Il Seregno FBC, anche noto come Seregno, è una società calcistica di Seregno, in provincia di Monza e della Brianza. Milita in Eccellenza, quinta serie del campionato italiano.
Fondato nel 1913 con il nome di Seregno Foot-Ball Club, nel corso degli anni è stato più volte ridenominato. Nel 2024, in seguito alla dichiarazione d'inattività da parte della FIGC e alla conseguente perdita del titolo sportivo, il club è stato rifondato con la denominazione attuale al termine di una gara pubblica bandita dal Comune di Seregno per l'individuazione della nuova compagine societaria.
Il club brianzolo si riconosce storicamente nel colore azzurro, e vanta quale maggior successo otto partecipazioni al secondo livello del campionato italiano, delle quali tre in Serie B a girone unico. Per la squadra hanno inoltre militato grandi nomi del calcio italiano, tra cui Aldo Boffi e Luigi Maldera.
Storia Gli esordi e la Grande Guerra Sebbene sappiamo che nella cittadina brianzola si iniziò a giocare a calcio almeno dal 1911, solo nell’estate del 1913 una ventina di appassionati, tra cui anche impiegati, studenti, e operai, fondarono il Seregno Foot Ball ClubRomanò P. (a cura di), F.B.C. Seregno 1913: 75 anni di storia, Edizioni Nuova Brianza, Renate, 1988, p. 29. L’obiettivo principale era uno: competere con i vicini di casa della Pro Lissone, guardata spesso con invidia dai vicini seregnesi. Un’invidia, questa, che fin da subito alimentò un tifo accesissimo in città.
Dopo le prime difficoltà dovute alla ricerca di un posto dove giocare, giocatori e dirigenti individuarono e adattarono alla meno peggio un campo in via Correnti. Si trattava di un campo molto rudimentale, con una sola tribuna di legno e qualche gradino di cemento su cui i tifosi potevano vedere le partite. Già alla fine del 1913 però il Seregno vinse, sorprendendo, la Coppa Besana, battendo la 2-1 in una finale molto movimentataClub Azzurri, Seregno FBC 1913-2013. Novant’anni di calcio seregnese, immagini e storia, Seregn de la Memoria, Seregno, 2013, p. 17..
La Prima Guerra Mondiale fermò per 4 anni le attività del club brianzolo, con numerosi suoi giocatori che andarono a combattere sul fronte. In questi anni difficili, il club fu guidato dal presidente Giuseppe Silva, che per tutto il periodo bellico si concentrò sulla formazione di un settore giovanile quale vivaio per la, allora inesistente, prima squadraIvi, p. 19.
Il primo dopoguerra e i primi successi All’inizio degli anni '20 i vertici del club brianzolo cambiarono. Sotto la terna formata dal Presidente Alessandro Silva, Angelo Mazza e Umberto Trabattoni, il calcio seregnese vide i primi grandi investimenti, e, di conseguenza, le prime grandi ambizioni. Ma questa nuova epoca del calcio a Seregno iniziò con una grande delusione, poiché la stagione 1921-1922 finì con una sconfitta nella finale del campionato di Promozione.Ivi, p.25
Nel 1922 la squadra è inserita dal Compromesso Colombo in Terza Divisione e divenne presidente il commendatore Umberto Trabattoni. Con lui, tra 1923 e 1928, il Seregno passò dalla Promozione alla Prima Divisione, sotto la guida dello storico capitano Giuseppe Mandelli.
Nel 1929, per motivi personali Umberto Trabattoni lasciò il ruolo di Presidente ad Angelo Mazza, ma il club continuò il suo grande momento di forma. Uscita ormai dall’anonimato, all’inizio degli anni ’30 la squadra tentò due volte di andare in Serie B, senza riuscirci. Nonostante i tanti cambiamenti ai vertici della società, ormai il Seregno si era affermato come una squadra forte e solida nel panorama nazionale. Tali successi permisero all’FBC Seregno di essere promosso fra i cadetti grazie a un disposto della Federazione, che aveva allargato la partecipazione alla Serie B 1933-1934 a 26 squadre, suddivise in due gironi.
