Le elezioni generali in Perù del 2026 si sono tenute il 12 aprile (I turno) per il rinnovo della Presidenza e del Congresso della Repubblica (Camera dei deputati e Senato), il parlamento del paese.
Poiché tuttavia alle presidenziali nessuno dei candidati ha ottenuto la quota richiesta di voti per essere eletto al primo turno, un ulteriore turno di votazione si è tenuto il 7 giugno, che, marcato fino all’ultimo da ravvicinatissimi exit-poll, nonché da uno scrutinio già di per se abbastanza lento, ha infine proclamato vincitrice, con il 50,13% delle preferenze Keiko Fujimori, a discapito dell’avversario Roberto Sánchez, fermatosi invece al 49,87%.
Contemporaneamente, alle parlamentari, sebbene entrambi i leader di partito non abbiano ottenuto abbastanza seggi per avere autonomamente la maggioranza assoluta, la formazione Forza Popolare (FP) di Keiko Fujimori si è qui posizionata prima, con ben 42 seggi alla Camera dei Deputati e 22 seggi al neo-costituito Senato, mentre il partito di Roberto Sanchéz, Uniti per il Perù (JPP) — diretto erede del capitale elettorale dell’ex-Presidente Pedro Castillo —, è giunto secondo, ottenendo 32 deputati e 14 senatori. Eventi rilevanti della tornata elettorale, infine, sono stati l’ingresso di una serie di nuove formazioni politiche appartenenti a varie fasce dello spettro politico (Partito del Buon Governo — PBG, divenuto con 18 deputati e 7 senatori un importante ago della bilancia per la determinazione di ogni futura legislazione, Partito Civico OPERE — PC-OBRAS, con 14 deputati e 5 senatori e Nazione Ora — AN, con 10 deputati e 4 senatori), principalmente a discapito delle altre formazioni politiche consolidate (Perù Libero — PL, Azione Popolare — AP, Partito Viola — PM, Somos Perú — SP, Alleanza per il Progresso — ApP, Avanza País — AP e Podemos Perú — PP), completamente crollate, ed il buon piazzamento ottenuto dalla formazione Rinnovamento Popolare (RP) di Rafael Lopéz Aliaga che, pur non essendo giunto al ballottaggio in quanto terzo, con i suoi 15 deputati e 8 senatori, è divenuto un potenziale giocatore fondamentale nel quadro di un indirizzo politico di centro-destra.
Sistema elettorale Disposizioni generali Il voto in Perù è permesso ai cittadini a partire dai 18 anni di età e, ai sensi della legge elettorale (applicativa dell’Art. 31 della Costituzione), tutti gli elettori, fino al raggiungimento dei 70 anni di età, hanno l’obbligo di andare a votare, salvo per eventuali motivi comprovati ed accettati dalla legge, pena il pagamento di un’imposta calcolata tra lo 0,5 e il 2% dell’Unità Imponibile Tributaria (UIT), un’unità di conto a fini fiscali attualizzata annualmente e calcolata dall’Instituto Nacional de Estadística e Informática (INEI) per ciascun distretto sulla base della sua soglia di povertà. Per i funzionari elettorali, l’imposta sale al 5%, indipendentemente da ogni altro fattore.
Presidenziali Per le elezioni presidenziali, la legge elettorale peruviana — definita principalmente dall’Art. 111, § (2) della Costituzione, prevede l’applicazione di un sistema maggioritario a doppio turno: Per essere eletti già al primo turno, infatti, è necessaria la maggioranza assoluta (50%+1), ma qualora ciò non si verifichi, è prevista l’indizione di un ulteriore turno di votazioni entro trenta giorni, in cui risulta eletto il candidato che ha semplicemente ottenuto il maggior numero di voti.
Parlamentari Disposizioni generali Ai sensi di una riforma costituzionale approvata due anni prima dal Congresso della Repubblica, che ha così reintrodotto nel paese, a trentadue anni dalla sua eliminazione, un assetto parlamentare bicamerale composto da una camera bassa (la Camera dei deputati) e da una camera alta (il Senato), la legge elettorale peruviana si è inevitabilmente dovuta scindere in considerazione del nuovo rilievo assunto, in termini di rappresentanza politica, procedimento legislativo e funzione di controllo, da ciascuna camera nel quadro istituzionale nazionale. Per questo motivo, il sistema elettorale peruviano per questa tipologia di elezioni è strutturato come segue:
Camera dei Deputati
Per le elezioni della Camera dei deputati, la camera bassa erede del monocamerale Congresso (nonché la più incisiva delle due), la legge elettorale peruviana prevede l’applicazione di un sistema proporzionale, con la possibilità di esprimere fino a due preferenze, attuato all’interno di 27 collegi plurinominali (di cui uno dedicato ai cittadini all’estero) dal peso politico variabile in base alla popolazione (salvo che per l’estero) e con successiva traduzione dei voti in seggi secondo un particolare metodo D'Hondt modificato detto Metodo della cifra ripartitrice. È altresì prevista una soglia di sbarramento pari al 5% a livello nazionale (aggirabile ove un partito politico ottenga almeno 7 seggi in una circoscrizione elettorale).
Senato
Per le elezioni del Senato invece, la camera alta di nuova formazione, la legge elettorale peruviana prevede sempre l’applicazione del medesimo sistema proporzionale (per quanto di fatto si possa considerare misto), ma in due diversi tipi di collegio elettorale:
La prima metà dei seggi (30) è eletta all’interno di un collegio unico nazionale, in cui è ammessa la possibilità di esprimere fino a due preferenze; La restante metà dei seggi (30), invece, è eletta all’interno delle medesime circoscrizioni elettorali utilizzate per la Camera dei deputati, sebbene però in questo caso (salvo che per la circoscrizione dell’area metropolitana della capitale Lima, cui sono assegnati 4 seggi) queste si convertano, ammettendo l’elezione di un solo rappresentante, in collegi uninominali di fatto, in cui viene eletto semplicemente il candidato più votato (considerando anche l’unico voto di preferenza ammesso).
Sondaggi politici Presidenziali Primo turno
Secondo turno
Risultati Presidenziali
Parlamentari Camera dei deputati
Senato
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2026 Perù