La sopraelevazione di via Baretti è un'opera architettonica di Gino Becker sita a Torino, in via Baretti n. 46, nel quartiere San Salvario.
Storia e descrizione L'intervento venne realizzato tra il 1955 e il 1962 e nacque da un iter progettuale complesso, nel corso del quale Becker presentò il progetto al comune di Torino per undici volte prima di ottenerne l'approvazione. La costruzione della sopraelevazione fu condizionata dal profilo edificabile imposto dal regolamento edilizio, cui l'architetto adattò progressivamente l'idea progettuale. L'ostinazione nel portare a termine l'opera da parte dell'architetto fu dovuta anche al fatto che esso ne era direttamente coinvolto, con uno degli appartamenti che sarebbe stato destinato a residenza e studio per sé e la moglie.
L'edificio visivamente si presenta nella sua verticalità sormontato, al di sopra del cornicione dentellato da archetti, da un susseguirsi di finestre a nastro e parapetti, interrotti da sporti e setti verticali a loro volta sormontati dalla falda di tetto in rame. La particolare volumetria dell'intervento deriva anche dai progressivi arretramenti dei piani attici su via Baretti e su corso Marconi, mentre i materiali e la scansione delle aperture stabiliscono un dialogo con la struttura preesistente basato sul contrasto visivo con la continuità con l'edificio sottostante affidata soprattutto alla percezione di una graduale riduzione dell'altezza dei diversi piani, accentuata dalla presenza appena visibile del piano attico.
L'opera, che nelle intenzioni ricorda la sopraelevazione del villino Alatri di Mario Ridolfi, esprime le affinità di Gino Becker con l'architettura organica di Bruno Zevi - declinata però in maniera professionale e non eccessiva come in alcune opere coeve - unita all'amore dell'architetto torinese per la discrezione dell'architettura mitteleuropea, permettendogli di maturare in quest'opera un linguaggio personale che sarebbe poi stato di influenza per le sue architetture successive.
Nel 2005 la sopraelevazione ha vinto il premio "Architetture Rivelate" patrocinato dall'ordine degli architetti del Piemonte e Valle d'Aosta in quanto esempio di architettura volta a demolire i preconcetti dell'opinione pubblica sua contemporanea e per la sua innovatività rispetto agli schemi progettuali tipici della sua epoca.
Note
Bibliografia
Ulteriori letture
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Categoria:Architetture di Torino Categoria:Architetture di Gino Becker