Nehmetaui (in egizio: nḥm.t-ˁw3ỉ) è una divinità poco conosciuta della religione dell'antico Egitto, attestata a Ermopoli, dove compare come consorte di Thot.

La sua iconografia è documentata in età tarda; nelle statuette del Museo Egizio la dea è raffigurata in forma femminile e porta come attributo distintivo una corona costituita dalla cassa armonica di un sistro a forma di naos.

Mitologia Nel Tebtunis Mythological Manual Nehmetaui compare in un episodio in cui Unut punisce Geb per essersi unito a Nehmetaui a Khemenu e a Nehebet-anet a Dep. Secondo Jørgensen, l'accostamento di Khemenu e Dep richiama simbolicamente l'Alto e il Basso Egitto. Nello stesso manuale la dea compare anche in una versione locale del mito della "dea lontana", inserita nel quadro di una festa di Thot celebrata a Khemenu. In questo racconto Nehmetaui si ritira presso Naunet, da dove viene poi ricondotta a Khemenu da Thot e Nefti, in un contesto che ristabilisce il suo legame con il dio ermopolitano.

Culto

Il culto di Nehmetaui è attestato a Ermopoli, principale centro di venerazione di Thot. Il Metropolitan Museum osserva che i sovrani della XXX dinastia promossero a Ermopoli importanti costruzioni, fra cui un tempio dedicato alla dea. La centralità religiosa di Ermopoli nel I millennio a.C. è confermata anche dalla continuità del favore reale per il santuario di Thot, ancora monumentalizzato in età tolemaica.

Rappresentazione

Nehmetaui è raffigurata in forma antropomorfa femminile, stante e incedente, con la gamba sinistra avanzata e un abito lungo.

Il suo attributo più caratteristico è la corona composta da un modio (copricapo cilindrico) sormontato da un sistro a forma di naos; nella statuetta Cat. 407 del Museo Egizio il modio è descritto come un "giro di urei stilizzato" dal quale fuoriesce un ulteriore ureo.

Le statuette del Museo Egizio mostrano inoltre la parrucca tripartita; la Cat. 406 conserva tracce di doratura sulla parrucca, sul collo e sul petto, mentre la Cat. 407 aggiunge al complesso iconografico anche la spoglia di avvoltoio.

Il Metropolitan Museum osserva che la corona a sistro-naos può contraddistinguere Nehemet-away oppure, in alcuni casi, Nebethetepet, una dea eliopolitana dal culto non molto diffuso.

Note

Bibliografia

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