La Dieta di Barletta del 1228 fu un’assemblea politica convocata dall’imperatore Federico II di Svevia nella città di Barletta, in Puglia, che segno l'inizio della sesta crociata.
Sviluppi e conseguenze La dieta fu convocata con l’obiettivo prioritario di definire le questioni amministrative e militari del regno, in un momento di forte tensione con la Chiesa di Roma. Federico II si trovava infatti a dover gestire le conseguenze della scomunica inflittagli da papa Gregorio IX, scaturita dal rinvio della sua partenza per la crociata in Terra Santa. All’importante assise presero parte nobili, alti dignitari e i rappresentanti delle città demaniali, chiamati a ratificare riforme di natura politica, fiscale e organizzativa necessarie alla stabilità dello Stato. La scelta di Barletta come sede dell'assemblea rispondeva a precise logiche strategiche: la sua posizione sulla costa adriatica e l'efficienza del suo porto la rendevano il fulcro ideale per le comunicazioni e per l’imbarco dei contingenti diretti in Oriente. Proprio in questa città, l'Imperatore celebrò la Pasqua e ricevette importanti dispacci dal conte di Acerra Tommaso d'Aquino.
Per garantire la continuità del potere durante la sua missione, Federico II adottò provvedimenti cruciali: designò Rainaldo di Urslingen come suo vicario e rappresentante ufficiale nel Regno e stabilì formalmente che, in caso di sua scomparsa, la successione al trono sarebbe spettata al figlio Enrico, già investito del titolo di re dei Romani.
Alcune informazioni ci sono pervenute, fra gli altri, dal cronista Riccardo di San Germano.
Note
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