi di piccolo calibro e a tiro rapido. Il Gromoboj montava ventiquattro cannoni tipo Canet Pattern 1892 calibro 75 mm, collocati su sponson sul ponte superiore e protetti da scudi blindati. Il cannone sparava proiettili dal peso di 4,9 kg a una distanza di circa metri alla sua massima elevazione di +21°, con una velocità alla volata di 820 m/s; la cadenza di fuoco era compresa tra dodici e quindici colpi al minuto. La nave era armata anche con dodici cannoni tipo Hotchkiss da 47 mm, capaci di sparare un proiettile dal peso di 1,5 kg a una velocità alla volata di 450 m/s, con una cadenza di venti colpi al minuto e una gittata massima di metri. La nave era inoltre dotata di diciotto più piccoli cannoni Hotchkiss da 37 mm, capaci di sparare un proiettile dal peso di 0,50 kg a una velocità alla volata di 440 m/s; i pezzi avevano una cadenza di venti colpi al minuto ed erano capaci di una gittata massima di metri.

Il Gromoboj disponeva infine anche di quattro tubi lanciasiluri da 381 mm, collocati a coppie su ciascun lato dello scafo sotto la linea di galleggiamento.

Corazzatura

Il Ministero della Marina russo aveva sperato di dotare il Gromoboj di una corazzatura più spessa e di incrementare la protezione dell'armamento rispetto al precedente Rossia, pur mantenendo lo stesso progetto di base dello scafo del predecessore. Il Ministero sperava anche di poter dotare la nave della nuova corazzatura Krupp, più resistente ai colpi, ma gli stabilimenti russi si dimostrarono incapaci di produrla quando era stata ordinata e al suo posto venne utilizzata la più obsoleta corazzatura Harvey; le fonti sono comunque in disaccordo sulla questione, con alcune di esse che sostengono che l'incrociatore fu effettivamente dotato di corazzatura Krupp. Rispetto al Rossia, in effetti, la cintura corazzata al galleggiamento del Gromoboj fu ridotta di uno spessore di 51 mm arrivando a un totale di 152 mm, al fine di dotare i cannoni di una protezione migliore. La cintura fu accorciata di 30,5 metri in lunghezza, raggiungendo solo 91,4 metri in totale; fu ridotta anche in altezza di 229 mm, per un totale di 2,4 metri: si estendeva per 0,8 metri sopra la linea di galleggiamento e per 1,5 metri sotto la linea. La cintura era chiusa da paratie di 152 mm di spessore a prua e a poppa..

La corazzatura delle casematte dei cannoni del Gromoboj raggiungeva uno spessore di 119 mm, con chiusure posteriori spesse 51 mm e tetti dello spessore di 25 mm. Una paratia trasversale di 51 mm di spessore a prua e a poppa le proteggeva dal fuoco d'infilata. Il ponte corazzato aveva uno spessore di 38 mm sul piano e di 64 mm dove si inclinava per incontrare la cintura; un ponte di protezione si estendeva a prua e a poppa del ponte corazzato e presentava uno spessore variabile da 64 a 76 mm. Il cambiamento nell'apparato motore rispetto a Rossia permise al Gromoboj di fare a meno della corazzatura frontale che era stata necessario applicare al predecessore per proteggere la parte superiore dei cilindri del motore. La torre di comando aveva pareti corazzate spesse 305 mm, realizzate in corazzatura Krupp. Le prese d'aria dei fumaioli e gli elevatori delle munizioni erano protetti da 38 mm di corazzatura tra il ponte inferiore e quello intermedio.

Storia Entrata in servizio

La costruzione dell'incrociatore venne ordinata ai Cantieri navali del Baltico di San Pietroburgo. Il lavori di costruzione ebbero inizio il 14 giugno 1897, sebbene la cerimonia ufficiale di impostazione si tenne quasi un anno dopo, il 7 maggio 1898; la nave fu infine varata l'8 maggio 1899 con il nome di Gromoboj (). L'incrociatore entrò in servizio nel novembre del 1899, e il 24 del mese si trasferì nella base di Kronštadt per completare l'allestimento. Durante il trasferimento la nave finì però incagliata nello spesso ghiaccio invernale del Golfo di Finlandia e fu liberata solo dopo tre giorni: lo scafo subì danni al rivestimento e dovette essere riparato. Dopo un breve periodo in forza alla Flotta del Baltico, il 10 dicembre 1900 il Gromoboj, al comando dell'allora capitano Karl Jessen, salpò dal porto di Liepāja per trasferirsi nelle acque dell'Estremo Oriente; nel corso del viaggio la nave si fermò brevemente a Kiel, dove fu passata in rassegna dal principe Enrico di Prussia, e quindi a Plymouth, dove salirono a bordo per una visita gli ufficiali britannici della base navale di Devonport. Nell'aprile-maggio 1901 il Gromoboj raggiunse le acque dell'Australia per rappresentare l'Impero russo durante le celebrazioni ufficiali per la creazione della Federazione dell'Australia, visitando i porti di Sydney e Melbourne; nel luglio seguente la nave raggiunse invece il Giappone, facendo visita al porto di Nagasaki.

Il Gromoboj raggiunse infine la base navale russa di Port Arthur in Manciuria il 29 luglio 1901, entrando in forza nella Flotta del Pacifico russa con cui prestò servizio negli anni seguenti..

La guerra russo-giapponese