Il Campionato delle nazioni () è una competizione internazionale di rugby a 15 per squadre nazionali maschili istituita nel 2023 e la cui prima edizione è in programma nel 2026.
Ideata congiuntamente da Six Nations Rugby Ltd (la società che gestisce il Sei Nazioni) e da SANZAAR (che organizza il Rugby Championship) vede la partecipazione di 12 squadre nazionali, ovvero le dieci che prendono parte ai tornei organizzati dai due consorzi (, , , , e per il Sei Nazioni e , , e per il Championship) più due invitate, che per le prime due edizioni sono e .
La competizione è strutturata a conference in cui le squadre di una di esse affrontano le sei della conference opposta, tre durante gli incontri di metà anno e altrettanti in quelli di fine anno; una finale in gara unica tra le prime classificate di ogni conference decide il vincitore. Si tiene negli anni pari nelle finestre internazionali di metà e fine anno e rimpiazza i tour che le nazionali erano use intraprendere nell'emisfero opposto durante la propria stagione estiva.
Storia Il torneo è figlio di un'idea congiunta di Six Nations Rugby Ltd e SANZAAR, che nel 2023 si accordarono per rendere competitivi i test match dei tour di metà anno (che generalmente le squadre dell'Emisfero Nord intraprendono in quello opposto) e di fine anno (quando sono le squadre dell'Emisfero Sud a compiere il percorso opposto). Un esperimento ante litteram in tal senso, benché forzato da eventi extrasportivi, ebbe luogo nel 2020 quando Six Nations Rugby organizzò l'Autumn Nations Cup, competizione tra le squadre del Sei Nazioni più Figi e , per sopperire all'eliminazione dei tour a causa delle limitazioni ai trasferimenti imposte dalle norme di contrasto alla pandemia di COVID-19.
La proposta congiunta di Six Nations Rugby e SANZAAR consisteva nel superare il vecchio formato dei tour, organizzati nelle finestre di luglio e novembre/dicembre, per sostituirli con una competizione che conservasse lo spirito del confronto tra le nazionali dei due emisferi; World Rugby approvò il progetto a ottobre 2023 fissandone la prima edizione nel 2026 con cadenza biennale a partire da allora. Tale criterio è dovuto alla necessità di non interferire con la Coppa del Mondo né con i tour dei British and Irish Lions, che si tengono negli anni dispari rispettivamente pre- e post-olimpici.
Formula Le dodici squadre sono ripartite in due conference da sei ciascuna; una comprende le squadre del Sei Nazioni (Francia, Galles, Inghilterra, Irlanda, Italia e Scozia) e l'altra quelle del Championship (Argentina, Australia, Nuova Zelanda e Sudafrica) più due invitate, che per le prime due edizioni sono Figi e Giappone; la composizione del torneo è infatti bloccata per il 2026 e il 2028.
La struttura del torneo è a gironi incrociati: le squadre europee affrontano fuori casa tre squadre della conference opposta a luglio, nella stagione estiva boreale; a novembre, altresì, esse affrontano in casa le tre che non hanno affrontato a luglio. In tal modo ogni squadra di una conference, alla fine di tali fasi, ha incontrato tutte quelle della conference opposta. Al termine di tale fase viene stilata la classifica per ciascuno dei due gironi (per ogni incontro si assegnano 4 punti per la vittoria, 2 per il pareggio, zero per la sconfitta più eventuale punto di bonus alla squadra o alle squadre che segnino almeno quattro mete, e alla squadra che perda con sette o meno punti di scarto) e ogni squadra, nella settimana finale, affronta quella classificatasi in analoga posizione del girone opposto. Le vincitrici dei due gironi si affrontano per il titolo di campione, le due seconde classificate per il terzo posto, le terze per il quinto posto e via a scendere per la finale dell'undicesimo posto, riservata alle ultime classificate di ciascun girone.
Critiche L'idea di un torneo definito «recintato» ha provocato disappunto in quelle federazioni minori quali , , , , trovatesi escluse da incontri contro le squadre del Tier 1; in particolare, le critiche si sono concentrate sul blocco delle retrocessioni con la manifestazione cadetta, la Coppa delle nazioni, fino al 2030, che impedirebbe per 4 anni interazioni con squadre più forti a parte l'occasione data dalla Coppa del Mondo. In aggiunta a ciò, Dan Leo, portavoce di un'associazione per la sicurezza dei giocatori del Pacifico, ha aggiunto che un torneo del genere «uccide lo sport e impedisce la crescita alle nazioni emergenti».
Non sono, inoltre mancate le accuse di commercializzazione dell'evento (confinare gli incontri solo alle squadre con stadi più capienti e pubblico pagante) sulla scia di quanto viene ascritto alla FIFA sul versante calcistico: il giocatore internazionale samoano-neozelandese Lima Sopoaga ha definito il nuovo torneo «uno schiaffo in faccia che mina alla base il principio di inclusività cui il rugby si presume dovrebbe ispirarsi»; lo stesso Anthony Watson, internazionale inglese, ha definito il torneo una sorta di «sussidio» che rende le nazioni più piccole dipendenti dagli introiti in trasferta invece di generare incassi in casa propria ( ha scelto di giocare gli incontri interni in Gran Bretagna, a Cardiff, Edimburgo e Liverpool).
Note
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Categoria:Campionato delle nazioni (rugby a 15)