Biografia Si forma presso l'Istituto d'arte Pietro Selvatico di Padova, dove è allievo di Mario Pinton, dal quale eredita il rigore formale e la ricerca sulla purezza dei materiali. Successivamente prosegue i suoi studi presso l'Accademia di belle arti di Venezia.

A partire dalla fine degli anni sessanta, Babetto inizia a imporsi sulla scena internazionale, rinnovando profondamente il concetto di ornamento. Il suo lavoro si distacca dalla tradizione decorativa per abbracciare un linguaggio plastico-geometrico, influenzato dalle correnti dell'Arte programmata e del Minimalismo.

Ha insegnato presso prestigiose istituzioni internazionali, tra cui l'Accademia di Belle Arti di Monaco di Baviera, influenzando generazioni di designer del gioiello.Cfr. F. Hufnagl (a cura di), Giampaolo Babetto. L'italianità dei gioielli, Stoccarda, Arnoldsche, 2010, pp. 12-15.

Attività artistica La produzione di Babetto è caratterizzata da un rigore architettonico applicato alla piccola scala. Le sue opere, spesso realizzate in oro, si distinguono per l'uso di forme geometriche primarie (cubi, cilindri, sezioni piramidali) che vengono scomposte o articolate.

Elemento distintivo della sua ricerca è l'uso di tecniche tradizionali rilette in chiave contemporanea, come il niello e l'uso di pigmenti (spesso in un caratteristico blu intenso). Il suo approccio è quello di un "costruttore": il gioiello non è inteso come accessorio, ma come una scultura autonoma che trova nel corpo umano il suo spazio di interazione.

Mostre personali (selezione) L'attività espositiva di Babetto conta numerose mostre presso istituzioni pubbliche e gallerie internazionali: 2021: Caterina Tognon, Venezia 2016: Galerie Naïla De Monbrison, Parigi; Galerie Fred Jahn, Monaco di Baviera 2013: Ispirazioni, Museo Diocesano, Padova 2010: Pinakothek der Moderne, Monaco di Baviera 2007: Palazzo Pitti, Museo degli Argenti, Firenze 2000: Museo Correr, Venezia; Gewerbemuseum, Winterthur 1998: Taideteollisuusmuseo (Museo del Design), Helsinki 1995: Peggy Guggenheim Collection, Venezia; National Gallery of Victoria, Melbourne 1993: Museum für Kunst und Gewerbe Hamburg, Amburgo 1977: Stedelijk Museum, Amsterdam

Opere in collezioni pubbliche (selezione) Le sue opere sono conservate in oltre trenta istituzioni museali, tra cui: Italia: Museo degli Argenti, Firenze; MAXXI, Roma; Palazzo Zuckermann, Padova. Europa: Victoria and Albert Museum, Londra; Schmuckmuseum, Pforzheim; Pinakothek der Moderne, Monaco di Baviera; Musée des Arts décoratifs, Parigi; Museo nazionale svizzero, Zurigo. USA: Metropolitan Museum of Art, New York; Museum of Fine Arts, Boston; Cooper Hewitt, Smithsonian Design Museum, New York; Los Angeles County Museum of Art, Los Angeles.

Premi e riconoscimenti 1975 e 1985: Premio Herbert Hofmann, Monaco di Baviera 1998: Anello d'Onore (Gesellschaft für Goldschmiedekunst), Hanau 2003: Athena Award alla carriera, Rhode Island School of Design, Providence 2012: Andrea Palladio International Jewellery Awards, Vicenza

Note

Bibliografia (selezione) P. Rylands, G. Dorfles, J. Svestka (a cura di), Gli ori di Giampaolo Babetto alla collezione Peggy Guggenheim, Zurigo, Aurum Publishing AG, 1995. ISBN 3-9520743-1-3. Germano Celant (a cura di), Babetto, Milano, Skira, 1996. ISBN 88-8118-137-2. G. Folchini Grassetto (a cura di), Contemporary Jewellery. The Padua school, Stoccarda, Arnoldsche, 2005. ISBN 3-89790-220-4. Ornella Casazza (a cura di), Babetto 1967-2007, Livorno, Sillabe, 2007. ISBN 978-88-8347-381-4. Florian Hufnagl (a cura di), Giampaolo Babetto. L'italianità dei gioielli, Stoccarda, Arnoldsche, 2010. ISBN 978-3-89790-325-8. A. Nante, G. Folchini Grassetto, F. Mennekes, Giampaolo Babetto. Ispirazioni, Pistoia, Gli Ori, 2013. ISBN 978-88-7336-523-5. Domitilla Dardi (a cura di), Corpo Movimento Struttura, Roma, MAXXI / Manfredi Edizioni, 2018. ISBN 978-88-99519-54-4.

Voci correlate Scuola di Padova Design del gioiello

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