Biografia Figlio di Luigi Gandolfi e Maria Ronchi, ricevette una formazione letteraria e filosofica a Carpi, studiò all'Università di Modena dove si laureò in medicina nel 1834 e si diplomò in chirurgia nel 1835; si perfezionò all'Università di Padova e all'Istituto di Studi Superiori di Firenze, la cui sezione medico-chirurgica era condotta da Maurizio Bufalini. Nel 1837 cominciò a lavorare per il comune di Modena nell'assistenza dei poveri della città e nel settembre 1844 fu eletto segretario della sesta riunione degli scienziati italiani; il nove novembre 1844 fu nominato professore di anatomia pittorica all'Accademia di belle arti di Modena.
Nel 1848 fu istituita la cattedra di medicina legale all'Università di Modena, dopo che nel 1825 era stato interrotto l'insegnamento per volere di Francesco IV d'Austria-Este, e titolare divenne il Gandolfi, insegnando la materia nei corsi di medicina e di giurisprudenza; nel 1863 assunse l'insegnamento di igiene e fu per un anno preside della Facoltà giuridica.
Nel 1865 partecipò al concorso per la cattedra di «Medicina legale e igiene pubblica» alla Regia università di Pavia, risultando vincitore: la vittoria innescò delle polemiche aspre tra i colleghi pavesi, che gli avrebbero preferito Giovanni Zanini, già incaricato all'insegnamento della materia e discepolo del precedente titolare della cattedra Camillo Platner; dal 1866 insegnò medicina legale, igiene pubblica e tossicologia nell'ateneo pavese.
Attività scientifica Nella prima fase della sua carriera scientifica si interessò alla patologia, alla terapia medica e alla medicina generale, firmando numerose pubblicazioni scientifiche molto note all'epoca.
La seconda fase della sua carriera scientifica coincide con l'assunzione della cattedra di medicina legale a Modena, una disciplina che riteneva dovesse applicare i princìpi medici alla gestione delle diverse branche della giurisprudenza al fine di ricercare tramite l'esame fisico-medico l'esistenza di eventuali reati. Nel 1853 inventò il "cuore pneumatico respiratorio", un apparecchio che permetteva di fornire aria fredda o lievemente calda al polmone asfittico e anche di effettuare aspirazioni seguenti e di diversa intensità allo scopo di togliere dalle vie respiratorie acqua, muco o sangue e persino di aspirare sostanze tossiche dallo stomaco.
Opere
Onorificenze
Note
Bibliografia
Collegamenti esterni
Categoria:Cavalieri dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro Categoria:Medici legali italiani Categoria:Professori dell'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia Categoria:Professori dell'Università degli Studi di Pavia Categoria:Studenti dell'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia