La festa della Madonna della Pace è una festività religiosa, popolare e civile che si tiene a Giugliano in Campania (Napoli) in occasione della festività patronale dedicata a Maria Santissima della Pace, compatrona della città. La festa si svolge annualmente dalla vigilia di Pentecoste fino alla domenica successiva dedicata alla Trinità.

La parte più scenografica è il Volo dell'Angelo, rito databile almeno al 1749, nel quale bambine vestite da angeli vengono sospese in aria da appositi cavi tesi tra gli edifici che si affacciano sulla piazza, scendendo lentamente verso il carro trionfale su cui è intronizzato il simulacro. Nel 2022, il "volo dell'angelo" è stato riconosciuto come Patrimonio Culturale Immateriale della Campania.

Il simulacro

Il simulacro è una statuetta di stucco e argilla raffigurante la Madonna con Gesù Cristo morto sulle ginocchia (iconografia della Pietà) conservata nella Cappella a essa dedicata all'interno del Santuario dell'Annunziata in Piazza Annunziata.

Origini del culto

Il dato storicamente documentabile è che il simulacro è custodito nella sua cappella da oltre cinquecento anni, ed era già oggetto di venerazione nel XV secolo.

Secondo la leggenda più diffusa, il simulacro sarebbe di origine bizantina, databile agli inizi del XV secolo. All'indomani della caduta di Costantinopoli nelle mani dei Turchi ottomani (1453), molte icone sacre sarebbero state gettate in mare. La statuetta sarebbe stata raccolta dagli angeli e portata sulle rive dell'antica Cuma, dove alcuni marinai la rinvennero sul lido e la portarono a spalla fino alla prima chiesa incontrata: la chiesa dell'Annunziata.

Una variante della leggenda narra che il simulacro fu trovato da alcuni contadini nei pressi del Lago di Patria, attratti da una coppia di buoi inginocchiati in adorazione tra i cespugli. Caricata la statuetta su un carro, i buoi si fermarono nell'attuale Piazza Annunziata, il punto in cui fu poi edificato il Santuario. Questa narrazione spiega il motivo per cui il simulacro viene ancora oggi trasportato su un carro trainato da buoi.

Un'ulteriore tradizione orale vuole che il simulacro fosse custodito in una cappella sotterranea abbandonata nei pressi del Lago di Patria, rinvenuta da un contadino che scavò in un luogo ritenuto maledetto.

Originariamente la Vergine era conosciuta come Madonna della Pietà. Il nome mutò in Madonna della Pace quando, secondo la tradizione, il suo intervento miracoloso riconciliò due nobili famiglie giuglianesi in acerrima inimicizia. Alcuni propongono l'ipotesi alternativa che il nome derivi dal ritrovamento in una "grotta della Pace".

Gran parte dei documenti sull'origine del culto andarono perduti nell'incendio che nel 1662 distrusse l'archivio storico del Santuario dell'Annunziata.

Il riconoscimento vaticano del 1739

Nel 1739 il Vaticano riconobbe ufficialmente Maria Santissima della Pace come "Patrona meno principale", ovvero Compatrona, di Giugliano in Campania, ordinando l'istituzione solenne dei festeggiamenti annuali.

Le incoronazioni del simulacro

La prima Incoronazione Mariana della Madonna della Pace avvenne il 25 maggio 1749 ed è documentata dalla relazione redatta dal canonico archivista Giuseppe Simone Assemani per il Capitolo Vaticano. Tale relazione costituisce anche la prima attestazione documentata del Volo dell'Angelo. La quarta incoronazione si tenne il 9 giugno 2003, presieduta da Mons. Mario Milano, Arcivescovo-Vescovo della diocesi di Aversa.

Svolgimento

Il sabato che precede la Pentecoste segna l'apertura della festa, il simulacro viene traslato solennemente dalla Cappella dell'Epitaffio (sita vicino al Corso Campano), luogo dal quale si dice sia transitato per la prima volta nel 1453, provenendo da Cuma, fino a Piazza Annunziata, dove viene intronizzato sul carro trionfale.

