Cereda di Cornedo (Sarèda in veneto alto-vicentinoGiuseppe Pellegrini, Toponomastica veneta, Olschki, Firenze, 1990.) è una frazione di circa 1.465 abitantiComune di Cornedo Vicentino, Statistiche e territorio, URL consultato il 24 maggio 2024. del comune italiano di Cornedo Vicentino, nella provincia di Vicenza in Veneto; è situata nella medio-alta Valle dell'Agno, nelle Prealpi vicentine, sottosezione Piccole Dolomiti ed è anche parte della LessiniaRelazione tecnica del Piano di Assetto del Territorio (PAT) del Comune di Cornedo Vicentino.C.A.I. Sezione di Valdagno, Guida alle Piccole Dolomiti, 2010..
Geografia fisica Cereda si trova nella Valle dell’AgnoDino Mazzarol, Notizie storiche della valle dell'Agno, Editrice Veneta, Vicenza, 1990., in provincia di Vicenza, nel Veneto nord-occidentale, arroccata sui primi rilievi che si incontrano salendo dalla Pianura Padana veneta: essa è infatti situata nelle Piccole Dolomiti, una sottosezione delle Prealpi vicentineSergio Marazzi, Atlante Orografico delle Alpi. SOIUSA, Pavone Canavese, Priuli & Verlucca, 2005.; rientra anche nel supergruppo alpino dei Monti LessiniComune di Cornedo Vicentino, Piano di Assetto del Territorio (PAT) - Relazione tecnica, p. 12..
Il borgo sale appoggiandosi al monte Verlaldo e, più dietro, al monte Nudo, così chiamato in seguito a un’intensa pastorizia attiva fino alla metà del secolo scorso; dopo la diminuzione di tale pratica, l’altura si sta lentamente ricoprendo di vegetazione, in particolare di carpino, rovere e gineproPiano di Assetto del Territorio (PAT) - Relazione Ambientale, Comune di Cornedo Vicentino..
Inoltre, Cereda è in realtà formata dall’insieme di numerose contrade storiche e piccoli villaggi, alcuni dei quali sono la Piazza Sant’Andrea, ossia il centro del paese, le contrade Grumo Basso e Grumo Alto, la contrada Maso, la contrada Covolo, la contrada Belvedere, la contrada Longhe, la contrada Castello, la contrada Rio, la contrada Cabianca, la contrada Motto, Riobonello, la Madonetta, la contrada Lorenzi, la contrada Canova, la contrada Urbani, la contrada Petenello, San Giovanni Confessore, i Campipiani di Sopra, i Campipiani di Sotto e le VerdiseComune di Cornedo Vicentino, Statuto Comunale - Articolo sulle Frazioni e Località..
Il paese è per di più attraversato da numerosi rioletti, che confluiscono verso il torrente Agno, ossia il principale corso d’acqua della zonaAutorità di Bacino Distrettuale delle Alpi Orientali, Piano di gestione dei bacini idrografici - Bacino dell'Adige, Brenta-Bacchiglione, 2021., alcuni dei quali sono il Rio Vaiolo, il ruscello della Valle del Lardo, la Roggia dei Lecchi, il ruscello della Valle Marzana, il torrente Poscole e il Rio PoscolettaRegione del Veneto, Infrastruttura dei Dati Territoriali - Grafo idrografico regionale..
Origini del nome
Il nome “Cereda” deriverebbe dal latino cerretum, ovvero “bosco di cerriDante Olivieri, Dizionario di toponomastica veneta, Leo S. Olschki, Firenze, 1961.”, querce selvatiche molto diffuse nel territorio, suggerendo che la zona, sin da tempi remoti, è ricoperta da fitte selve di cerri. I toponimi derivati da nomi di piante o flora tipica del luogo, sono fenomeni comuni nei territori collinari e montani del VenetoGiovan Battista Pellegrini, Toponomastica italiana: 10000 nomi di città, paesi, frazioni, regioni, contrade, fiumi, monti spiegati nella loro origine e storia, Hoepli, Milano, 1990..
