Leggenda eterna fu la prima raccolta poetica di Vittoria Aganoor, edita per la prima volta nel 1900. Il successo dell'opera fece riconoscere l'autrice come una delle più importanti poetesse italiane del periodo.
Genesi e pubblicazione
L'autrice aveva verseggiato fin dall'infanzia, ma era sempre stata assai restia a pubblicare le proprie liriche, che riteneva troppo personali. Solo saltuariamente alcune poesie, come I cavalli di San Marco nel 1892 (inclusa poi in Leggenda eterna), godettero di un'unica pubblicazione su rivista, e fu solo nel 1899, dopo la morte della madre, che l'autrice si decise ad organizzare una raccolta organica dei propri lavori per la pubblicazione..
La raccolta fu subito accettata dall'editore Emilio Treves, che la pubblicò nel 1900. L'autrice era incerta del gradimento che avrebbe riscontrato, data la contemporanea uscita del romanzo Il fuoco di Gabriele D'Annunzio, ma Leggenda eterna si rivelò un clamoroso successo e rese Vittoria Aganoor una delle poetesse italiane più note e apprezzate degli anni 1900. L'opera fu poi tradotta parzialmente in diverse lingue, e integralmente in lingua armena a cura di Arsen Ghazikian e poi in lingua tedesca a cura di Otto Händler.
Struttura, stile e temi La raccolta include 97 poesie di stile prevalentemente decadentista, divise in tre sezioni: Leggenda eterna (che dà anche il titolo alla raccolta), Intermezzo e Risveglio.
Il tema principale della raccolta è l'amore con le sue varie declinazioni. Le poesie riflettono i burrascosi vissuti sentimentali dell'autrice, che nei decenni precedenti aveva sperimentato diverse relazioni travagliate o comunque infelici, segnatamente quella col letterato Domenico Gnoli, che nella raccolta viene fatto credere morto (mentre in realtà sarebbe rimasto in vita alcuni anni in più dell'autrice stessa).
Edizioni In italiano
Traduzioni
Note
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