Palazzo Fontana di Cravanzana è un palazzo storico di Torino costruito nella prima metà del Settecento in via Garibaldi 28 nell'isola (o isolato) di San Dalmazzo, dall'architetto Gian Giacomo Plantery, su commissione di Gian Giacomo Fontana marchese di Cravanzana. E' tutelato dalla Soprintendenza alle Belle Arti.

Storia Il palazzo fu costruito tra il 1740 e il 1750https://sigecweb.beniculturali.it/sigec/item/print/ICCD14225250 dall'architetto Gian Giacomo Plantery che, in conformità con le norme dettate dall'editto promulgato nel 1736 da Carlo Emanuele III per la sistemazione della contrada di Dora Grossa (ora via Garibaldi), lo allineò e lo conformò ai palazzi già esistenti verso la Piazza Castello.

Committente dei lavori fu Gian Giacomo Fontana, imprenditore monregalese del tessile e Ministro della Guerra del duca Carlo Emanuele III di Savoia, che nel 1731 lo nominò marchese di Cravanzana. Alla sua morte nel 1751, a causa della prematura scomparsa dei suoi figli maschi Ignazio Amedeo e Maurizio Nicolò, le sue proprietà passarono al nipote Giovanni Battista che dal 1766 al 1767 fu sindaco di Torino.

Anche Giovanni Battista fu ministro di guerra, con Vittorio Amedeo III. Ritornato il Piemonte sotto il dominio di Casa Savoia dopo la breve parentesi napoleonica, il marchese di Cravanzana fu fatto cavaliere di gran croce, gran conservatore dell’ordine militare dei Ss. Maurizio e Lazzaro e consigliere di Stato dal re Carlo Emanuele IV. Alla sua morte in Torino il 29 novembre 1818, lasciò eredi delle sue sostanze due nipoti figlie di suo fratello Nepomuceno, ambasciatore a Berlino, e con lui si estinse una delle più illustri famiglie di MondovìGiovanni Olivero, Memorie storiche della città e marchesato di Ceva, 1858, https://it.wikisource.org/wiki/Memorie_storiche_della_citt%C3%A0_e_marchesato_di_Ceva/Capo_LV_-_Vittorio_Amedeo_III,_ed_il_suo_Ministro_Marchese_di_Cravanzana.

In seguito l'immobile passò in proprietà alla famiglia Ketteler, e agli inizi del Novecento risultava di proprietà della famiglia BattistiniEugenio Olivero, Il Palazzo Cavour in Torino, pag. 29, https://www.museotorino.it/resources/pdf/books/294/files/assets/common/downloads/publication.pdf.

Descrizione Il palazzo si trova al civico 28 di via Garibaldi, ma la facciata prosegue uguale anche nelle proprietà limitrofe, ai 24 e 26 della via. Il fronte è di cinque piani fuori terra con finestre allineate: il piano mezzanino è stato abolito, le piccole finestre dell'ultimo piano sono inserite tra i modiglioni di un cornicione a piramidi rovesciate molto decorato e portone con balconehttps://www.museotorino.it/resources/pdf/books/294/files/assets/common/downloads/page0033.pdf.

I tre androni con atri coperti da volte "planteriane", sono simili. Dall'androne coperto da una volta a botte si accede all'atrio, a pianta quadrata, con una tipica volta di Plantery che si sviluppa da un ottagono: dall'atrio si accede alla scala con al centro una tromba segnata da quattro alti pilastri.

Note

Bibliografia Atti e rassegna tecnica della Società degli Ingegneri e degli Architetti in Torino, Anno XI n. 7, Luglio 1957 https://digit.biblio.polito.it/2158/1/__serverone_digit_Attirassegna_Atti_Rassegna_indici_2013_Indici%202013%20anno_1957_files%20pdf_07_luglio.pdf

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