In quanto baleniere ed esploratore, intraprese inizialmente la carriera marittima comandando navi mercantili attraverso l’Atlantico. Nel 1848, in concomitanza con la corsa all’oro californiana, si diresse verso la costa occidentale degli Stati Uniti alla ricerca di nuove opportunità economiche.

Attività di caccia Charles Melville Scammon, dopo l'inizio della corsa all'oro in California, accettò l'offerta di condurre una nave carica di aspiranti lingottieri attraverso Capo Horn. Completò una traversata di circa 17.000 miglia in 186 giorni, entrando nella baia di San Francisco attraverso il Golden Gate nel febbraio del 1850 . In California trovò ampie possibilità professionali per i comandanti di nave, distinguendosi per competenza e continuità negli incarichi.

Per circa undici anni Scammon operò intensamente nella caccia alle balene lungo l’intera costa californiana e della Bassa California. Fu tra i primi a sfruttare sistematicamente i principali siti di riproduzione della balena grigia, individuando e utilizzando aree cruciali come la Laguna Ojo de Liebre (successivamente nota anche come “Laguna di Scammon”) e la Laguna di San Ignacio.

Il 1° aprile 1852 salpò da San Francisco al comando del brigantino Mary Helen (160 tonnellate) per una spedizione combinata di caccia alle foche e alle balene, rientrando il 26 agosto con un carico di 350 barili di olio di balena. Durante l’inverno 1855-1856 operò nella baia di Magdalena, Bassa California del Sud, al comando della nave Leonore.

Nel dicembre 1857, alla guida del brigantino Boston e con il supporto della goletta Marin, intraprese la prima campagna nella Laguna Ojo de Liebre, catturando venti balene grigie. Nella stagione successiva (1858-1859), al comando dell’Ocean Bird e con le golette A.M. Simpson e Kate, tornò nella stessa area, catturando quarantasette esemplari. Nel 1859-1860 estese per la prima volta l’attività alla Laguna di San Ignacio, anch’essa rapidamente sfruttata fino all’esaurimento locale della popolazione. Nel 1860-1861, nuovamente sull’Ocean Bird, ottenne 245 barili di olio, equivalenti a circa sette balene.

Nel corso di poche stagioni, l’intensità dello sfruttamento determinò una drastica riduzione dei cetacei nelle aree interessate, fenomeno di cui Scammon era consapevole e che non risultò inatteso.

Parallelamente, nell’estate del 1862 navigò nel Mare di Ochotsk a bordo della nave William C. Nye, operando intorno all’isola di Iony e nella baia di Shantar fino a settembre, con la cattura di tre balene della Groenlandia. Nell’inverno 1862-1863 svolse un’ultima campagna nella baia di Magdalena: questa rappresentò la sua ultima attività diretta di caccia alle balene.

Attività esplorative e scientifiche Nel 1861, prevedendo il progressivo esaurimento delle risorse baleniere, Scammon entrò nella United States Coast Guard (all’epoca sistema di marina tributaria). Nel 1863 assunse il comando di uno dei pochi cutter a vapore operativi sulla costa occidentale.

Nel 1865 partecipò alla Western Union Telegraph Expedition, progetto volto alla realizzazione di una linea telegrafica terrestre tra America e Asia attraverso Alaska e stretto di Bering. In qualità di capitano, fu incaricato del trasporto di uomini e materiali lungo le coste dell’Alaska e nel Mare di Bering. L’impresa procedette per circa un anno e mezzo, ma venne interrotta quando il successo dei cavi transatlantici del 1866 (e la riparazione del cavo del 1865) rese il progetto economicamente superfluo e venne abbandonato. Scammon si distinse da molti contemporanei per un approccio ambivalente: pur operando come baleniere, manifestò un interesse sistematico e analitico per il comportamento animale. Le sue osservazioni riguardavano in particolare dinamiche di nuoto e locomozione, modalità riproduttive e parto, rotte migratorie e interazioni con i predatori. Raccolse tali dati in diari e taccuini corredati da schizzi, basando le proprie rappresentazioni su osservazioni ripetute e misurazioni comparative, necessarie a superare le difficoltà di studio di animali visibili solo parzialmente o deformati dai processi di decomposizione. Nei suoi scritti emerge anche una riflessione critica sull’impatto della caccia industriale, come nel caso del tricheco, la cui drastica riduzione comprometteva la sussistenza delle popolazioni indigene artiche.

Al rientro dal servizio, Scammon entrò in contatto con la comunità scientifica organizzata. Nel 1867 partecipò a una riunione della California Academy of Science, prima istituzione scientifica a ovest del Mississippi. Vennero presentati articoli su animali, piante e minerali e si rese conto che ciò che aveva fatto per 15 anni contribuiva alla zoologia dei cetacei. Presentò diversi lavori, accolti favorevolmente, e iniziò a pubblicare articoli sulla rivista letteraria Overland Monthly, che annoverava tra i collaboratori autori come Mark Twain e Bret Harte. Intrattenne inoltre rapporti con naturalisti di rilievo, tra cui William Healey Dall.

Nel 1870 Scammon esaminò un esemplare noto come “balena luccio di Davidson”, lungo circa 8 metri, rinvenuto morto presso Admiralty Inlet e trasportato da pescatori italiani nella baia di Port Townsend.

Produzione scientifica Nel 1874 pubblicò a San Francisco, presso l’editore dell’Overland Monthly, l’opera The Marine Mammals of the North-western Coast of North America. Il volume rappresenta una sintesi sistematica delle conoscenze acquisite in oltre quindici anni di osservazioni dirette. L’opera include 27 tavole litografiche raffiguranti balene, delfini, foche, focene, trichechi e lontre, un equivalente di disegni, diagrammi e litografie integrati nel testo e descrizioni di tutte le specie di cetacei della costa pacifica, alcune documentate per la prima volta.

Nonostante l’insuccesso commerciale iniziale, dovuto anche alla marginalità dell’autore rispetto all’establishment scientifico della costa orientale, il libro è stato successivamente riconosciuto come un classico degli studi sui cetacei e ristampato in facsimile nel 1968.

Scammon si ritirò dal servizio per invalidità nel 1895. Morì nel 1911 all’età di 85 anni ed è sepolto presso l’Evergreen Cemetery di Oakland, in California.

Note