Biografia
Formazione e inizi Nato a Barcellona in una famiglia originaria della Navarra, studiò al Lycée français de Barcelone, una scuola privata francese.
Nel 1997 intraprese l'attività politica come militante dell'organizzazione Joves d'Esquerra Verda, dove entrò a far parte del team di coordinamento come responsabile delle relazioni internazionali e coordinatore per la sede di Barcellona. Il suo interesse precoce per la politica venne influenzato dall'attivismo dei suoi genitori, militanti del PSUC. Il nonno paterno di Ernest, Jesús Urtasun Sarasíbar, fu tuttavia un membro della falange navarrese, che combatté nella guerra civile spagnola e, dopo essere stato ferito nel 1937, ricevette da Francisco Franco un'onorificenza pubblica e una pensione a vita dallo Stato. I trascorsi franchisti del nonno e dei prozii paterni furono oggetto di cronaca da parte dei notisti politici quando Urtasun salì alla ribalta nazionale.
Ernest Urtasun si laureò in economia presso l'Università autonoma di Barcellona e successivamente conseguì un master in relazioni internazionali presso l'Università di Barcellona. Durante gli studi, fu impegnato con il movimento studentesco progressista.
Fu coordinatore del partito Iniziativa per la Catalogna Verdi al forum sociale europeo di Firenze (2002), Parigi (2003) e Londra (2004). Rivestì anche l'incarico di portavoce dei Giovani Verdi Europei e fu membro dell'ufficio dello European Youth Forum, rappresentando l'organizzazione al vertice sul clima di Copenaghen nel 2009.
Nel 2010, Urtasun intraprese la carriera diplomatica, assumendo alcuni incarichi presso il Ministero degli affari esteri, dell'Unione europea e della cooperazione, tra cui quello di consigliere diplomatico del Segretario Generale dell'Unione per il Mediterraneo. Nel 2014 richiese un congedo dalla carriera diplomatica per potersi concentrare sulla carriera politica.
Fu inoltre membro del sindacato Commissioni Operaie.
Carriera politica
Nel 2003 e nel 2007, Ernest Urtasun fu inserito come secondo nelle liste dell'ICV alle elezioni municipali di Barcellona e, nel 2004, ottenne lo stesso posto nella lista guidata da Raül Romeva alle elezioni europee. In quella tornata, Romeva venne eletto eurodeputato e Urtasun lavorò come suo consigliere al Parlamento europeo tra il 2004 e il 2009.
Nel 2007 divenne responsabile delle relazioni internazionali dell'ICV e coordinò, insieme a Jordi Guillot, allora segretario generale del partito, l'ingresso dell'ICV nel Partito Verde Europeo. Nel 2009 venne nuovamente inserito al secondo posto nella lista ICV per le elezioni europee, ma anche questa volta non ottenne un seggio.
Alle elezioni europee del 2014, venne nominato capolista del partito, succedendo a Romeva in quello che fu interpretato come un passaggio di consegne. Nella coalizione La Sinistra Plurale, fu il terzo dei candidati in lista, imponendosi nelle primarie. A seguito dei risultati elettorali della coalizione, Ernest Urtasun ottenne un seggio come europarlamentare e aderì al gruppo Verdi/ALE.
In seno all'assemblea, fu vicepresidente dell'assemblea parlamentare euro-latinoamericana, nonché membro della commissione per i problemi economici e monetari e della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere. Durante il mandato, partecipò anche ad alcune commissioni speciali create ad hoc come la commissione Speciale sulle sentenze fiscali e la commissione d'inchiesta sui Panama Papers.
Riconfermato in occasione delle europee del 2019, ritornò nelle medesime commissioni e fu nominato vicepresidente del gruppo Verdi/ALE.
Dal 2016 al 2019 fu portavoce di ICV e successivamente Yolanda Díaz lo nominò portavoce della coalizione Sumar.
Dopo l'accordo di governo tra il PSOE e Sumar, il Presidente del Governo di Spagna Pedro Sánchez lo propose come Ministro della Cultura. Assunse l'incarico il giorno seguente, insieme al resto della compagine di governo. La sua nomina comportò automaticamente la cessazione dalla carica di eurodeputato, per incompatibilità tra i due ruoli istituzionali.
Definì la cultura "un diritto fondamentale dei cittadini" e affermò di voler essere un ministro protezionista dell'industria culturale spagnola, lottando contro la precarietà degli artisti e schierandosi contro ogni atto di censura. Tra le sue iniziative come ministro, dichiarò di voler rendere obbligatorie le spese di spedizione dei libri sulle grandi piattaforme online, allo scopo di tutelare il lavoro delle piccole librerie indipendenti.
Controversie
In diverse occasioni pubbliche, Ernest Urtasun espresse apertamente la propria intenzione di riformare i musei spagnoli superando l'ottica coloniale e adeguandosi alle indicazioni dell'International Council of Museums in tema di diversità, sostenibilità e comunicazione etica; tale posizione gli valse le critiche dell'opposizione.
Dichiarò inoltre la propria contrarietà rispetto alla pratica della corrida; quando, nel 2024, il Partito Popolare gli chiese conto di tale posizione davanti al Senato, Urtasun rispose: "La mia posizione è nota", aggiungendo "c'è una maggioranza di spagnoli con crescente sensibilità sui diritti degli animali e che non condivide l'abuso sugli animali". Nello stesso anno, il Ministero della Cultura da lui guidato soppresse il Premio nazionale per la tauromachia. In un secondo momento, dichiarò che "sempre meno persone vanno alle corride", nonostante i dati di affluenza a Las Ventas durante la stagione 2024/25 avessero raggiunto il milione di spettatori.
Nel mese di dicembre 2024, declinò l'invito della Francia a partecipare alla cerimonia di riapertura della Cattedrale di Notre-Dame, attirando le critiche dell'opposizione che lamentò l'assenza istituzionale dei vertici spagnoli all'evento.
Il 3 gennaio 2025, il Presidente della Generalitat de Catalunya Salvador Illa nominò la politologa Saray Espejo Benito, moglie di Urtasun, per un incarico all'interno del Dipartimento per l'Uguaglianza e il Femminismo, sollevando interrogativi e contestazioni rispetto all'opportunità di concedere alla moglie di un ministro una carica di rilievo.
Il 21 gennaio 2024 annunciò, in linea con altri membri di Sumar, il proprio abbandono del social network X definendolo "un altoparlante per l'oligarchia di estrema destra e i suoi tentacoli che promuovono odio e disinformazione".
Sempre nel gennaio del 2024, tenne un incontro con l'attrice spagnola Karla Sofía Gascón, candidata all'Oscar alla miglior attrice per il film Emilia Pérez. Durante l'incontro, Urtasun descrisse la sua candidatura come "un esempio di diversità", in riferimento alla transessualità dell'attrice. Tuttavia, appena una settimana più tardi, dopo la comparsa di alcuni tweet controversi dell'artista contro l'espansione dell'Islam in Europa, Ernest Urtasun dichiarò che i tweet dell'attrice "non rappresentano la società spagnola" e definì la candidatura "offuscata". In risposta, a seguito della sospensione degli eventi promozionali previsti negli Stati Uniti, Gascón denunciò di essere vittima di cancel culture.
Note
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