La chiesa del Santissimo Salvatore e Rosario è una chiesa di Gela, ubicata sul corso Vittorio Emanuele. Costruita nel 1796 sui ruderi di una precedente chiesa del XVI secolo, è caratterizzata dalla facciata in pietra viva e dal campanile ricoperto da maioliche colorate.

La chiesa è aperta solo in occasioni speciali, quali la celebrazione della Madonna del Rosario o per alcuni eventi della Settimana Santa gelese.

Storia Nel 1585 sul sito dell'attuale edificio venne costruita la piccola chiesa di Santa Maria di Gesù, precedentemente collocata fuori dalle mura federiciane e poi demolita in quanto preda di razzie da parte dei pirati. In tale chiesa, nel 1600, venne anche istituita la cappella della "compagnia del Rosario". Tra il 1796 e il 1838 la chiesetta venne demolita e ricostruita con il nome attuale, dedicata al Santissimo Salvatore e alla Madonna del Rosario. L'inaugurazione al pubblico avvenne nel 1842, come testimoniato dall'epigrafe presente sul lato sud della navata interna:

Nel corso nel Novecento rimase chiusa per molti anni, riaprendo solo nel 1971 dopo un lungo restauro possibile solo grazie alle donazioni dei fedeli. Questo evento è ricordato da un'altra lapide, affissa sul lato destro della navata:

Tra il 1987 e il 1993 la chiesa venne completamente restaurata: da queste operazioni emerse varie cripte con sepolture e cisterne risalenti all’età greca.

Descrizione La chiesa si presenta esternamente piatta ed essenziale, priva di decorazioni: il prospetto infatti non fu mai realizzato, lasciando l'intero edificio ricoperto da pietra viva. La facciata, ornata solo da una grande finestra rettangolare, è chiusa in alto da un cornicione realizzato con tegole, sopra il quale si leggono gli spioventi del tetto. Il prospetto retrostante l’abside è interamente occultato dal volume del corpo di fabbrica della sacrestia. Il fianco destro, che si affaccia su via Salvatore Damaggio Fischetti, presenta un portale laterale realizzato con conci di pietra squadrata e sagomata, caratterizzato da due piatte lesene che reggono un architrave sormontata da un timpano a sesto ribassato.

L’interno è a unica navata longitudinale, terminata da un presbiterio quadrangolare. Le pareti laterali della navata sono scandite da lesene scanalate, le quali separano tre cappelle, con altrettanti altari, per ciascun fianco, nonché i vani degli ingressi laterali. Sopra quello del fianco sinistro sporge la ringhiera metallica della cantoria dove è collocata la cassa di un organo a canne del '700. il presbiterio presenta la curva dell’abside scandita da semicolonne, mentre la parete di fondo è dominata dall’altare maggiore. Le pareti sono tutte intonacate, tinteggiate e rivestite da stucchi, ricevendo luce naturale dalle finestre rettangolari aperte sopra il fregio che corre lungo tutte le pareti dell’aula, quattro per ciascun fianco e una in facciata. La navata è coperta da una volta a botte, che sopra il presbiterio diventa decorata con delle lunette: su di essa sono collocati affreschi del 1841 di Filippo Casabene che ritraggono l'AnnunciazioneQuest'ultimo rimosso durante il restauro del 2010, per motivi ignoti., la Risurrezione di Lazzaro, la Pericope dell'adultera e la Purificazione del Tempio.

Di particolare interesse è la torre campanaria del 1810, ricoperta da una cuspide piramidale rivestita da piastrelle di maiolica gialle e verde ramino, probabilmente le uniche di un'ultima produzione ottocentesca siciliana. Per tale motivo, nei primi mesi del 2026, il campanile e le relative maioliche sono state completamente restaurate.

Note

Bibliografia

Altri progetti

Collegamenti esterni

Rosario Rosario