Le prime partite del Seregno in Serie B sono vissute con grande passione dalla città brianzola. Scendono a Seregno grandi squadre, come il Genoa, la Sampierdarenese (futura Sampdoria), il Casale o il Catania. Proprio la partita con il Catania, durante la quale un carabiniere e un guardalinee vennero feriti, ci dimostra quanto acceso fosse il tifo seregnese di quegli anni. Come scrisse “La Domenica Sportiva” nel 1933, “a Seregno l’ambiente calcistico si è rinnovato”Lo sfortunato Seregno e la vittoria della Sampierdarenese, in “La Domenica Sportiva”, 1 Ottobre 1933, p. 4. Queste prime stagioni in B del Seregno videro crescere grandi giocatori, tra cui il più famoso fu Aldo Boffi, che nel 1936 sarebbe poi passato al Milan, squadra con cui avrebbe giocato 194 incontri e marcato 136 reti (quinto primatista di gol segnati nella storia del club).
Con l’ennesima ristrutturazione della Serie B, che passò da due gironi al girone unico nella stagione 1934-35, l’FBC Seregno venne retrocesso in Serie C.
A partire dal 1935, il Seregno disputò le sue partite presso il nuovo stadio Ferruccio, che fin da subito avrebbe ospitato anche la NazionaleL’allenamento a Seregno per l’incontro Italia-Ungheria. La Nazionale azzurra ha completato la sua preparazione. La Nazionale batte il Seregno 5-1, in “Il Littorio”, 22 Novembre 1935, p.1. Nella sua nuova casa calcistica, il club brianzolo partecipò alle prime cinque edizioni della nuova Serie C, arrivando vicinissimo alla promozione in B nel campionato 1939-40.
Il secondo dopoguerra e gli anni d’oro
Dopo il ritorno alla pace nel 1945, il Seregno venne mandato in Serie B e arrivò vicinissimo alla Serie A facendo un grande girone d’andata nel Campionato di Alta Italia misto B-C, vinto poi dall’Alessandria. Per la stagione 1946-467 in Serie B, il Seregno costruì forse la sua squadra più forte di sempre. Torna Aldo Boffi dall’Atalanta, e arrivano come mezzali Gino Gallanti dal Napoli e Mario Bandirali dal Milan. Fu la migliore stagione della storia del Seregno, che si posizionò terzo in classifica, mentre Boffi arrivò primo nella classifica dei cannonieri con 32 gol.
Il Seregno rimase in B per altre due stagioni, retrocedendo quando la Seconda Serie divenne a girone unico nel 1949. Durante la stagione 1949-50 in Serie C il Seregno ne approfittò per lanciare i suoi giovani calciatori, tra cui Bugatti, futuro portiere di Spal e Inter, o il ventenne Emilio Lavezzari, mediano cresciuto nelle giovanili del Seregno, che venne poi acquistato dal Milan e disputò da titolare la successiva stagione con i rossoneri, a supporto del trio Gren, Nordahl e Liedholm. Nel 1949-50 il Seregno si classificò al primo posto, a pari merito con il Mortara: si sarebbe dovuto disputare uno spareggio promozione tra le due squadre, cui il Mortara rinunciò dando via libera alla promozione del Seregno in B.
Dopo 67 gol subiti in una stagione molto difficile per gli Azzurri brianzoli, la stagione 1950-51 si concluse con la retrocessione in C: da questo momento in poi il Seregno non sarebbe più tornato in Serie B.
Dai difficili anni ’50 al ritorno in C del ’69 Dopo la retrocessione del 1951, iniziò un periodo molto difficile per il calcio seregnese. Il club brianzolo nel giro di due stagioni retrocesse due volte di fila, galleggiando tra la Promozione e la Serie D per i successivi 15 anni.
Le basi per la rinascita del Seregno sono poste con la presidenza di Ferruccio Busini, figlio del già celebre Antonio, ex calciatore che aveva militato persino in Nazionale. Guidato da Busini, Barzaghi e Pezzetti, il Seregno nel giro di tre stagioni, dal 1966 al 1969, passò dalla Promozione alla Serie C.
Grazie a una squadra molto solida, guidata, fra gli altri, da Aldo Silva, Giancarlo Ferrari e Poerio Mascella, il Seregno Calcio rimase in Serie C per più di 10 anni, e il Ferruccio tornò a riempirsi di tifosiClub Azzurri, Seregno FBC 1913-2013. Novant’anni di calcio seregnese, immagini e storia, Seregn de la Memoria, Seregno, 2013, p. 42. L’ultimo campionato del Seregno in terza serie fu quello della stagione 1977-78, alla fine della quale venne declassato nella neonata serie C2.
