La Regia Nave Cariddi è stata una cannoniera della Regia Marina della Classe Cariddi, in servizio tra il 1876 e il 1900..
Progetto Le unità della classe Cariddi vennero realizzate su progetto di Benedetto Brin, direttore del Genio Navale, erano il frutto di una corrente di pensiero, molto dibattuta insieme a quella della difesa delle coste, che sosteneva che fosse primaria funzione della Regia Marina la costruzione, oltre che di unità della forza navale da battaglia, anche quella di navi da crociera, queste ultime quali strumenti utili per l’espansione coloniale e la difesa degli interessi e del prestigio nazionale sui mari del mondo. La cannoniera Cariddi fu impostata presso il Regio Cantiere di Castellammare di Stabia nel 18675, fu varata nel 1876, entrando in servizio in quello stesso anno.
Caratteristiche tecniche La cannoniera Cariddi aveva scafo in legno con corazzatura in ferro, dislocava 1.084 tonnellate, era lunga 57,65 m, larga 8,76 e aveva un pescaggio di 4.25 m. La propulsione era costituita da due caldaie, alimentate a carbone, che fornivano il vapore necessario ad una motrice alternativa, dalla potenza di HP, che azionando l'unica elica permettevano di raggiungere una velocità massima di 10 nodi. La dotazione di carbone era pari a 160 tonnellate.
L'armamento velico ausiliario era da brigantino a palo con trinchetto e maestra a vele quadre, e albero di mezzana e bompresso a vele auriche.
L'armamento era inizialmente costituito da un cannone da 160 mm ad avancarica e due cannoni da 120 mm a retrocarica, venne modificato nel 1883 su due cannoni da 120 mm, 4 cannoni da 57/42 e 4 cannoni da 37/25 mm.
Servizio Nell'ottobre 1883 la Cariddi, al comando del capitano di fregata Riccardo Resasco fu mandata nella baia di Assab, in Eritrea, in sostituzione dell'avviso Ettore Fieramosca. Nell'agosto 1885, al comando del capitano di corvetta Stanislao Greco, la nave fu mobilitata per il contrasto alla tratta degli schiavi e inviata nel Mar Rosso in sostituzione della Andrea Provana. Allo stesso comandante Greco venne affidata l'inchiesta per far luce sull'eccidio di Gialdessa, avvenuto il 9 aprile 1886 in cui vennero massacrati tutti gli otto componenti di una spedizione scientifico-commerciale nella Regione di Harar, in Etiopia, guidata da Gian Pietro Porro, che aveva organizzato la spedizione in qualità di presidente della "Società d'Esplorazione Commerciale in Africa" di Milano. Il massacro avvenne ad opera di un gruppo di somali Issa, armati dal locale emiro, che vide in quella carovana l'avanguardia di una spedizione di conquista italiana.
La nave, arenatasi a 70 miglia a nord di Massaua il 23 dicembre 1900, venne poi demolita sul posto.
Note
Bibliografia
Collegamenti esterni
Categoria:Cannoniere della Regia Marina