Il lunedì di Pentecoste è il culmine della festa. Dopo la Messa solenne, celebrata dal Vescovo della Diocesi di Aversa, ha luogo il primo Volo dell'Angelo mattutino, al quale fa seguito una lunga processione per le strade principali del centro cittadino, con rientro in tarda serata. Al rientro si svolge il secondo Volo dell'Angelo, quello serale.

La domenica della Santissima Trinità conclude i festeggiamenti con l'Ottava: una seconda processione solenne per le vie secondarie della città e ulteriori Voli dell'Angelo.

La processione del lunedì di Pentecoste percorre le strade principali del centro storico dal mattino fino alle ore piccole. Il corteo è accompagnato dal suono delle bande musicali, dalle preghiere del clero e dal canto incessante delle Bianco Vestite. Lungo il percorso i fedeli addobbano le facciate delle proprie abitazioni con allestimenti floreali e devozionali.

In alcune edizioni, una Messa solenne è stata celebrata nel Parco Archeologico di Liternum, e il simulacro è stato portato nella fascia costiera giuglianese per una rievocazione storica del ritrovamento sulle spiagge dell'antica Cuma.

Il Volo dell'Angelo

Il Volo dell'Angelo è il momento più simbolicamente denso dell'intera festività. Si tratta di una sacra rappresentazione di origine certamente anteriore al 1749, nel corso della quale bambine vestite da angelo vengono sospese in aria da appositi cavi e calate lentamente verso il carro trionfale.

Il rito simboleggia la discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli nel giorno di Pentecoste e, al tempo stesso, l'Annunciazione dell'Arcangelo Gabriele a Maria. Le bambine incarnano pertanto la figura angelica nel duplice registro della messaggera celeste e del portatore di grazia divina. La liberazione dei colombi bianchi durante il volo simboleggia lo Spirito Santo e la pace.

Lo svolgimento del rito

Il carro viene posizionato al centro di Piazza Annunziata. Tra palazzo De Girolamo e palazzo Pianese vengono tesi cavi d'acciaio attraverso un sistema di carrucole, a circa venti-trenta metri dal suolo. La bambina prescelta, abbigliata con una veste chiara e grandi ali angeliche, viene agganciata ai cavi e scende lentamente verso il carro. Durante la discesa recita una poesia tradizionale, canta, sparge petali di rosa e lancia coriandoli; giunta accanto al simulacro, depone un mazzo di fiori, incensa la statua e, risalendo, libera colombe bianche.

Nella giornata del lunedì di Pentecoste il Volo viene effettuato due volte: al mattino, on occasione dell'uscita del carro dal Santuario, e la sera al rientro della processione. Ulteriori due voli si ripetono nell'Ottava. In totale quattro bambine diverse si alternano nei quattro voli previsti nel corso della settimana.

Le bambine vengono selezionate attraverso un sorteggio pubblico tra tutte le candidate che ne abbiano fatto richiesta. L'estrazione avviene generalmente a fine aprile. La partecipazione è completamente volontaria: le bambine hanno il pieno diritto di rinunciare in qualsiasi momento.

Storia

La relazione dell'Assemani del 1749 colloca il primo rito in Piazza Mercato (l'odierna Piazza Matteotti), dove gli edifici erano più alti e lo spazio più ampio, e vi erano coinvolti fanciulli e non bambine. Successivamente il Volo si spostò davanti alla Chiesa dell'Annunziata. In origine si partiva dall'angolo di Vico Miciano, dove veniva eretto un castello di legno mobile, e si arrivava al parapetto del campanile della chiesa. Nel 1898, con la costruzione di una torretta sul palazzo De Girolamo, il percorso assunse la conformazione attuale: partenza dal palazzo De Girolamo, arrivo al palazzo Pianese.

Un'incisione del Volo dell'Angelo fu pubblicata in una Strenna Napoletana nel 1845 e successivamente in una rivista francese nel 1853, testimoniando come il rito fosse già conosciuto oltre i confini locali.

Agli inizi del Novecento, il Volo dell'Angelo fu sospeso per ordine della Questura di Napoli, che lo giudicò residuo di pratiche pagane o ne contestò la sicurezza. Alcuni fedeli, per non violare la tradizione, ricorsero a uno stratagemma: modellarono un angelo di cartapesta e lo fecero scorrere sui cavi; giunto sul carro, lo sostituirono con una vera bambina in sembianze angeliche. La pressione della comunità portò alla revoca del divieto già l'anno successivo.

