Maxena (AFI: ) è una frazione del comune di Chiavari, nella città metropolitana di Genova. Dista all'incirca 4 km dal centro urbano chiavarese.
Geografia fisica
La frazione si trova nella parte a nord del territorio comunale, in una zona prettamente collinare, confinante ad est con la frazione chiavarese di Sanguineto e verso levante con il territorio comunale di Leivi.
Da Maxena dipartono diversi sentieri collinari, tra cui un anello escursionistico detto "delle tre frazioni" collegante con Campodonico e Sanguineto.
Storia Anteriormente all'anno Mille l'antica strada litoranea diretta dal levante al ponente ligure passava più arretrata rispetto all'attuale linea di costa, quindi toccando le varie colline di Bacezza, delle Grazie e di Rovereto; in questa fase sorsero le prime comunità e località collinari del territorio di Chiavari.
Sulle alture di Maxena era concentrato in epoca medievale un cospicuo patrimonio fondiario pertinente alla curia genovese che, secondo alcune fonti del febbraio 973, era conosciuto anticamente con il primario toponimo di "Macinola" ("in loco ubi nominatur Maciola"). Il termine, nel corso dei secoli, mutò in "Maciola", "Matinola" e "Macena" e potrebbe derivare dal latino "maris sinus" o dall'antico ligure "Maxea" (indicante "muro a secco"). Poco più a valle, nell'odierna zona del quartiere di Sampierdicanne, qui confluivano i due torrenti Campodonico e Rupinaro, anticamente denominati Macena e Levasco.
Nella trascrizione manoscritta di un registro perduto del 1205 è riportata a Maxena la presenza di un ospitale - "in villa Macene (…) hospitale de Clavari" - e ancora in un atto notarile del 14 agosto 1209 dove espressamente è citato come "hospitale de Macena".
Storicamente la frazione seguì le principali vicende storiche del capoluogo chiavarese: possedimento della Repubblica di Genova fino al 1797 come territorio facente parte del capitaneato di Chiavari, la fase napoleonica e francese (1797-1815), il Regno di Sardegna e il successivo Regno d'Italia (1814-1946). Fu sempre frazione comunale.
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose La locale chiesa parrocchiale è intitolata a san Martino. Il paese e la comunità religiosa dipendevano fin dall'epoca longobarda dalla prioria monastica di Sant'Eufemiano di Graveglia di Carasco. Fra le colline di ulivi che sovrastano la città, la chiesa fu eretta a Rettoria nel 1389 e si costituì parrocchia indipendente da Sant'Antonino martire di Sanguineto nel 1878. L'11 novembre del 1920, in occasione della festa del santo, divenne Prevostura.
Note
Voci correlate Liguria Chiavari
Altri progetti
Categoria:Frazioni di Chiavari