Madonna della benedizione (talora chiamato Madonna col Bambino benedicente) è un dipinto a olio su tela (188 x 135 cm) realizzato da Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino nel 1651 e conservato nella Galleria Sabauda a Torino. Storia La prima menzione del dipinto nella letteratura antica si trova nella Felsina pittrice di Carlo Cesare Malvasia, sotto l’anno 1651, dove è ricordato come «un quadro d’altare con la Beata Vergine e il Bambino, che benedicono il popolo, per il signor Falconbelli, a Torino».

Il pagamento dell’opera è documentato nel Libro dei conti del GuercinoIl Libro dei conti è il registro amministrativo compilato dal fratello minore Paolo Antonio Barbieri dal 1629 al 1649, anno della sua morte, e proseguito dai familiari fino al 1666. alla data del 17 aprile 1651, dove si registra la somma versata per una «Madona col Puttino» eseguita per il signor Falconbelli da Torino. Il committente è identificato nel conte Gian Domenico Falconbelli, che aveva fatto erigere tra il 1647 e il 1649 una cappella nella chiesa di San Giuseppe dei Gesuiti a Pinerolo, destinata ad accogliere il dipinto. Oggi la chiesa è sconsacrata.

La stessa fonte segnala la presenza, ai lati dell’altare, di elementi decorativi con lo stemma della famiglia, probabilmente sculture, e ricorda il valore dell’opera, indicato in 300 ducatoni, con una successiva rivalutazione dopo la morte del pittore.

Il dipinto entrò in seguito nelle raccolte sabaude: secondo la tradizione, il conte Carlo Maffei di Boglio, erede della cappella, lo donò alla Galleria Sabauda nel 1836, sostituendolo con una copia. L’opera è comunque ricordata nelle collezioni sabaude già nel 1776 da Francesco Bartoli.

Negli inventari del 1899 e del 1909 compare con il numero 513 ed è registrata da Alessandro Baudi di Vesme. Nel Novecento il dipinto è stato esposto alla Mostra del Barocco piemontese. Descrizione La Vergine è raffigurata in piedi mentre sorregge il Bambino, secondo un’iconografia solenne ma addolcita da un’intensa partecipazione affettiva. Indossa i colori tradizionali: la veste rossa e l’ampio manto azzurro, reso con una ricca stesura di oltremarino, che avvolge la figura con morbide pieghe. Il capo è coperto da un velo giallo dorato tendente all’ocra, il cui lembo, mosso verso destra, introduce un lieve dinamismo compositivo, bilanciato sul lato opposto dal grande panno giallo chiaro su cui siede il Bambino.Questi, nudo, si volge verso l’osservatore nell’atto di benedire con la mano destra, mentre con la sinistra si appoggia delicatamente al ventre della madre. La Vergine inclina il capo verso il Figlio, sfiorandone i capelli con la guancia: lo sguardo, dolce e assorto, traduce in termini intimi un rapporto materno che, pur inserito in una rappresentazione ufficiale di ampio respiro, conserva una qualità tenera e raccolta. L’equilibrio tra monumentalità e sentimento si esprime anche nel gioco dei tessuti: il velo mosso, il manto vaporoso e il lenzuolino bianco del Bambino si rispondono in un intreccio di linee morbide che accompagna e armonizza la relazione tra le due figure.

Stile Nell’adozione dell’iconografia della Madonna in piedi col Bambino tra le braccia, Guercino recupera la tradizione monumentale delle icone, traducendola però in una versione più dolce e umanizzata, in cui la proclamazione teologica si accompagna a una forte componente affettiva. La composizione si distingue per la sobrietà dell’ambientazione e per l’equilibrio delle masse, lontani dagli esiti più liberi e naturalistici della fase giovanile. Rispetto a opere come la Madonna del passero, caratterizzate da maggiore immediatezza e da contrasti luministici più accentuati, qui prevale una costruzione più controllata e solenne.

La qualità del dipinto si manifesta nella finezza del disegno, evidente nella resa del Bambino e nel bassorilievo, e nelle raffinate modulazioni cromatiche e luministiche, che modellano le forme con estrema delicatezza. Il colore e la luce, più che il contorno, costituiscono l’elemento portante della costruzione pittorica, in un linguaggio che rimane profondamente pittorico anche quando si avvicina a esiti classici. Numerosi dettagli rivelano l’attenzione dell’artista: il contrasto tra la tenda e la tovaglia, la morbida resa del manto che scende dal capo della Vergine, e lo scorcio paesaggistico sullo sfondo, che anticipa soluzioni di gusto più tardo.

Il dipinto appartiene alla piena maturità dell’artista ed è stato più volte riconosciuto come uno dei suoi esiti più alti, in cui la dimensione devozionale si unisce a una notevole qualità pittorica. «Da questo momento innanzi l'opera del Guercino reca in sé molti accenni per il secolo successivo; per esempio, non si farebbe fatica a credere che quello scorcio di paesaggio possa essere stato fatto dalla mano di qualcuno che era a conoscenza dei dipinti di Thomas Gainsborough. Note

Bibliografia

Categoria:Dipinti del Guercino Categoria:Dipinti sulla Madonna col Bambino Categoria:Dipinti nella Galleria Sabauda