La battaglia di Alcañiz fu uno scontro armato della guerra d'indipendenza spagnolaCharles Esdaile, The Peninsular War: A New History, Penguin Books, 2003. che ebbe luogo nella località teruelana di Alcañiz il 23 maggio 1809.
Antefatti
Nei primi giorni del 1808 le forze dell’imperatore Napoleone Bonaparte invasero la Spagna. Tuttavia, nella primavera dello stesso anno la situazione precipitò con l’insurrezione del Dos de Mayo a Madrid, il fallimento delle forze del maresciallo Guillaume Philibert Duhesme in Catalogna, quelle del maresciallo Bon Adrien Jeannot de Moncey nella Valencia e, in Andalusia, la completa sconfitta dell’esercito del maresciallo Pierre-Antoine Dupont nella battaglia di BailénDavid Gates, The Spanish Ulcer: A History of the Peninsular War, Pimlico, 2002, pp. 95–110. da parte delle truppe regolari spagnole del capitano generale Francisco Javier Castaños, eventi che portarono al ritiro francese a nord del Ebro all’inizio di agosto.
La reazione imperiale non si fece attendere e nel novembre del 1808 l’Imperatore in persona, con il meglio della sua Grande Armée, sconfisse le forze spagnole nelle battaglie di Gamonal, Espinosa de los Monteros, Tudela e Somosierra, entrando a Madrid, mentre Saragozza e Girona venivano nuovamente assediate. Tuttavia, nel gennaio del 1809 Napoleone fu costretto a tornare in Francia a causa del riarmo austriaco e della minaccia di un colpo di Stato a Parigi. In primavera le forze spagnole erano pronte per il contrattacco.
In Aragona, il 26 gennaio 1809 il generale Watier assaltò la città di Alcañiz, schiacciando la resistenza dei suoi circa 4000 abitanti, che avevano organizzato una milizia volontaria per la difesa, mentre la città di Saragozza dopo un sanguinoso assedio cadde infine in mano francese il 4 marzo. Con l’obiettivo di riconquistarla, il 20 maggio 1809 giunse ad Alcañiz il Secondo Esercito della Destra o Esercito di Aragona e Valencia, formato da 8500 fanti e 500 cavalieri con 19 cannoni, al comando del tenente generale Joaquín Blake y Joyes. Di fronte a lui si ritirarono senza combattere la prima divisione Laval e una brigata di dragoni, composte da 6500 fanti e 800 cavalieri con 12 cannoni del III Corpo d’Armata francese, che occupavano la zona, ripiegando verso la località di Híjar, a 28 chilometri a nord-ovest di Alcañiz sulla via per Saragozza.
Blake prese posizione sulle alture a nord-ovest di Alcañiz, schierando le sue forze organizzate in brigate. Il tenente generale Joaquín Blake y Joyes, originario di Málaga e figlio di irlandesi, a 50 anni era un veterano con ampia esperienza di combattimento contro britannici e francesi.
Lo schieramento delle forze
Da sinistra a destra, il tenente generale Joaquín Blake collocò nascosti in un oliveto 500 fanti del colonnello Martín González de Menchaca e i 500 cavalieri del brigadiere Miguel Ibarrola. Sul cerro Perdiguer dispose il generale Pedro Roca con 2000 uomini, di cui 1400 fanti a difesa della posizione e tre cannoni con i rispettivi artiglieri. Sul cerro de las Horcas, che bloccava l’accesso ad Alcañiz da Saragozza e dove Blake stabilì il suo quartier generale, collocò il marqués de Lazán con altri 2000 uomini e il brigadiere Martín García-Loygorri e Ichaso con sei cannoni. A destra, sul cerro de los Pueyos de Fórnoles, davanti all’eremo della Virgen de los Pueyos, che bloccava l’accesso da Caspe, pose il brigadiere Carlos de Areizaga con una brigata di 2000 uomini e un solo cannone, coperti dal vicino cerro del Tiro de Cañón alla sua destra da altri 1000 uomini con due cannoni. Ai piedi del cerro de los Pueyos si trovava il caserío Tella, abbandonato. Come forza di osservazione sulla strada per Saragozza, a dieci chilometri a nord-ovest di Alcañiz, nelle Peñas de Borrita, fu posizionata una forza di 1000 uomini al comando del tenente colonnello Pedro de Tejada.
