È considerata una delle voci più originali della narrativa cubana contemporanea, riconosciuta a livello internazionale per la sua capacità di ritrarre con lucidità e umorismo la Cuba contemporanea, la vita dei cubani in esilio o in procinto di partire e di coloro che restano.

Appartiene alla generazione letteraria dei cosiddetti Novísimos, la prima generazione di scrittori cubani nati e cresciuti dopo la Rivoluzione del 1959.

Biografia

Mylene Fernández Pintado nasce nel 1963 a Pinar del Río, Cuba. Dopo aver studiato per due anni architettura, cambia facoltà e si laurea in Giurisprudenza presso l'Università dell'Avana. Esercita successivamente la professione di consulente legale presso l'Instituto Cubano del Arte e Industria Cinematográficos (ICAIC), incarico che mantiene fino al 2003.

Gli esordi letterari

Ha raccontato in diverse interviste di aver scoperto la propria vocazione letteraria in modo del tutto casuale, durante il congedo di maternità. Nel 1994, mentre si trovava a casa ad accudire il figlio neonato, apprese alla radio del bando del concorso di narrativa breve indetto da La Gaceta de Cuba, la rivista dell'Unión de Escritores y Artistas de Cuba (UNEAC), e decise di partecipare inviando il suo primo racconto intitolato Anhedonia.

Il testo ricevette una menzione della giuria e fu incluso nell'antologia Estatuas de sal. Cuentistas cubanas contemporáneas. Panorama crítico (1959-1995) (1996), curata da Mirta Yáñez e Marilyn Bobes per Ediciones Unión. Si trattava della prima raccolta di narrativa scritta esclusivamente da donne cubane mai pubblicata nell'isola, e comprendeva trenta scrittrici in ordine cronologico di nascita, dalla generazione degli anni trenta fino a quella degli anni settanta del Novecento. Tra le autrici incluse figuravano, oltre alle stesse curatrici, Zoé Valdés, Achy Obejas, Sonia Rivera-Valdés e Uva de Aragón, alcune delle quali già residenti all'estero.

L'opera nacque nel pieno del Período Especial e fu definita dalla critica accademica "un punto di svolta" nella storia letteraria cubana al femminile: fino a quel momento, le principali antologie cubane del dopoguerra difficilmente includevano scrittrici tra gli autori.

L'interesse per la letteratura femminile cubana si manifestò anche in Italia, dove nello stesso anno venne pubblicata a cura di Danilo Manera un'antologia di scrittrici cubane intitolata Rumba senza palme né carezze, che comprendeva il racconto Anhedonia di Mylene Fernández Pintado.

Anhedonia, la storia di due donne che si ritrovano per caso dopo molto tempo, diede in seguito il titolo al primo libro dell'autrice, una raccolta che nel 1998 vinse il Premio David per autori inediti indetto dalla Unión de Escritores y Artistas de Cuba (UNEAC).

L'esordio di Fernández Pintado la collocò immediatamente tra le voci più promettenti del panorama letterario cubano dell'epoca: il blog dell'Instituto Cervantes di New York la descrisse come dotata di un'abilità narrativa inusuale per una scrittrice agli esordi, apprezzata non solo per i temi trattati, ma anche per la padronanza formale.

Contesto storico e generazionale

Fernández Pintado appartiene alla generazione dei Novísimos, i primi scrittori cubani nati nel boom demografico degli anni sessanta e cresciuti nel sistema educativo della Rivoluzione. Questa generazione emerse sulla scena letteraria a partire dalla fine degli anni ottanta, portando un rinnovamento radicale della narrativa cubana che la critica ha definito una vera e propria svolta: nuovi temi, nuove forme e, soprattutto, una visione critica e disincantata rispetto alla retorica rivoluzionaria.

In diverse interviste l'autrice ha ricordato come la sua generazione avesse vissuto la Rivoluzione come storia appresa sui libri e nei film piuttosto che esperienza diretta, come era invece appartenuta ai genitori. A plasmare la sua formazione erano stati piuttosto il crollo del muro di Berlino, la fine dei sussidi sovietici, il cosiddetto período especial en tiempos de paz - il periodo di severe restrizioni economiche che seguì al collasso del blocco socialista - e la crisi dei balseros del 1994, "una prova durissima per tutti".

Carriera letteraria

Il primo romanzo, Otras plegarias atendidas (frammento di una frase di Santa Teresa d'Avila), vinse il Premio Italo Calvino (ARCI-UNEAC) nel 2002 e il Premio de la Crítica Literaria nel 2003. Pubblicato a Cuba e tradotto in italiano da Marco Tropea Editore con il titolo Altre preghiere esaudite, affronta il tema dell'emigrazione - metà delle storie si svolgono a Miami - con una struttura narrativa tripartita che ricalca la forma di un biglietto aereo, articolata nelle tre tappe L'Avana–Miami–L'Avana.

Il secondo romanzo, La esquina del mundo (L'angolo del mondo), fu pubblicato a L'Avana nel 2011 e tradotto in italiano nel 2017 per le edizioni Marcos y Marcos. Il libro, definito dall'autrice "un canto" alla capitale cubana costruito intorno ad una storia d'amore, è stato finalista del PEN Center USA Literary Award e del Northern California Book Award nel 2015. Il romanziere cubano Leonardo Padura scrisse per la quarta di copertina dell'edizione americana che Fernández Pintado aveva scelto le parole con cura, solo quelle necessarie, e nessuna in più.

