Graptopetalum bellum (Moran & Meyrán) D.R.Hunt, 1979 è una pianta succulenta appartenente alla famiglia delle Crassulacee, endemica del Messico.

Rispetto alle altre specie del genere Graptopetalum, si distingue per i fiori eccezionalmente grandi e di un brillante colore rosa, che ne hanno determinato l'uso come pianta ornamentale.

Etimologia

L'epiteto Graptopetalum è un nome composto da due termini derivanti , che vuole evidenziare la caratteristica di avere petali segnati o macchiati di rosso, comune alle specie che appartengono al genere. Il fiore di G. bellum non presenta questa caratteristica distintiva (con altre)., International Crassulaceae Network. Nel descrivere la nuova specie, avendo osservato per altro una corolla che permane parzialmente chiusa per un periodo maggiore rispetto ad altre piante del genere Graptopetalum, Moran e Meyrán attribuirono la pianta ad un nuovo genere che designarono Tacitus ("silenzioso" in latino)., 1974.

L'aggettivo bellum ("bello" in latino) intende invece far riferimento alla bellezza della pianta.

Descrizione

Pianta succulenta perenne, a crescita lenta e cespugliosa. Come le altre specie del genere Graptopetalum, le foglie si raggruppano in rosette; a differenza delle altre specie, però, il fusto è piuttosto corto, con uno spessore compreso tra 1 e . Le rosette, che possono essere solitarie o in piccoli gruppi, appaiono dunque molto compatte, sessili, composte da un numero di foglie compreso tra 25 e 50, parzialmente sovrapposte. Possono raggiungere gli di diametro in natura (anche in esemplari coltivati), ma sviluppandosi relativamente poco in altezza, di circa ., 2025.

Le foglie sono carnose, di forma obovata, che terminano però in modo acuminato, dai margini leggermente curvi. Possono raggiungere una lunghezza compresa tra 2 e 3,5 cm, una larghezza tra 1,5 e 2,8 cm e uno spessore di 4-5 mm. Sono di colore verde scuro o grigiastro, con margini violacei. Quando secche, le foglie permangono sullo stelo.

Gli steli fioriferi, anch'essi carnosi, si sviluppano dallo stelo, alcuni centimetri al di sotto della sommità della rosetta, in posizione laterale. Possono raggiungere i di lunghezza, inflorescenza inclusa. lo stelo porta alcune foglie, da 3 a 8. Le inflorescenze sono di tipo cimoso, cioè dallo stelo si departono altri rami, ciascuno dei quali termina con un fiore. I fiori sono in numero compreso tra uno e dieci e sono pentameri (o più raramente tetrameri), sono cioè organizzati in 5 (o 4) parti; sono pressoché inodore e perdurano per circa due settimane. La corolla si compone di cinque petali di colore rosa intenso; può raggiungere un diametro di 38 mm, piuttosto grande rispetto alle altre specie di Graptopetalum («eccezionalmente grandi e di colore brillante»). David Hunt suggerisce che possano essersi evoluti per attrarre degli impollinatori diversi da quelli attirati dalle altre specie di Graptopetalum.

I sepali hanno forma ovale, di circa 6-11 mm di lunghezza. Gli stami sono dieci; hanno antere bianche e filamenti dello stesso rosa dei sepali. il gineceo, anch'esso di colore rosa, è composto da cinque carpelli; misura sui 10-15 mm.

Sia il fiore, sin dal bocciolo, sia il frutto, assumono un portamento eretto.

Distribuzione La specie è endemica del Messico, presente negli stati di Sonora e Chihuahua. Cresce sui versanti orientali delle montagne tra i due stati, al di sopra dei metri.

Sin dagli anni subito successivi alla scoperta, la pianta trovò ampia diffusione tra i collezionisti e gli appassionati di piante succulente, ed oggi viene coltivata in serre e abitazioni.

Tassonomia

I primi esemplari della specie furono raccolti da Alfred Lau nel luglio del 1972 sui rilievi della Sierra Oscura, tra gli stati di Sonora e Chihuahua. Lau, artefice della scoperta di numerose altre piante endemiche del Messico in quegli anni, era un appassionato botanico ed escursionista che finanziava le proprie attività missionarie nello stato di Veracruz con i proventi derivanti dal commercio di piante succulente. Procedette quindi a vendere la pianta tra i collezionisti e a donarla ad alcuni istituti botanici. Nel 1974, tornò nel sito di prima scoperta per raccogliere nuovi campioni che inviò a Reid Moran e Jorge Meyrán, che curarono la descrizione della nuova specie. I due botanici ravvidero una somiglianza con le caratteristiche del genere Thompsonella, ma ancor più con Graptopetalum. Tuttavia, a fronte delle differenze pur piccole esistenti rispetto a quest'ultimo genere, proposero che G. bellum potesse appartenere ad un genere distinto, di cui era la prima specie scoperta e che designarono Tacitus.

Nel 1979, David Richard Hunt contestò la necessità del nuovo genere, osservando che le differenze descritte rispetto a Graptopetalum andassero ridimensionate e, soprattutto, ravvedendo una forte somiglianza con G. filiferum. Alla luce di ciò assegnò alla specie il nome col quale è oggi nota., 1979.

La specie è presente nelle principali banche date botaniche come G. bellum. Tuttavia, tra i botanici che si occupano di piante succulente, il consenso non è unanime nell'attribuzione della specie al genere Graptopetalum e il basionimo Tacitus bellus è pure rimasto in uso. Tra coloro che lo adottano, vi sono Charles Harrison Uhl e Margrit Bischofberger.

Usi G. bellum viene commercializzate e diffusa come pianta ornamentale, anche grazie al fatto che si propaga facilmente per talea. Preferisce posizioni ombreggiate, ma può tollerare anche posizioni soleggiate. In questo caso, terrà un habitus più compatto.

Sfruttando una caratteristica della Crassulacee che le porta a formare ibridi, la pianta è stata impiegata per generare delle cultivar, classificate nel notogeneri × Graptosedum e × Graptoveria. Per sottolineare la discendenza da G. bellum, sono stati anche proposti i nomi × Tacisedum (quando l'ibridizzazione è avvenuta con piante del genere Sedum), × Taciveria (quando l'ibridizzazione è avvenuta con piante del genere Echeveria) e × Tacipetalum, per le cultivar intrageneriche.

Note

Bibliografia

Voci correlate Lista di piante succulente

Altri progetti

Collegamenti esterni

Categoria:Crassulaceae Categoria:Piante succulente Categoria:Flora endemica del Messico Categoria:Taxa classificati da Reid Venable Moran Categoria:Taxa descritti nel 1979