Il carro trionfale e i buoi

Il carro è trainato da tre coppie di buoi ornati di velluto, nastri d'argento e fiori di carta, guidati a mano da giovani vestiti con l'abito tradizionale dei contadini. L'allestimento è affidato a una famiglia locale. La struttura portante è fissa: la versione in ferro fu progettata dalla ditta Carlo d'Arbitrio di Giugliano nel 1659, sostituendo un precedente veicolo in legno. L'addobbo cambia ogni anno: il progettista vi raffigura una barca, una carrozza, un tempio o un evento storico, ricorrendo ad archi, colonnati, rosoni, guglie, angeli, scene mariane e serti di fiori.

Di particolare pregio è il baldacchino sotto cui è intronizzata la Madonna, costituito da otto colonnine corinzie in ottone dorato con fregi a conchiglia e rosette; su di esse poggia un cielo stellato dai cui archi pendono frange e fiocchi metallici, sormontato da una massiccia corona d'argento con putti e croce. Agli angoli del cielo si affacciano quattro angioletti recanti fiori, spighe di grano e grappoli d'uva.

Le Bianco Vestite

In prima fila dietro il simulacro sfilano le cosiddette "Bianco Vestite": donne e ragazze (ma anche ragazzi) che percorrono l'intero tragitto processionale vestite interamente di bianco, intonando litanie e canti mariani. Alcune compiono l'ultimo tratto in ginocchio, in gesto di penitenza e gratitudine. Al rientro al Santuario vengono accolte con una preghiera di intercessione e una benedizione eucaristica.

La Tammurriata giuglianese

La tammurriata giuglianese, anche detta "Siscariata", è una pratica musicale, coreutica e devozionale eseguita in onore della Madonna.

Va precisato che la tammurriata non costituisce un elemento integrato nella settimana dei festeggiamenti della Madonna della Pace in senso stretto: la musica durante le celebrazioni della Pentecoste è prevalentemente devozionale, corale e bandistica. La tammurriata giuglianese appartiene al più ampio ciclo mariano campano, e i suoi momenti di massima espressione pubblica a Giugliano si concentrano nel periodo pasquale.

L'elemento distintivo della variante giuglianese è il sisco (o siscariello): un flauto dolce nel quale viene innestata una parte armonica costruita con una canna di lago, derivato dall'antico sistrum romano. Il sisco conferisce alla musica un ritmo quasi ossessivo che la distingue dalle altre varianti campane. L'ensemble tipico prevede il sisco, la tammorra, il tricchebballacche e la voce.

Dal punto di vista coreutico, la giuglianese si connota come "danza di sfida" più che di corteggiamento, in cui esiste idealmente un vincitore e un vinto. I passi sono molto energici e le “vutate” (i giri tra i membri) sono particolarmente intense.

La tammurriata giuglianese è praticata da gruppi detti "paranze", tra le più attive delle quali si ricordano la Paranza Quartarola, la Paranza Mezzone, la Paranza D'Alterio, la Paranza Pistola e la Paranza Dittatore. Il riferimento sonoro storico è il siscariello di Peppe D'Amore. La manifestazione "Nacchere e Tammorra" in Piazza Matteotti è il momento di maggiore visibilità pubblica della tradizione.

Organizzazione I festeggiamenti sono organizzati dalla Congrega della Madonna della Pace, antica confraternita devozionale con sede nel Santuario dell'Annunziata.

Riconoscimenti

Nel giugno 2022 il Volo dell'Angelo di Giugliano è stato inserito nell'Inventario del Patrimonio Culturale Immateriale Campano (IPCI) della Regione Campania.

Note

Bibliografia

Antonio Galluccio, Maria Santissima della Pace Venerata in Giugliano - Storia e culto, Rassegna Storica dei Camuni, Napoli, 1974.

Voci correlate Festa dei Gigli

Collegamenti esterni

Pace Categoria:Festività cattoliche della Campania Categoria:Folclore della Campania Categoria:Giugliano in Campania Pace