Headcrash. Fuori di testa (Headcrash) è un romanzo di fantascienza dello scrittore statunitense Bruce Bethke, pubblicato nel 1995.

Si tratta di una satira del futuro prossimo che prende di mira le illusioni di fascino associate ai nuovi mondi della realtà virtuale. Generalmente considerato una satira del cyberpunk, il romanzo ha vinto il Premio Philip K. Dick.

Storia editoriale Il romanzo fu pubblicato a New York nel 1995 e costituì il primo romanzo autonomo di Bethke, dopo Maverick del 1990. L'opera ottenne il Premio Philip K. Dick nel 1995. In Italia apparve nel giugno 1997 presso Fanucci col titolo Headcrash. Fuori di testa nella traduzione di Giancarlo Carlotti e un'introduzione di Andrea G. Pinketts.

Trama Jack Burroughs, giovane programmatore informatico, viene licenziato dal proprio impiego aziendale. Dopo il licenziamento, gli viene proposta un'operazione di spionaggio industriale, che affronta assumendo sulla InfoBahn l'identità virtuale di Max Kool. Il piano lo trascina dentro un intreccio di rivalità aziendali e di realtà virtuale, mentre la distanza fra la sua persona quotidiana e il suo alter ego digitale si fa sempre più instabile.

Critica Il romanzo è stato descritto come una satira del futuro prossimo che prende di mira le illusioni di fascino associate ai nuovi mondi della realtà virtuale. La sua apparente leggerezza è stata letta come un registro deliberato, che si fa più aspro man mano che il protagonista comprende di essere una pedina in un universo dominato dalle corporazioni.

Il romanzo è stato collocato fra le riletture comiche e parodiche del cyberpunk sviluppatesi negli anni novanta e indicato anche come uno dei pochi esempi esplicitamente satirici del filone.

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