L'esperienzialismo, più correttamente in romeno trăirism, fu una corrente filosofica sorta tra i due conflitti mondiali in Romania, che vide come suo principale esponente Nae Ionescu, che sosteneva che conoscenza della vita nei suoi vari aspetti e fenomeni potesse solo essere raggiunta con una vita mistica, in contrapposizione alla conoscenza logica, mettendo in risalto la vita rispetto alla ragione.
Filosofia e Metafisica Secondo Ionescu, il fondamento della ricerca metafisica è la ricerca di equilibrio tra il sé interno e l'esterno, al fine di concludere il conflitto tra io e mondo. La filosofia è intesa come un atto vitale che nasce da un'esigenza interiore all'essere umano, come espone nel suo libro La funzione epistemologica dell’amore del 1919. Si può perciò definire il pensiero di Ionescu come anti-intellettualista e anti-positivista. La metafisica diviene quindi una via per la conoscenza per concludere questo dualismo assoluto, portando l'uomo a "una realizzazione umana più piena e senza falla". La reintegrazione dell'uomo nel tutto, per Ionescu, ha, almeno terminologicamente, un carattere religioso, una mântuire, termine romeno significante salvezza o redenzione. La scienza in questa visione ha una proprietà descrittiva, ma non possiede la conoscenza assoluta, detenuta invece della metafisica. penetrando essa l'essenza della realtà, l'idea. La metafisica ha la proprietà, essendo "dall'interno all'esterno", di cogliere il principio che genera ciò che accade, una legge interna che trascende spazio e tempo. La comprensione differisce, secondo Ionescu, dalla conoscenza, in quanto essa consiste nell’esperienza dell’evento, mentre la comprensione consente anche di ricostruire in sé l'idea. Perciò la comprensione ha un collegamento con l'intuizione, a differenza della ragione. L'intuizione è lo strumento privilegiato della conoscenza metafisica, penetrando essa la realtà. Il sapere logico-dialettico, cioè la matematica, sarebbe perciò inferiore alla filosofia: il sillogismo procede per via dimostrativa dalla verità, ma non conduce ad essa. In questa filosofia possiamo perciò trovare tracce dell'esistenzialismo, del vitalismo nietzscheano, della filosofia dei valori di Max Scheler. È riscontrabile poi una certa influenza da parte del tomismo, pur essendo Tommaso d'Aquino accusato da Ionescu di aver dato il via alla decadenza della metafisica. È inoltre presente una fondamentale somiglianza tra il pensiero di Ionescu e quello di Søren Kierkegaard, costituito dal fatto che entrambi vedono come la via più autentica la religione. Tra i discepoli di Nae Ionescu c'erano Mircea Eliade, Constantin Noica, Petru Comarnescu e Emil Cioran. In questo contesto Vladimir Tismaneanu vede anche la base di fondamento per quello che è poi diventato il fascismo romeno.
Note
Voci correlate
Nae Ionescu Søren Kierkegaard
Categoria:Concetti epistemologici