Il governo Berov è stato l'83º esecutivo della Bulgaria, in carica dal 30 dicembre 1992 al 17 ottobre 1994, per un totale di un anno, 9 mesi e 17 giorni.

Anche a causa della forte instabilità sociale che contraddistinse l'intero mandato del governo, l'esecutivo non riuscì a stabilizzare le istituzioni né ad avviare la privatizzazione delle imprese statali in perdita, mentre si assisteva ad una preoccupante crescita della criminalità.

Storia Dopo la caduta del precedente governo guidato da Filip Dimitrov, su proposta del Movimento per i Diritti e le Libertà l'incarico di Primo ministro venne affidato all'economista Ljuben Berov con una decisione dell'Assemblea nazionale.Delibera dell'Assemblea Nazionale del 30 dicembre 1992, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.1 del 5 gennaio 1993. Nonostante il sostegno del DPS e del Partito Socialista Bulgaro, il governo non godette mai di una reale fiducia popolare: l'Unione delle Forze Democratiche infatti iniziò una vera e propria guerra all'esecutivo, nonostante quest'ultimo avesse promesso di proseguirne il programma, proponendo per sei volte una mozione di sfiducia nei confronti del governo.

Il clima politico si esasperò ulteriormente con lo sciopero della fame del deputato Edvin Sugarev e le dimissioni della Vicepresidente Blaga Dimitrova, entrambi contrari al ruolo del Presidente Želju Želev nella formazione del governo. Con il boicottaggio delle sedute parlamentari da parte dell'SDS, il BSP divenne la forza politica principale in aula, permettendo al governo di sopravvivere per quasi due anni grazie a una maggioranza coesa solo al momento di respingere le mozioni di sfiducia.

Politica economica Le ambiziose riforme annunciate da Berov rimasero in gran parte sulla carta: i complessi negoziati con il club di Londra per la ristrutturazione del debito (oltre 9 miliardi di dollari) furono ostacolati dalla diffidenza degli investitori esteri verso il programma di governo. A peggiorare la situazione contribuirono le sanzioni internazionali contro Iraq, Libia e Jugoslavia: le perdite commerciali subite dalla Bulgaria a causa dell'embargo furono pari all'intero debito estero del Paese. Nell'autunno del 1994, il PIL era diminuito del 24,4% rispetto al 1989, la produzione industriale dimezzata, mentre la disoccupazione era salita oltre il 20% della popolazione attiva.

Ad esclusione dell'introduzione dell'IVA, in vigore dal 1° aprile 1994, le altre riforme strutturali vennero di volta in volta bloccate dai partiti: la restituzione delle terre incontrò l'ostilità del BSP, che si oppose strenuamente anche alla vendita di settori strategici come l'energia e l'industria bellica, mentre la privatizzazione di massa fu ostacolata dall'SDS.

I tatticismi fra partiti tennero in ostaggio il governo Berov e questo vuoto di potere indebolì le istituzioni, lasciando spazio a corruzione, interessi corporativi e criminalità organizzata: fu proprio in questi anni che fiorirono le prime gang economiche e paramilitari e venne coniato il termine "mutri" () per descrivere i nuovi ricchi che accumulavano patrimoni con la violenza. Iniziarono a proliferare anche le piramidi finanziarie e furono concesse licenze a banche commerciali prive di coperture reali, ponendo le basi per il disastroso collasso del sistema bancario del 1996.

Politica estera Nonostante le crisi interne, nel marzo 1993 la Bulgaria firmò l'Accordo europeo di associazione. Questo trattato avviò la progressiva eliminazione dei dazi doganali sui beni industriali con l'Unione europea e introdusse agevolazioni per i prodotti agricoli. Questo percorso di liberalizzazione commerciale si sarebbe poi completato negli anni successivi, portando all'abbattimento definitivo delle barriere doganali per gran parte dei prodotti. Il 14 febbraio 1994 la Bulgaria aderì al programma della NATO "Partenariato per la pace".

Caduta A causa dei continui fallimenti interni, Berov rassegnò le dimissioni il 2 settembre 1994; poiché i principali partiti (SDS e BSP) rifiutarono di formare una nuova alleanza di governo, il Presidente Želev sciolse l'Assemblea nazionale e indisse nuove elezioni, affidando la transizione a Reneta Indžova, prima donna ad essere nominata, seppur ad interim, Primo ministro della Bulgaria. Compagine di governo Appartenenza politica L'appartenenza politica dei membri del Governo alla sua formazione era la seguente: PartitoPresidenteMinistriTotaleIndipendenti189Indipendenti di area BSP -22Partito Social-Liberale Alternativo -22Movimento per i Diritti e le Libertà -11Totale11314 L'appartenenza politica dei membri del Governo al momento delle dimissioni era la seguente: PartitoPresidenteMinistriTotaleIndipendenti11011Indipendenti di area BSP -22Movimento per i Diritti e le Libertà -11Partito Socialdemocratico Bulgaro -11Partito Social-Liberale Alternativo -11Totale11516

Provenienza geografica La provenienza geografica dei membri del Governo alla sua formazione si può così riassumere: DistrettoPrimo ministroMinistriTotale Sofia Città1910 Haskovo -11 Stara Zagora -11 Veliko Tarnovo -11 Kjustendil -11

Composizione Il Governo era inizialmente composto da 14 ministri (compreso il Primo ministro), poi saliti a 16. Ufficio del Primo ministro Carica TitolarePartito Primo ministro Ljuben BerovIndipendenteVice Primo ministroEvgeni MatinčevDPS Kiril Cočev Dal 15/07/1994Indipendente Valentin Karabašev Fino al 23/06/1993 Nejčo Neev Fino al 23/06/1993IndipendenteMinisteriMinistriPartitoAffari esteriLjuben Berov Fino al 23/06/1993IndipendenteStanislav Daskalov Dal 23/06/1993IndipendenteCommercioValentin Karabašev Fino al 15/07/1994Kiril Cočev Dal 15/07/1994IndipendenteTrasportiNejčo Neev Fino al 23/06/1993IndipendenteKiril Ermenkov Dal 23/06/1993IndipendenteLavoro e previdenza socialeEvgeni MatinčevDPSAffari interniViktor MihajlovIndipendente Agricoltura Georgi TanevIndipendente Ambiente Valentin BosevskiIndipendente Finanze Stojan AleksandrovIndipendente Giustizia Mišo Vălčev Fino al 15/05/1993IndipendentePetăr Kornažev Dal 23/06/1993 Salute Tančo GugalovIndipendente Difesa Valentin AleksandrovIndipendente Industria Rumen Bikov Sviluppo territoriale e costruzioni Hristo TotevIndipendente Istruzione e scienza Marko Todorov Dal 23/06/1993Indipendente Cultura Ivajlo Znepolski Dal 23/06/1993Indipendente

Ministeri soppressi MinisteriMinistriPartito Istruzione, scienza e cultura Marin Todorov Fino al 23/06/1993Indipendente

Note

Esplicative

Bibliografiche

Berov