Le Epistulae ad Quintum fratrem (Lettere al fratello Quinto) sono la sezione dell'epistolario di Marco Tullio Cicerone contenente le lettere indirizzate dall'oratore arpinate a suo fratello minore Quinto.
Storia Come le Epistulae ad familiares (Lettere agli amici), anche queste lettere furono probabilmente pubblicate dal liberto e segretario personale di Cicerone, Marco Tullio Tirone, dopo la morte di entrambi i fratelli. Le lettere indirizzate a Quinto iniziano con una missiva di consiglio, forse diffusa pubblicamente, in cui si fornisce a Quinto una guida su come amministrare una provincia. Essa fu inviata intorno all’inizio del 59 a.C., nel periodo in cui Quinto era propretore dell’Asia. Seguono due lettere inviate quando Marco era in esilio in Grecia. Quinto, durante l'assenza di Marco, fece pressioni, alla fine con successo, affinché l'esilio di Marco fosse revocato. Le successive 19 lettere furono scambiate dal 57 al 54 a.C. Quinto ricoprì varie cariche durante il periodo a cui si riferiscono queste ultime lettere: nel 54 si trovava in Sardegna al servizio di Pompeo come uno dei suoi luogotenenti, prima di unirsi a Cesare in Gallia. Altre lettere di Quinto sono raccolte in Ad familiares (in particolare le lettere 44, 147, 351, 352).
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