La Chiesa di Sant'Andrea è la sede della parrocchia di Prevacina, sorgente presso l'omonimo insediamento, più precisamente sul crinale di una piccola altura nella parte antica del paese, tra il maniero di Grabiz, tuttora esistente e oggi sede della canonica, e quello di Coronini, solo parzialmente conservato e quasi completamente distrutto durante la Prima Guerra Mondiale.

Storia e descrizione

La chiesa di Prvačina sorge sullo stesso sito sin dalle origini. La struttura originaria fu costruita nel XIII secolo, ed è menzionata solo negli anni 1319 e 1348. Tutto ciò che rimane dell'edificio antico sono quattro piccole colonne incastonate nel muro dietro l'altare, ove è inciso l'anno 1450.

Durante le invasioni turche, la chiesa fu invano circondata da un accampamento difensivo. Si ritiene che l'attuale struttura sia stata edificata a metà del XVI secolo e che sia stata pesantemente ristrutturata in stile barocco tra la fine del XVII e l'inizio del XVIII secolo. Oggi è decorata principalmente con opere d'arte coeve all'intervento restauratorio: affreschi sul soffitto raffiguranti l'incoronazione dell'Assunzione della Vergine Maria, Santa Cecilia al portale e Sant'Agostino, il fonte battesimale, l'altare maggiore con un dipinto di Sant'Andrea e le statue dei Santi Cirillo e Metodio, e altari laterali dedicati al Sacro Cuore di Gesù e alla Madonna di Lourdes.

L'organo Il primo organo fu costruito nel 1263 ad Aquileia, come anche confermato dall'iscrizione conservata sulla cassa dello strumento factum Aquilae 1263. L'anno del restauro fu il 1793. Nel 1877, la chiesa ricevette un nuovo organo Potočnik, dotato di 13 registri. Questi furono però rimossi durante la prima guerra mondiale.

Lo strumento attuale è stato installato nel 1927 e ha 9 registri.

L'ostensorio d'argento Uno degli oggetti più misteriosi posseduti dalla chiesa originaria è un ostensorio d'argento del 1551, che si dice fosse un dono dell'imperatore Ferdinando I. Secondo alcune ipotesi, l'edificio lo ricevette in regalo per ragioni sconosciute dopo il Concilio di Trento del 1563. Attualmente il manufatto è conservato presso il Museo Sloveno di Storia Naturale.

Note

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