L'assedio di Gallipoli del 1484 avvenne nel contesto della Guerra di Ferrara.

La strategia militare utilizzata dalla Repubblica di Venezia prevedeva di creare più fronti contemporanei per distogliere dal teatro principale di guerra le truppe napoletane. Quindi Venezia decise di inviare una nutrita flotta ad attaccare Ferrante d'Aragona, re di Napoli, direttamente nei suoi possedimenti.

Il 16 maggio 1484 apparve al largo della rada di Gallipoli una flotta di navi da guerra venete.

Dopo il rifiuto di una resa, i veneziani fecero sbarcare 7000 soldati destinati ad assediare la città via terra. Nonostante i tentativi dei gallipolini di impedire un assedio sia dal mare che da terra già l'indomani i veneziani riuscirono a costituire una valida testa di ponte sulla terraferma.

Dai documenti dell'epoca si evince che le fortificazioni della città ed del castello, vecchie ormai di quasi 2 secoli, distrutte dagli angioini e poi sommariamente ripristinate nel XIV secolo, erano in pessime condizioni e non in grado di respingere un attacco in forze. In ogni caso i gallipolini si difesero tenacemente e durante i feroci combattimenti venne ucciso con un colpo di bombarda il comandante generale della spedizione Jacopo Marcello. Il ruolo di guida della spedizione veneziana venne assunto da Domenico Malipiero comandante della flotta.

La mattina del 19 maggio la città, dopo 8 ore di combattimento, fu espugnata. Le cronache parlano di 500 caduti fra i veneziani e circa 240 fra i gallipolini fra i quali 40 donne.

A Jacopo Marcello è dedicato un monumento nella Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari a Venezia.

Note

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