Agente della Polizia di frontiera dal 1996, è principalmente noto per il ruolo ottenuto durante la seconda presidenza di Donald Trump, dove fu coinvolto nell'attuazione della politica sull'immigrazione. Nel giugno 2025 fu nominato comandante tattico di una vasta operazione di retata a Los Angeles, che provocò proteste in tutta la città. Al termine dell'operazione fu trasferito a Chicago, dove assunse il comando dell'operazione Midway Blitz. Successivamente fu nominato Commander-at-large.

Nel dicembre 2025 Bovino iniziò a dirigere l'Operazione Metro Surge, una vasta operazione di contrasto all'immigrazione a Minneapolis, in Minnesota. In seguito all'uccisione di Renée Good e di Alex Pretti nel gennaio 2026, Bovino fu rimosso dal comando dell'operazione. Nello stesso mese, The Atlantic riferì che Bovino era stato rimosso dall'incarico di commander-at-large della Border Patrol, circostanza smentita dal Dipartimento della Sicurezza Interna degli Stati Uniti.

Biografia Gregory Kent Bovino nacque nella contea di San Bernardino, in California, da una famiglia di origini italiane. I suoi bisnonni emigrarono infatti da Aprigliano, Calabria, stabilendosi in Pennsylvania nel 1909. Bovino è cresciuto a Blowing Rock, una piccola cittadina della Carolina del Nord.

Bovino si diplomò nel 1988. Successivamente frequentò la Western Carolina University, dove conseguì una laurea di primo livello. Nel 1996 conseguì un master presso la Appalachian State University.

Carriera

Gli inizi Dopo la laurea, Bovino entrò nel dipartimento di polizia di Boone. Nello stesso anno decise però di entrare nella polizia di frontiera, frequentando la 325esima classe della Border Patrol Academy. Fu assegnato al settore di El Paso, in Texas, dove prestò servizio come supervisore ad interim delle operazioni sul campo dell'unità tattica cittadina.

Nel 2004 fu trasferito al settore di Yuma, in Arizona. Nel dicembre 2008 divenne assistente del capo presso il quartier generale del settore. Successivamente fu nominato responsabile della stazione di Blythe, in California. Nel 2010 guidò un'operazione a Las Vegas, inizialmente prevista per durare tre giorni, che tuttavia fu interrotta dopo circa un'ora in seguito alle critiche del senatore del Nevada Harry Reid.

Nell'agosto 2019 Bovino divenne capo del settore della Border Patrol di New Orleans. Nel marzo 2021, fu nominato capo del settore di El Centro, in California, dove fu sollevato dall'incarico nell'agosto 2023. Verso la fine della presidenza di Joe Biden, guidò alcune operazioni nella California Central Valley, che portarono a decine di arresti. Le tattiche impiegate nella contea di Kern nell'ambito dell'operazione Return to Sender furono successivamente dichiarate illegali da un giudice federale.

I primi ruoli durante la seconda presidenza di Donald Trump Durante la seconda presidenza di Donald Trump, Bovino ebbe un ruolo nell'attuazione della politica sull'immigrazione in California. Nel giugno 2025 fu nominato comandante tattico di una vasta operazione a Los Angeles, che fu seguita da proteste in diverse zone della città. Nel luglio dello stesso anno, la procuratrice federale Michele Beckwith invitò Bovino ad attenersi a un'ordinanza del tribunale, successivamente Trump la sollevò dall'incarico. Nel settembre 2025 Bovino dichiarò all'Associated Press che, una volta raggiunta l'età pensionabile di 57 anni, prevedeva di tornare in Carolina del Nord e dedicarsi alla raccolta di mele.

Nel settembre 2025 Bovino fu trasferito al comando delle operazioni della Border Patrol nell'ambito dell'operazione Midway Blitz, un'operazione dell'ICE a Chicago. Durante le operazioni di Los Angeles e Chicago assunse un ruolo di rilievo nella comunicazione pubblica, anche attraverso i social media.

Nell'ottobre 2025 Bovino ebbe alcuni confronti con manifestanti a Chicago, dove fu ripreso mentre lanciava un contenitore di gas lacrimogeno verso un gruppo di essi. Nell'ambito di una causa giudiziaria, alcuni ricorrenti sostennero che l'episodio costituisse una violazione di un'ordinanza del tribunale che limitava l'impiego di gas lacrimogeni da parte degli agenti federali impegnati nelle operazioni sull'immigrazione. Un giudice rivolse a Bovino un richiamo in relazione alla condotta degli agenti e dispose che riferisse quotidianamente sull'uso della forza da parte della Border Patrol. Tale obbligo fu successivamente sospeso da una corte d'appello.

Comandante della polizia di frontiera

Nomina Nell'ottobre del 2025, la segretaria della sicurezza interna Kristi Noem nominò Bovino Commander-at-large della Border Patrol, un grado senza fondamento giuridico.

Servizio Durante il suo mandato, Bovino "scavalcò" la struttura gerarchica della Border Patrol, riferendo direttamente a Noem. Partecipò inoltre, insieme a Corey Lewandowski, a un processo di riorganizzazione dell'ICE. In uno scambio di e-mail del settembre 2025, Bovino dichiarò che per quanto riguardava le attività di contrasto all'immigrazione all'interno del territorio degli Stati Uniti, faceva riferimento direttamente a Lewandowski.

Bovino comandò diverse operazioni in diversi luoghi, tra cui: Charlotte, New Orleans e Minneapolis.

Successivamente, il New York Times riferì che Bovino avrebbe rivolto commenti antisemiti nei confronti di Daniel Rosen, procuratore federale del distretto del Minnesota.

Rimozione dall'incarico Il 26 gennaio, due giorni dopo la morte di Alex Pretti, l'amministrazione Trump rimosse Bovino da Minneapolis, sostituendolo con Tom Homan. Dopo la rimozione, Bovino riprese le funzioni di capo-settore a El Centro.

Dopo la rimozione

Dopo la rimozione dall'incarico, Bovino divenne molto critico nei confronti delle politiche migratorie del presidente Trump e dell'operato del comandante Homan.

In un intervista concessa al New York Times, Bovino dichiarò di aver fatto pressione sull'amministrazione Trump affinché procedesse alla deportazione di 100 milioni di persone, una cifra nettamente superiore al numero complessivo stimato degli immigrati presenti negli Stati Uniti.

Nel maggio 2026 Bovino partecipò a un vertice dedicato alla remigrazione organizzato a Porto, in Portogallo, dall'attivista austriaco di estrema destra Martin Sellner, descritto come un incontro nazionalisti bianchi. Durante il vertice, Bovino definì scarsa la posizione del segretario alla sicurezza interna Markwayne Mullin in materia di immigrazione. In un'intervista indicò come figure di riferimento il feldmaresciallo tedesco Erwin Rommel, J. Edgar Hoover, George Patton e Thomas Lawrence.

Nel maggio 2026, durante lo sciopero della fame e le proteste presso il centro di detenzione di Delaney Hall, Bovino pubblicò su X un messaggio in sostegno degli agenti dell'ICE presenti nella struttura, accompagnandolo con l'espressione «Give them hell» («mandateli all'inferno») e con un'immagine che lo ritraeva mentre compiva un gesto simile a un saluto nazista.

Voci correlate

United States Immigration and Customs Enforcement Immigrazione negli Stati Uniti d'America Seconda presidenza di Donald Trump Politica dell'immigrazione negli Stati Uniti d'America

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Note

Categoria:Italoamericani