Della sua famiglia d'origine, dopo la scomparsa dei genitori e l'emigrazione dei fratelli a Miami, è rimasta l'unica a Cuba, definendosi «una specie di sentinella». La Los Angeles Review of Books l'ha ritratta come depositaria letteraria delle storie della sua isola: storie di perdita, di desiderio e di appartenenza, ed è tra i rari scrittori cubani tuttora residenti a Cuba pubblicati negli Stati Uniti.

Divide attualmente la propria vita tra L'Avana e il Canton Ticino, in Svizzera, una scelta che lei stessa definisce frutto di una decisione personale e non di un esilio.

Temi e stile

La narrativa di Fernández Pintado si caratterizza per un registro che unisce lucidità analitica, umorismo e una vena di malinconia. Attraverso un linguaggio diretto e privo di ridondanze, costruisce trame in cui la vita quotidiana della Cuba contemporanea - con le sue macchine sgangherate, le code, i palazzi scrostati, la vita picaresca - diventa lo sfondo realistico di vicende intimamente umane.

I temi ricorrenti nella sua opera sono l'emigrazione e la nostalgia, il desamor - il progressivo sgretolarsi dei legami affettivi - il trascorrere amaro del tempo, i conflitti generazionali, la disillusione post-rivoluzionaria e la tensione esistenziale tra chi resta e chi parte. Questi elementi sono osservati sempre da una prospettiva di genere: le protagoniste dei suoi racconti e romanzi sono quasi sempre donne, spesso intellettuali, che si trovano a negoziare la propria identità in un contesto sociale e politico che le vorrebbe passive.

La sua Avana letteraria non è quella delle cartoline: non ci sono il Che Guevara, Fidel Castro o la Rivoluzione come icone celebrative. La città è descritta in tutta la sua complessità, «grigia, triste e complicata», con i colori degli oli di Marc Chagall anziché quelli saturi delle immagini promozionali. I personaggi che la abitano sono persone ordinarie, né del Primo né del Terzo Mondo, né migranti né cittadini pienamente integrati: figure ibride, sospese tra il desiderio di restare e quello di andare.

Un elemento strutturale della sua scrittura è l'autoreferenzialità: le protagoniste dei suoi romanzi condividono spesso la professione o la condizione esistenziale dell'autrice, e la letteratura stessa - il fatto di scrivere, di leggere, di insegnare - è un tema centrale e non semplicemente uno sfondo. La Kirkus Reviews ha definito L'angolo del mondo un'opera capace di mescolare politica e sentimento in modo acuto e incalzante, spingendosi in una direzione narrativa nuova.

Dal punto di vista della ricezione critica, la sua opera è inserita nell'ambito degli studi accademici sulla diaspora cubana e sulla letteratura dei Novísimos in università italiane e nordamericane. Un saggio della studiosa M. Carmen Domínguez Gutiérrez, pubblicato sulla rivista Gramma nel 2022, ha analizzato la funzione de L'Avana nella sua opera come «luogo in cui si intrecciano gli elementi del mito con quelli dell'utopia».

Opere

Romanzi Otras plegarias atendidas. Ediciones Unión, L'Avana, 2003. Trad. italiana: Altre preghiere esaudite, Marco Tropea Editore, Milano, 2004. La esquina del mundo. Ediciones Unión, L'Avana, 2011 Trad. italiana: L'angolo del mondo, Marcos y Marcos, Milano, 2017.

Raccolte di racconti Anhedonia. Ediciones Unión, L'Avana, 1994; Ediciones Matanzas, 2014. Little woman in bluejeans. Ediciones Unión, L'Avana, 2008. Infiel y otros cuentos. Editorial Campana, New York, 2009. Vivir sin papeles. Editorial Oriente, L'Avana, 2010. 4 non blondes. Editorial Oriente, L'Avana, 2013. Agua dura. Ediciones Unión, L'Avana, 2017. Overbooking. 2023.

Traduzione italiana Un lungo addio, trad. di Laura Mariottini e Alessandro Oricchio, Roma, Efesto, 2024. Contiene una selezione di dieci racconti, pubblicati in diverse raccolte: Sprüngli (4 Non Blondes), Il volo di Batman (Anhedonia), Harry e la donna rosa (Agua Dura), Efficacia simbolica (Little woman in blue jeans), Acqua di cocco (4 Non Blondes), We all live (Vivir sin papeles), Le maledette circostanze (Overbooking), Mare Atlanticum (Anhedonia), Overbooking (Overbooking), Un lungo addio (4 Non Blonde)

Premi Menzione al concurso de cuento La Gaceta de Cuba, UNEAC, 1994 (per Anhedonia) Premio David per il racconto, UNEAC, 1998 (per Anhedonia) Finalista Premio NH de Relatos, 1998 (per Vampiros) Premio Italo Calvino (ARCI-UNEAC) per il romanzo, 2002 (Altre preghiere esaudite) Premio de la Crítica Literaria, 2003 (per Otras plegarias atendidas) Finalista PEN Center USA Literary Award, 2015 (per L'angolo del mondo) Finalista Northern California Book Award, 2015 (per L'angolo del mondo) Premio de la Crítica Literaria, 2017 (per Agua dura) Premio de la Crítica Literaria, 2023 (per Overbooking)

Note

Voci correlate Anna Lidia Vega Serova Karla Suárez Periodo speciale

Collegamenti esterni