Storia Preistoria L'area di Cereda ricade in un distretto di notevole importanza archeologica, i cui rilievi presentano tracce di frequentazione umana continuativa a partire dal PaleoliticoMara Migliavacca, Tra l'Agno e il Leogra: dinamiche insediative tra la fine del Neolitico e l'età del Bronzo, in "L'archeologia nel Vicentino", 2003.. In questa fase, i ripari rocciosi e le cavità naturali delle Piccole Dolomiti fungevano da basi logistiche per gruppi di cacciatori-raccoglitori; le dorsali collinari sovrastanti l'abitato venivano preferite come direttrici di passaggio sicure, evitando le zone di fondovalle, all'epoca caratterizzate da un ambiente instabile e acquitrinoso.
Sebbene il nucleo urbano di Cereda non abbia restituito evidenze dirette di epoca preistorica, la sua storia è indissociabile dai ritrovamenti effettuati nelle immediate vicinanze. Fondamentali in tal senso sono state le ricerche condotte tra il 2013 e il 2019 in località Muzzolon, presso il sito dell'Uomo della Roccia. Tali indagini hanno portato alla luce un complesso sistema insediativo risalente al V millennio a.C., ossia all'Età del Rame (Eneolitico)M. Migliavacca et al., Nuovi dati sul popolamento di alta quota tra l'Agno e il Chiampo, in "Preistoria Alpina", vol. 48, 2016., documentando l'esistenza di tre distinti abitati pre-protostorici e di un primitivo polo minerario, a riprova di una precoce e complessa organizzazione dello sfruttamento delle risorse montaneSoprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza, Relazione scavi località Muzzolon, 2019..
Il quadro protostorico si completa, durante l'Età del Bronzo, con la diffusione dei castellieri. Queste strutture fortificate d'altura garantivano il monitoraggio strategico del torrente Agno e dei percorsi legati alla transumanza. La cultura materiale dell'epoca, documentata dal rinvenimento di ceramiche e utensili in pietra levigata in contesti limitrofi, delinea il profilo di una società stanziale dedita a un sistema economico integrato di allevamento e coltura cerealicola.
Popolazioni preromane Le popolazioni preromane che abitarono l’area, comprendevano principalmente i Veneti antichi e i Galli CisalpiniGiulia Fogolari e Aldo Luigi Prosdocimi (a cura di), I Veneti antichi: lingua e cultura, Editoriale Programma, Padova, 1988., in particolare la tribù dei Cenomani.
I Veneti, insediati nel Veneto orientale dal II millennio a.C., erano una popolazione indoeuropea che parlava appunto il venetico, lingua documentata da numerose iscrizioni in caratteri simili a quelli etruschi: alcune di queste sono state rinvenute nel Vicentino e nell’area bericaAnna Marinetti, Il venetico: bilancio e prospettive, in "Le popolazioni indoeuropee dell'Italia antica", 2004..
Sebbene la zona non sia uno dei luoghi con le iscrizioni più note, alcuni studiosi hanno segnalato il rinvenimento di frammenti iscritti e manufatti attribuibili alla sfera culturale venetica, che suggeriscono una presenza stabile o almeno stagionaleLoredana Capuis, I Veneti: società e cultura di un popolo dell'Italia preromana, Longanesi, Milano, 1993..
I Galli Cisalpini, invece, erano popolazioni celtiche provenienti dall’Europa centro-occidentale, che si stabilirono nell’Italia settentrionale a partire dal IV secolo a.C. Tra queste tribù, i Cenomani occuparono un territorio che si estendeva tra l’Adige e il Mincio, toccando anche il VicentinoVenceslas Kruta, I Celti, PPG, Milano, 2007.. Secondo lo storico romano Tito Livio, essi si stanziarono nella regione sotto la guida di Elitovio, dopo aver attraversato le AlpiTito Livio, Ab Urbe Condita, Libro V, 35.
Epoca romana Dopo la romanizzazione del Veneto tra il II e il I secolo a.C., anche la Valle dell’Agno fu gradualmente integrata nel sistema romano: la zona divenne agro centuriatoSettis S. (a cura di), Misurare la terra: centurazione e coloni nel mondo romano, Modena, 1984., ovvero suddivisa in appezzamenti regolari per l’assegnazione ai veterani o alla popolazione colonizzatrice; la viabilità romana passava più a sud, come la Via PostumiaGuido Rosada, La via Postumia, L'Erma di Bretschneider, Roma, 1994., ma anche le valli secondarie, come quella dell’Agno, avevano strade minori che garantivano comunicazioni e scambi, che ne favorì l'integrazione nella Regio X Venetia et Histria.
