La tomba dei Demoni Azzurri è una tomba etrusca ubicata nella necropoli dei Monterozzi, a Tarquinia.
Storia La tomba fu realizzata tra il 420 e il 410 a.C.: Venne ritrovata, già violata, nel 1959. in base ai resti del corredo funerario, è plausibile che ospitasse un uomo di alto rango e, presumibilmente, sua moglie..
Il sepolcro fu scoperto casualmente, già violata, nel 1985 durante i lavori di costruzione dell'acquedotto di Tarquinia, quando venne rinvenuto un breve tratto del dromos: le operazioni di scavo si conclusero definitivamente nel 1997..
Descrizione Originariamente identificata con il numero 6177, la tomba si trova nel settore della necropoli denominato Calvario. Accessibile tramite un dromos a scivolo, è interamente scavata nella roccia e, al momento del ritrovato, era chiusa da due lastre di calcarenite. La camera funeraria, a pianta quadrangolare e priva di banchine laterali, presenta un tetto a doppio spiovente con trave centrale a rilievo. Sul pavimento, nell'angolo tra la parete destra e quella di fondo, è scavata una fossa vicino alla quale è stata rinvenuta della terra nera, segno di una combustione lignea forse avvenuta prima della profanazione: tra la cenere sono stati recuperati frammenti ceramici, ossa animali, tra cui il carapace di una tartaruga, verghe di piombo e pochi resti umani, probabilmente conservati in un'urna originariamente posta su uno dei due mobili, di cui restano solo gli incassi nel suolo, uno dei quali identificabile come una klìne..
Gli affreschi che adornano la tomba rappresentano le più antiche testimonianze a Tarquinia relative alla sfera dell'oltretomba.. Con uno sfondo di alberi che si ritrova in tutta la decorazione, sulla parete sinistra è raffigurata una biga guidata dal committente, seguita da un corteo funebre composto da un uomo con un ramo, due musicisti e due danzatori; la processione è preceduta da un tavolo con vasellame e un coppiere nudo. La parete di fondo ospita la scena del banchetto con quattro coppie distese su letti: sono tutti uomini, eccetto la coppia centrale che ritrae il committente in atteggiamenti intimi con la moglie. Sulla parete destra compare Caronte mentre traghetta le anime sull'Acheronte, dalle onde azzurre, manovrando una barca rossa. Seguono una donna riccamente vestita e un giovane appena giunti nell'Ade, accolti da una parente defunta; quest'ultima è afferrata a destra da un demone alato dalla carnagione scura, mentre a sinistra compare un demone azzurro. La scena si chiude con altri due demoni: uno azzurro seduto su una roccia, dal volto grottesco e con serpenti avvolti alle braccia, e l'altro di carnagione scura, con la bocca insanguinata e le braccia tese verso i nuovi arrivati; dal colore dei demoni la tomba prendere il nome. La decorazione della parete d'ingresso è andata quasi completamente perduta..
Note
Bibliografia
Voci correlate Tarquinia (città antica)
Altri progetti
Categoria:Necropoli dei Monterozzi Demoni Azzurri Categoria:Scoperte archeologiche nel 1985