Il 22 maggio il maresciallo conte Louis Gabriel Suchet al comando del III Corpo d’Armata francese arrivò da Saragozza con 3500 soldati della brigata Fabre della sua seconda divisione Musnier a Híjar, dove assunse il comando della forza di Laval, raggiungendo circa fanti e 800 cavalieri con 18 cannoni, e iniziò la marcia notturna verso Alcañiz, protetto dall’oscurità. Alle sei del mattino del 23 maggio 1809 la forza di Tejada nelle Peñas de Borrita rilevò l’arrivo francese e, dopo aver dato l’allarme, si ritirò verso la posizione prevista sul cerro del Tiro de Cañón. All’alba, Suchet schierò le sue forze di fronte ad Alcañiz: sul cerro Portes collocò 6500 soldati con dodici cannoni e dietro di essi la cavalleria di riserva, mentre sul cerro del Hambre posizionò i 3500 uomini della brigata Fabre.
Il maresciallo Suchet, a 39 anni, era un veterano delle Guerre rivoluzionarie francesi e delle guerre napoleoniche.
I primi attacchi francesi Il combattimento iniziò con un duello di artiglieria tra le batterie francesi sul cerro Portes e il cannone spagnolo sul cerro Pueyos, ma la scarsa efficacia dovuta alla differenza di altezza lo rese breve. Il generale Lazán organizzò due colonne d’attacco da 2000 uomini ciascuna, dirigendole lungo la strada di Caspe contro il cerro de los Pueyos, difeso dalla brigata di Areizaga. Tuttavia, nel tentativo di aggirare la posizione, furono colpite dall’artiglieria del cerro del Tiro de Cañón e respinte.
Il generale Fabre inviò quindi una forza di 1000 polacchi del 1º reggimento della Vistola contro il cerro del Perdiguer, ma anche questo attacco fu respinto dalla brigata di Roca. Laval tentò nuovamente l’attacco contro i cerros dei Pueyos e del Tiro de Cañón, ma fu respinto ancora una volta.
Durante questa fase, Blake inviò la cavalleria e la fanteria di Ibarrola verso il caserío Tella. Quando una colonna francese in ritirata passò nei pressi del casale, fu colpita dal fuoco dei moschetti e caricata dalla cavalleria spagnola, provocando il panico tra i francesi. La cavalleria francese contrattaccò, ma fu a sua volta respinta grazie al fuoco della fanteria leggera spagnola.
Il momento decisivo: l’artiglieria di Loygorri Dopo questi insuccessi, Suchet ordinò un attacco decisivo al centro. Una colonna di 2000 uomini avanzò verso il cerro de las Horcas, difeso dalle truppe del marchese di Lazán e dall’artiglieria del brigadiere García-Loygorri.
L’obiettivo era rompere la linea spagnola. La colonna avanzò sotto il fuoco dei moschetti, ma Loygorri, mantenendo grande sangue freddo, attese fino a quando i nemici furono a distanza ravvicinata prima di ordinare il fuoco. L’artiglieria sparò in modo continuo e preciso per oltre mezz’ora, causando pesanti perdite e costringendo i francesi a ritirarsi in preda al panico.
Dopo sette ore di combattimento, verso le 13:00, entrambe le parti rimasero sulle proprie posizioni senza ulteriori attacchi. I chirurghi lavorarono negli ospedali da campo assistiti da civili, mentre la popolazione di Alcañiz portava aiuto ai feriti e incoraggiava le truppe. Durante la notte, l’esercito francese si ritirò verso Samper de Calanda.
Per il suo ruolo decisivo, García-Loygorri fu promosso maresciallo di campo e successivamente insignito della Laureada di San FerdinandoLa Real y Militar Orden de San Fernando fu istituita nel 1811 come la più alta decorazione militare spagnola per atti di valore in combattimento..
Il giorno dopo All’alba del 24 maggio, le forze spagnole scoprirono che i francesi si erano ritirati. Sul campo di battaglia furono trovati circa 500 cadaveri nemici, mentre i feriti trasportati erano circa 1500, per un totale stimato di 2000 perdite francesi e 40 prigionieri. Le perdite spagnole furono di circa 300 uomini tra morti e feriti.
Nonostante le perdite, l’esercito di Suchet rimaneva numericamente superiore, soprattutto in cavalleria. Tuttavia, Blake mantenne le sue posizioni mentre Suchet si ritirava ordinatamente. Presso Samper de Calanda, un falso allarme provocò il panico tra le truppe francesi, causando disordine e confusione.
Per commemorare la battaglia, il 14 maggio 1815 fu istituita una croce al merito con nastro rosso, decorata con le croci di Sant’Andrea smaltate, una corona d’alloro e un ovale centrale con l’iscrizione Fernando VII e Alcañiz in lettere dorate.
Note
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