Benché Cereda venga citata come entità autonoma solo nel tardo medioevo, ci sono indizi di una presenza umana ben più antica, già in età romana: durante i lavori di costruzione dell’acquedotto comunale nei pressi del capitello della Madonna dell’Acqua nella contrada Rio, fu rinvenuta una moneta romana risalente al periodo dell’imperatore DioclezianoDino Mazzarol, Notizie storiche della valle dell'Agno, Editrice Veneta, 1990. (III - IV secolo d.C.); questo testimonia una presenza rurale sparsa, con ville rustiche e piccole fattorieM. Zaccaria, Ville rustiche e insediamenti rurali nel territorio vicentino in età romana, Vicenza, 1989..
Medioevo Durante l'epoca scaligera e viscontea, il territorio seguì le sorti del comune di Vicenza e del feudo di CornedoBernardo Morsolin, Trissino e il suo castello, Vicenza, 1881.. In questo periodo la zona consolidò la sua vocazione agricola e silvo-pastorale, con l'organizzazione delle prime "contrade" che ancora oggi caratterizzano l'assetto urbanistico della frazione. La costruzione di piccoli edifici di culto e capitelli votivi segnò l'identità comunitaria della popolazione ruraleS. Fornasa, Cornedo Vicentino: profilo storico, Editrice Veneta, Vicenza, 2003..
A partire dal Basso Medioevo, il territorio di Cereda visse una fase di profonda trasformazione agraria e tecnica. L'introduzione della rotazione triennale delle colture — che alternava cereali invernali, legumi o cereali primaverili e maggese — permise un incremento della produttività dei suoli collinari, garantendo una maggiore stabilità alimentare alla popolazione delle contradeG.A. Cisotto, Agricoltura e società rurale nel Vicentino (secoli XII-XIV), in "Studi storici vicentini", 1995..
Parallelamente, lo sfruttamento delle risorse idriche locali portò alla nascita dei primi mulini ad acqua. Questi impianti non erano destinati solo alla molitura dei cereali (fondamentale per la produzione di farina di frumento), ma fungevano anche da fulcro per i primi piccoli opifici. Lungo i corsi d'acqua che scendevano verso il fondovalle sorsero infatti magli per la lavorazione del ferro e folli per la battitura dei panni di lana, attività che anticiparono la vocazione manifatturiera della Valle dell’AgnoE. Motterle, L'arte della lana a Vicenza e nel suo territorio, Vicenza, 1965..
Il controllo di queste strutture era spesso legato ai signori locali o agli enti ecclesiastici vicentini, che ne detenevano i diritti di sfruttamento (i cosiddetti "regali"), segnando il passaggio da un'economia di pura sussistenza a un sistema di scambi commerciali più strutturato con il centro di Cornedo e la città di VicenzaG. Mantese, Memorie storiche della chiesa vicentina, Vol. III, Accademia Olimpica, Vicenza, 1958..
Dominio della Serenissima Con la dedizione di Vicenza a Venezia nel 1404, Cereda entrò a far parte dei Domini di Terraferma della Repubblica di VeneziaJames S. Grubb, Firstborn of Venice: Vicenza in the Early Renaissance State, Johns Hopkins University Press, 1988.. Sotto il governo della Serenissima, la Valle dell'Agno visse un periodo di stabilità relativa, durata quasi quattro secoli.
L'economia locale era basata sull'allevamento, la coltivazione dei cereali e lo sfruttamento boschivo. Si registra in questo periodo una progressiva antropizzazione dei versanti collinari. Dal punto di vista religioso, Cereda rimase a lungo legata alla pieve di CornedoGiovanni Mantese, Memorie storiche della chiesa vicentina, Vol. III, Accademia Olimpica, 1958., fino alla crescente autonomia della propria comunità parrocchiale, culminata con l'edificazione e i successivi ampliamenti della chiesa dedicata a San Luca EvangelistaS. Fornasa, Cornedo Vicentino: profilo storico, Editrice Veneta, 2003..
Guerra della Lega di Cambrai Il XVI secolo fu segnato dalle vicende belliche della Guerra della Lega di Cambrai (1508-1516), conflitto che vide la Valle dell'Agno assumere un ruolo strategico e, al contempo, vulnerabile. A causa della sua posizione geografica, la località di Cereda divenne un corridoio di transito per le forze imperiali in marcia verso il vicentino.