Alcune confessioni cristiane credono che il battesimo, la confermazione e l'ordine sacro imprimano nell'anima un carattere sacramentale (in latino: character), un sigillo spirituale indelebile, che perdura per tutta la vita terrena e li rende un rito unico e irripetibile.
Storia
Due importanti teologi, Cipriano e Agostino, espressero opinioni dottrinali nelle controversie religiose sul battesimo e sull'ordine sacro. Cipriano fu elevato a vescovo di Cartagine, nonostante si fosse convertito da poco tempo. La sua elezione fu contestata. Durante il suo episcopato, insegnò che «chi non è con il vescovo, non è nella Chiesa». Cipriano sottolineò inoltre che qualsiasi ministro che si fosse separato dalla Chiesa perdeva ipso facto il dono dello Spirito Santo che aveva validato la sua ordinazione sacra. Al contrario, Agostino d'Ippona affermava l'esistenza del carattere sacramentale e sottolineava che Cristo è sempre il ministro principale dei sacramenti, oltreché il loro istitutore.
Negli scritti contro i manichei e i donatisti, Agostino paragonava i gradi militari al carattere sacramentale:
Agostino affrontò anche la concezione sacramentale di Cipriano, ritenendola non adeguata. Egli credeva che i donatisti «avessero il battesimo di Cristo» e «avessero i sacramenti», sebbene non avessero la salvezza.: 484 Si oppose alla duplicazione del battesimo e alla riordinazione di coloro che avevano ricevuti tali sacramenti anche da scismatici ed eretici.
Anche Basilio di Cesarea espresse le sue idee sullo status dei cristiani lapsi, scismatici ed eretici. Insegnava che gli scismatici «appartenevano ancora alla Chiesa». Suggerì che per i precedenti battesimi trinitari fosse sufficiente ricevere solo la cresima; inoltre, Dionisio di Roma e Dionisio di Alessandria reputavano inutile ribattezzare gli apostati, gli scismatici e gli eretici.
Nel volume Oriental Orthodoxy Unveiled, il teologo copto Andrew N.A. Youssef afferma:
Nel corso del Primo Concilio Ecumenico di Costantinopoli, i vescovi della Chiesa di Stato romana accolsero «ariani, macedoniani, novaziani, coloro che si definiscono catari, quartodecimani o tetraditi, apollinaristi» a condizione che «presentassero dichiarazioni e anatematizzassero ogni eresia non conforme alla santa, cattolica e apostolica Chiesa di Dio». Essi venivano prima segnati o unti con il santo crisma sulla fronte, sugli occhi, sulle narici, sulla bocca e sulle orecchie.
Dopo lo scisma di Calcedonia, Timoteo II di Alessandria insistette perché i calcedoniani venissero accolti nelle Chiese ortodosse orientali, a condizione che professassero la Trinità, l'Incarnazione e la consustanzialità dell'umanità di Cristo.
Solo al clero calcedoniano fu richiesto di rinunciare a quanto deciso a Calcedonia. Secondo Youssef, essi «potevano ricevere la comunione subito dopo aver professato la loro fede, ma potevano celebrare i sacramenti liturgici come clero solo dopo un anno di penitenza»; Timoteo II insisteva perché il clero calcedoniano fosse accolti senza essere riordinati, come se fossero stati ordinati da lui stesso.
All'interno della Chiesa romana, la dottrina del carattere sacramentale fu definita dogmaticamente dalla Chiesa cattolica durante il Concilio di Trento (XVI secolo).
Tra le Chiese ortodosse orientali, il Sinodo di Gerusalemme del 1672 dichiarò:
Nelle confessioni cristiane Il Libro della preghiera comune della Chiesa episcopale negli Stati Uniti insegna che «il vincolo che Dio stabilisce nel battesimo è indissolubile». Il volume An Episcopal Dictionary of the Church, A User Friendly Reference of Episcopalians afferma:
Anche i canoni della Chiesa d'Inghilterra insegnano: «Nessuna persona che sia stata ammessa all'ordine di vescovo, sacerdote o diacono può mai essere privata del carattere del suo ordine».
Anche nell'anglicanesimo, i trentanove articoli di religione insegnano che lo stato di indegnità di un ministro non inficia i sacramenti, in quanto si presuppone che egli abbia e doni un marchio indelebile. Il teologo anglicano Gerald Bray ha affermato:
Chiesa cattolica
Quanto stabilito dogmaticamente al Concilio di Trento, è espresso nel Catechismo della Chiesa Cattolica (1992):
Qualora sussistano dubbi sul fatto che una persona abbia ricevuto il sacramento, quest'ultimo può essere amministrato condizionatamente (utilizzando, ad esempio, per il battesimo condizionale la formula: «Se non sei battezzato, io ti battezzo nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo»). Tuttavia, tale amministrazione è valida ed efficace solo nella misura in cui non sia già stata effettuata una precedente celebrazione valida dello stesso sacramento, che è irripetibile.
Tommaso d'Aquino affermava che il carattere sacro del battesimo trinitario risiede nella disposizione a ricevere gli altri sacramenti della Chiesa; quello della confermazione risiede nella grazia necessaria «per affrontare la battaglia spirituale contro i nemici della fede»; quello dell'ordine sacro risiede nel potere di amministrare gli altri sacramenti. Il carattere sacramentale e l'irripetibilità del Battesimo, della Confermazione e dell'Ordine sacro sono stati confermati durante la settima sessione del Concilio di Trento (canone 9 di 13).Denz 1609, traduzione in inglese: papalencyclicals.net
Il Catechismo spiega nel modo seguente la relazione fra carattere e il sigillo spirituale":
Chiese ortodosse orientali
Nelle Chiese ortodosse orientali esistono diverse concezioni di carattere sacramentale. Il Patriarcato ecumenico di Costantinopoli insegna che, per via di una «oikonomia [economia] estrema», le persone battezzate nelle tradizioni ortodossa orientale, cattolica romana, luterana, veterocattolica, morava, anglicana, metodista, riformata, presbiteriana, della Chiesa dei Fratelli, delle Assemblee di Dio o battista possono essere accolte nella Chiesa ortodossa orientale mediante il sacramento della crismazione e non attraverso un nuovo battesimo. Per quanto riguarda l'ordinazione sacra, ciascuna Chiesa ortodossa orientale decide in merito alla validità e all'efficacia dell'ordinazione effettuata da un'altra Chiesa non ortodossa.
Rodopoulos illustra la teoria di quella che definisce la «natura non eradicabile del sacerdozio», secondo la quale «l'ordinazione non è cancellabile e, qualora un sacerdote ridotto allo stato laicale venga reintegrato, la sua ordinazione non viene ripetuta». Rodopoulos afferma che «la Chiesa ortodossa [orientale] non si è pronunciata ufficialmente su tale questione». La Chiesa di Roma stabilì questa dottrina al Concilio di Trento (1545–1563)». Rodopoulos aggiunge: «Solo alcuni teologi ortodossi [orientali], influenzati dagli insegnamenti cattolici romani, hanno accettato questa teoria. Tuttavia, la prassi consolidata della Chiesa, così come il suo insegnamento sulla grazia, respingono la teoria della natura non eradicabile del sacerdozio. I sacerdoti che vengono scomunicati tornano a far parte del laicato o dell'ordine monastico». Calivas ritiene che «il carattere dell'ordinazione sia indelebile».
Secondo Scouteris:
Luteranesimo Il teologo luterano Wolfhart Pannenberg ha affermato:
Note
Voci correlate Materia e forma sacramentali Sub condicione
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