È Geri Gay Professor presso la Cornell University, ricercatrice partner di Microsoft Research e fondatrice del Data & Society Research Institute.

Boyd si identifica come persona queer.

Biografia Origini e formazione Danah Michele Mattas è nata il 24 novembre 1977 ad Altoona, in Pennsylvania. In età adulta ha scelto di adottare il cognome materno “Boyd” e di scrivere il proprio nome in minuscolo, come espressione di una posizione critica nei confronti delle convenzioni tipografiche.

Ha frequentato la Manheim Township High School tra il 1992 e il 1996. Durante questo periodo ha iniziato a utilizzare forum di discussione online come IRC e Usenet, sviluppando un interesse precoce per le comunità online e la comunicazione digitale. Ha studiato informatica presso la Brown University, dove ha collaborato con Andries van Dam alla redazione di una tesi sull'influenza degli indizi visivi di profondità negli ambienti virtuali tridimensionali sulla percezione spaziale. Successivamente ha conseguito un master presso il Sociable Media Group del MIT Media Lab, sotto la supervisione di Judith Donath. Ha collaborato per l'organizzazione attivista V-Day con sede a New York, prima come volontaria (2004) e successivamente come membro dello staff (2007-2009).

Nel 2008 ha conseguito il dottorato di ricerca presso la School of Information dell'Università della California, Berkeley, sotto la supervisione di Peter Lyman (1940–2007) e Mizuko Ito. La dissertazione, intitolata Taken Out of Context: American Teen Sociality in Networked Publics, analizza l'uso dei social network da parte degli adolescenti statunitensi, con particolare riferimento a piattaforme come Facebook e MySpace.

Carriera

Durante il dottorato ha partecipato a un progetto etnografico finanziato dalla MacArthur Foundation e diretto da Mizuko Ito, dedicato allo studio dell'uso delle tecnologie digitali da parte dei giovani. Il progetto ha portato alla pubblicazione del saggio Why Youth (Heart) Social Network Sites: The Role of Networked Publics in Teenage Social Life, incluso nel volume collettivo Youth, Identity, and Digital Media (MIT Press, 2008), che esamina le conseguenze dell'uso dei media digitali sulle identità individuali e sociali dei giovani, e del volume Hanging Out, Messing Around, and Geeking Out: Kids Living and Learning with New Media (MIT Press, 2009).

Nel corso della sua carriera è stata borsista presso l' Annenberg Center for Communication dell'Università della California del Sud (2006-2007) e successivamente fellow presso il Berkman Center for Internet & Society dell'Università di Harvard, dove ha co-diretto la Internet Safety Technical Task Force e ha partecipato al Youth and Media Policy Working Group.

Nel gennaio 2009 è entrata a far parte di Microsoft Research New England, a Cambridge, Massachusetts, come ricercatrice sui social media.

Nel 2013 ha fondato il Data & Society Research Institute, un centro di ricerca dedicato allo studio delle implicazioni sociali, etiche e politiche delle tecnologie basate sui dati, di cui ha ricoperto la presidenza fino al 2022. È inoltre Partner Researcher presso Microsoft Research e visiting professor presso la Georgetown University e la New York University. È stata membro fondatore del consiglio di Crisis Text Line (dal 2012), membro del Consiglio del National Museum of the American Indian, direttore del Social Science Research Council e membro del comitato consultivo dell'Electronic Privacy Information Center (EPIC).

Ricerca Le sue ricerche si concentrano in particolare sul rapporto tra giovani e tecnologie digitali, sulle dinamiche sociali delle piattaforme online e sulle disuguaglianze legate all’uso dei social media.

Nel 2007 ha pubblicato uno studio sul cosiddetto fenomeno del white flight nei contesti digitali, mettendo in evidenza come fattori sociali e culturali abbiano influenzato la migrazione degli utenti tra piattaforme come MySpace e Facebook: la ricerca ha dimostrato che gli utenti di Facebook erano prevalentemente bianchi e di classe medio-alta, mentre quelli di MySpace tendevano a essere adolescenti neri di classe inferiore.

Ha inoltre scritto numerosi articoli accademici e contributi divulgativi sulla cultura digitale e sull’uso delle tecnologie da parte dei giovani.

Pubblicazioni (parziali) Libri

Articoli

Premi e riconoscimenti

Nel 2009 la rivista Fast Company l'ha incluso tra le donne più influenti nel settore tecnologico.

Nel 2010 ha ricevuto il Public Sociology Award della sezione Communication and Information Technologies dell'American Sociological Association. Nello stesso anno la rivista Fortune l'ha nominata l'accademica più brillante nel campo della tecnologia, ed è stata inserita nella lista TR35 dei migliori innovatori sotto i 35 anni del MIT Technology Review.

Nel 2011 è stata nominata Young Global Leader del World Economic Forum.

Nel 2012 la rivista Foreign Policy l'ha inclusa tra i Top 100 Global Thinkers, in riferimento al suo contributo critico sul tema dei Big Data, sviluppato in particolare nell'articolo Critical Questions for Big Data (2012), scritto con Kate Crawford, in cui argomenta che la quantità di dati non garantisce di per sé analisi più accurate o prive di distorsioni.

Nel 2013 è stata inserita nella SXSW Hall of Fame. Nel 2018 è stata inclusa tra le «50 donne più influenti nel settore tecnologico americano» dalla rivista Forbes.

Nel 2019 ha ricevuto il Barlow/Pioneer Award dell'Electronic Frontier Foundation per il suo contributo allo studio delle tecnologie digitali.

Boyd ha partecipato come relatrice a numerose conferenze accademiche, tra cui SIGIR, SIGGRAPH, CHI, Etechm, Personal Democracy Forum, Strata Data e l'incontro annuale dell'AAAS. Ha inoltre tenuto i discorsi di apertura al SXSWi 2010 e al WWW 2010, affrontando temi quali privacy, pubblicità e Big Data.

Controversie

Nel gennaio 2022 un'inchiesta di Politico ha rivelato che la Crisis Text Line, organizzazione non profit statunitense di supporto per la prevenzione del suicidio, aveva condiviso i dati delle conversazioni con i propri utenti con Loris.ai, una società privata di intelligenza artificiale costituita nel 2017 come spin-off a scopo di lucro della stessa Crisis Text Line dalla sua cofondatrice Nancy Lublin.

Loris.ai utilizzava tali dati per sviluppare strumenti di assistenza clienti destinati a uso commerciale, in cambio di una quota dei ricavi e di una partecipazione azionaria a favore della Crisis Text Line. Boyd, membro fondatrice del consiglio di amministrazione della Crisis Text Line e sua presidente dal giugno 2020 al gennaio 2021, aveva approvato l'accordo con Loris.ai. A seguito delle critiche suscitate dall'inchiesta, ha pubblicato sul proprio blog una dettagliata riflessione pubblica in cui ha ammesso di aver sbagliato, riconoscendo che il consenso contrattuale previsto nei termini di servizio non equivale a un consenso informato da parte di persone in stato di crisi.

Il 31 gennaio 2022 la Crisis Text Line ha annunciato l'interruzione immediata dell'accordo di condivisione dei dati e la cancellazione di tutti i dati già trasmessi a Loris.ai.

Note

Voci correlate

Kate Crawford Meredith Whittaker Timnit Gebru Safiya Noble Big data Etica dell'intelligenza artificiale

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