Progettò diversi edifici funzionalisti moderati a Lubiana, tra cui soprattutto il grattacielo Nebotičnik, che al momento della sua completazione era l’edificio più alto della Jugoslavia. Il suo approccio architettonico era razionale ed economico, ispirato a modelli metropolitani e agli esempi dei grattacieli americani.

Biografia Šubic nacque a Lubiana, allora capitale del Ducato di Carniola, parte dell’Impero austro-ungarico, e fu battezzato Vladimir Ivan Viljem Šubic.

Nel 1912 iniziò gli studi presso il Politecnico di Vienna, dove si dedicò all’ingegneria meccanica. L’anno successivo studiò ingegneria navale all’Università di Graz e, nel 1919, si iscrisse alla facoltà di architettura della Università Tecnica Ceca di Praga. Superò gli esami finali nel 1922, avviando così la sua carriera come architetto e ingegnere.

Rientrato a Lubiana, nel frattempo parte del Regno dei Serbi, Croati e Sloveni, si affermò rapidamente come architetto di successo. Il suo interesse per gli sviluppi contemporanei dell’architettura lo portò a progettare il primo grattacielo sloveno, ispirato alle più recenti tendenze del settore.

Dopo la seconda guerra mondiale, la sua carriera fu compromessa a causa delle sue posizioni liberali, considerate ostili dalle nuove autorità comuniste. Fu inizialmente arrestato con accuse non rese pubbliche e condannato ai lavori forzati; successivamente venne rilasciato, ma gli fu impedito di lavorare. Nel 1946 il regime jugoslavo lo inviò in Bosnia in una brigata di lavoro, dove operò come ingegnere nella costruzione della linea ferroviaria Brčko–Banovići. Morì nello stesso anno a Lukavac durante i lavori, in circostanze non chiarite; la causa ufficiale del decesso fu indicata come infarto.

È sepolto nel cimitero di Škofja Loka.

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