La Chiesa di San Biagio Vescovo e Martire è un edificio di culto cattolico romano della città di Bojano. La chiesa è intitolata a San Biagio, patrono dei cardatori di lana e protettore contro il mal di gola. Forse l'intitolazione aveva rapporti con gli "scardalana", molto diffusi a Bojano in passato.

Storia La mancanza di documenti rende difficile la precisa datazione della Chiesa. Essa è citata per la prima volta nel 1241, quando fu vittima della spoliazione delle chiese ordinata da Federico II e venne privata di una pianeta rossa in seta. Nel documento viene chiamata "Ecclesia Sancti Blasii de Porta", data la vicinanza della chiesa alla porta orientale della città di Bojano, chiamata proprio "Porta San Biagio". Sappiamo però che all'epoca la chiesa si trovava fuori dalle mura cittadine e che si e sarà dentro di esse soltanto a partire dal XVII secolo.

Un documento del 1318 cita: "Instrumento di donazione [...] di una casa [...] nella parrocchia di Sto Blasio de Albericis". Sappiamo quindi che nel '300 San Biagio era già una chiesa parrocchiale.

Non si hanno notizie della chiesa per tutto il '400. Sappiamo che nel 1573 San Biagio era annessa alla parrocchia della Cattedrale di San Bartolomeo Apostolo e rimase tale fino al 1670, quando tornò sede di una parrocchia indipendente affidata alle cure di don Ascanio Petraccone. Sulla sommità interna dell'arco di volta più vicino all'altare maggiore è presente un'epigrafe del 1739 che dice:La chiesa, come la stragrande maggioranza degli edifici di Bojano, fu colpita dal Sisma di Sant'Anna del 1805. Quando fu ricostruita l'entrata fu posta ad oriente mentre l'altare centrale ad occidente (prima del terremoto l'entrata era ad ovest e l'altare maggiore ad est; c'era inoltre un'interessante secondario nella parete nord) e le mura perimetrali ed il pavimento furono rialzati di oltre un metro. A Sud, dove prima del terremoto c'era un cimitero, furono costruite alcune cappelle, ampliando la chiesa. In una di queste, probabilmente, dopo la sconsacrazione della Chiesa dello Spirito Santo, furono posti l'altare e la statua del Sacro Cuore di Gesù, provenienti dalla suddetta chiesa.

Parroci di San Biagio Pietro di Nicola Carbone (1455) Ascanio Petraccone (1670-1683) Gaetano Biondi (1683) Andrea Barone (1712) Vincenzo Spina (1712-1728) Serafino Spina (1728-1764) Nicodemo Campanella (1764-1784) Ludovico Lopa (1784-1792) Michelangelo Sisto (1793-1801) Gaetano Casoli (1801-1824) Gaetano Colalillo (1826-1837) Francesco D'Ercole (1837-1844) Pasquale Colacci (1845-1883) Alessandro Tagliaferri (1884-1898) Michele Angelo Barile (1899-1931) Ottavio Maria Spina (1931-1943) Michele Perrella (1943-1994) Alessandro Iannetta (1994-)

Descrizione La chiesa in pianta ad aula è di forma rettangolare divisa in due navate: una più grande, a sud, che parte dal nartece ed arriva al presbiterio, ed una più stretta, a nord, che parte dalla sacrestia ed arriva al grande crocifisso. La muratura portante è in pietra ed è intonacata e l’intera copertura è a due falde e termina con un cornicione alla romanella.

Facciata La facciata è caratterizzata da un portale in pietra con architrave lineare, che dovrebbe essere precedente al terremoto del 1805, al di sopra del quale sono poste una finestra rettangolare ed una tonda. A nord è posto il campanile a vela con due campane. A destra della porta è presente un'epigrafe romana della prima metà del III secolo che recita:

Interno

Navata centraleSi accede alla chiesa tramite un nartece sopra il quale si trova la cantoria. A destra dell'ingresso c'è una statua di Sant'Antonio Abate che prima si trovava nella cappella omonima (sconsacrata nel 1961), a poche centinaia di metri dalla Chiesa di San Biagio. Il "battistero", a destra del presbiterio, costituiva probabilmente la cappellina che prima del 1805 sormontata l'altare maggiore. Più recentemente sono stati aggiunti una statua di San Giovanni Battista. Sull'altare maggiore troneggiano le statue dell'Immacolata, di San Pio X e di San Giuseppe.Navata lateraleLa navata laterale parte dalla sagrestia, fuori dalla quale si trova una piccola statua di San Pio da Pietrelcina. Si arriva poi nella cappella del Sacro Cuore di Gesù in cui ci sono un altare ed una statua del Sacro Cuore che viene probabilmente dalla Chiesa dello Spirito Santo, sconsacrata. Sulla volta ci sono tre affreschi che Romeo Musa realizzò negli anni '30: uno rappresenta Santa Margherita Alacoque in adorazione, uno rappresenta San Biagio che tiene in mano la chiesa circondato dalle case limitrofe e l'altro raffigura San Biagio con un libro. C'erano altri due affreschi, distrutti negli anni '70-'80 per aprire due archi ai lati della cappella che consentono la continuità di percorso lungo la navata laterale. Dopo la Cappella del Sacro Cuore si trova una statua di San Biagio risalente probabilmente al '700. Nell'area della vecchia sagrestia c'è il grande crocifisso di gesso ramato donato dalle Suore del Buono e del Perpetuo Soccorso.

Note

Bibliografia

Biagio Boiano Biagio