Biografia Nonostante il buon numero di fotografie raccolte in collezioni pubbliche e private, le notizie sono molto scarse sulla vita e lopera di questo autore.

Non è noto che cosa abbia fatto, dove abbia studiato e soprattutto quale sia stata la sua formazione fotografica prima del 1905 ma godeva di una certa fama soprattutto grazie alla rivista La Fotografia Artistica, dove le sue immagini trovarono spazio. Non si conosce quando decise di trasferirsi a Roma, dove trovò lavoro come impiegato comunale. Prima del 1911, in ogni caso, avviò uno studio professionale.

Nel 1908 partecipò all'Esposizione di Faenza, dedicata a Evangelista Torricelli, che esaltò le ceramiche e le maioliche faentine. Nelle sezioni artistiche e fotografiche parteciparono Libero Andreotti, Duilio Cambellotti, Galileo Chini, Adolfo De Carolis, Giovanni Fattori, Società Agfa-Gevaert, Studio fotografico Ganzini, Lorenzo Viani, Arturo Viligiardi.

Nel 1909 venne premiato all'Esposizione fotografica di Dresda, una mostra di notevole rilievo storico. Due anni dopo partecipò all'Esposizione internazionale di Torino e all'Esposizione nazionale italiana di Roma, che ebbe luogo a Castel Sant'Angelo per celebrare i 50 anni dell'Unità d'Italia.

Fu un abile ritrattista: passarono dal suo studio personaggi importanti tra cui Mafalda di Savoia, Livio Boni, Emilio De Bono, Armando Spadini, Pietro Mascagni, Giacomo Medici Del Vascello e eseguì i ritratti anche ai fotografi tedeschi Hugo Erfurth, Nicola Perscheid, Rudolf Dührkoop e altri. Nella sua produzione ebbe un certo rilievo anche l'autoritratto.

Sue foto vennero pubblicate nelle principali riviste fotografiche dell'epoca, tra cui La Fotografia Artistica, Progresso Fotografico e nell'annuario della tedesca Photographische Kunst nel 1912. Per "Progresso Fotografico" scrisse anche alcuni articoli come il saggio "L'arte nella fotografia di ritratto ed il flou". Frequentò i fratelli Anton Giulio Bragaglia ed il fratello Arturo con i quali approfondì il fotodinamismo, anche se di questa esperienza sono pervenuti soltanto pochissimi esemplari presso collezioni private.

Non sono pervenute ulteriori notizie della sua vita posteriori a quel periodo. L'Istituto centrale per la grafica ha acquistato il fondo, proveniente dalla collezione personale del fotografo, nel luglio 1986.

Le immagini di Bonaventura sono state presenti anche alla mostra "Fotografia Futurista" tentasi nel 2015 presso la Galleria Carla Sozzani di Milano in una collettiva che vedeva tra gli altri le foto di Mario Bellusi, Italo Bertoglio, Umberto Boccioni, Anton Giulio Bragaglia, Arturo Bragaglia, Mario Castagneri, Ferruccio Demanins, Fortunato Depero, Mario Gabinio, Maggiorino Gramaglia, Elio Luxardo, Filippo Masoero, Bruno Munari, Francesco Negri, Mario Nunes Vais, Ivos Pacetti, Giulio Parisio, Enrico Pedrotti, Guglielmo Sansoni (Tato), Thayaht, Enrico Unterveger, Wanda Wulz.

Stile Sul piano professionale si distinse, in particolare, come ritrattista ma anche come esponente del pittorialismo italiano. Le sue stampe furono realizzate con i vari procedimenti "pittorici", in particolare usando la gomma bicromata e il bromolio, oltre ai sali d'argento. Le sue immagini si connotano anche per l'utilizzo di interventi sui negativi o trattando le stampe dello stesso negativo con diversi procedimenti, come ad esempio l'effetto flou. Completano il suo "album artistico" le fotografie dedicate al paesaggio naturale e urbano. Per quanto concerne le stereoscopie, le diapositive su vetro alla gelatina al bromuro d'argento, furono dal fotografo utilizzate per eventi privati, personali e familiari, oltre che per i viaggi.

Note

Voci correlate Pittorialismo

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