Gli anni bui: dalla mancata promozione al primo fallimento Il Seregno rimase in C2 dal 1978 al 1982, quando venne retrocesso nel Campionato Interregionale dopo essere arrivato 17º nel girone.
Il colpo più duro della storia del club brianzolo arrivò alla fine della stagione 1983-84. Il Seregno era rimasto 29 giornate su 30 in vetta alla classifica del girone, ma alla fine della stagione si trovò costretto ad affrontare uno spareggio per la promozione in C2 con la squadra con cui si era contesa la vetta, il Virescit Boccaleone. Lo spareggio si svolse a Lodi il 20 maggio 1984 e il Seregno perse 2-0 con due gol segnati alla fine del secondo tempo supplementare, di fronte a 1500 dei suoi tifosiIvi, p.49.
Nel maggio 1991 la società venne ceduta alla “Fin Management”, di cui era capo cordata Daniele Bizzozzero, che venne però arrestato nell’estate 1992 per frode fiscale. La quote societarie passarono a Giuseppe d’Antuono, che nel maggio del ’93 fu arrestato dai carabinieri di Cinisello Balsamo all’ingresso dello stadio seregnese per emissione di assegni senza autorizzazioneIvi, p.50. La stagione 1993-1994 è la più difficile: il Ferruccio venne dichiarato inagibile dal commissario che governava provvisoriamente Seregno, e il Seregno FBC fu costretto a cambiare più volte campo di gioco.
Alla fine del 1995, dopo una stagione conclusasi con la retrocessione in Eccellenza, il Seregno FBC si sciolse definitivamente. Il titolo sportivo del campionato di eccellenza venne ceduto alla Vis Nova di Giussano. Fino al volgere del nuovo secolo, il calcio agonistico non tonerà più a Seregno.
Nonostante il fallimento del club brianzolo, l’ex settore giovanile del Seregno riuscì a sopravvivere. Nel 1994 venne costituito grazie a Luigi Cappelletti il “Seregno Campo Base”, che l’anno successivo si trasformò nel “Giovane Calcio Seregno”. Come allenatore dell’ormai indipendente under 21 venne chiamato persino l’ex azzurro Gino MalderaIvi, p.53.
Il “Nuovo Seregno” degli anni 2000 Nella stagione 1995-1996, in terza categoria, militò il neonato “Nuovo Seregno”, che l’anno successivo cambiò denominazione in “FBC Seregno”. L’avventura in terza categoria durò solo un anno, dopo il quale per il nuovo Seregno rimase solo il settore giovanile.
La grande svolta arrivò nel 1999 grazie a Paolo Barzaghi, che già negli anni ’70, in coppia con Busini, aveva riportato gli Azzurri in Serie C. Per la stagione 1999-2000 Barzaghi era riuscito infatti ad accordarsi con il presidente della Lecchese-Pescarenico per l’acquisizione del titolo di eccellenza regionale.
La stagione 1999-2000 è già un grande successo. Sotto la presidenza di Giangerolamo Barzaghi, figlio di Paolo ed ex azzurro, il Seregno riuscì subito a tornare in Serie D.
Negli anni successivi il Seregno si propone spesso come pretendente al ritorno tra i professionisti, salvo occasionali fallimenti (nel 2011-2012 la salvezza viene conseguita solo ai playout); nel 2015 il club chiede apertamente il ripescaggio al campionato di Lega Pro, ma la domanda (presentata senza poter contare su un piazzamento di rilievo nella stagione precedente) viene respinta però dalla FIGC prima e dal CONI poi. La permanenza in Serie D dura fino alla stagione 2020-2021, nella quale i brianzoli (rilevati nel 2019 dall'imprenditore Davide Erba) primeggiano nel girone B, vincendolo con una giornata d'anticipo e assicurandosi il ritorno al professionismo dopo trentanove anni di assenza.
Durante la stagione 2021-2022 la squadra passa di mano a una cordata capeggiata dal soggetto Big One Energy srl, nelle persone degli imprenditori Fabio Iurato e Giorgio Coviello, entrambi già impegnati nel calcio, rispettivamente titolari del Cerveteri e del . La configurazione della nuova proprietà durerà meno di un anno, con l'uscita di scena di Coviello e la permanenza del solo Iurato.