La Cyber Social Security (CSS) è un'espressione utilizzata in alcuni studi recenti per indicare un approccio alla sicurezza informatica che considera, oltre agli aspetti tecnici della protezione di sistemi, reti e dati, anche i fattori umani e le conseguenze sociali delle minacce digitali.
La minaccia cyber viene estesa dall'infrastruttura tecnologica al comportamento umano e agli effetti che gli eventi nel cyberspazio possono produrre sulla società, sulla cultura e sulla sfera politica. Il termine è inoltre utilizzato nell'ambito del progetto Cyber Social Security del partenariato esteso Security and Rights in the CyberSpace (SERICS) - Spoke3, dedicato allo studio di metodi e strumenti multidisciplinari per la gestione dei rischi cyber-sociali.
Contesto L'attenzione alle conseguenze umane e sociali degli eventi digitali è presente anche nella letteratura sulla social cybersecurity. Kathleen M. Carley ha definito quest'ultima come un'area interdisciplinare orientata allo studio dei cambiamenti del comportamento umano e degli effetti sociali mediati dal cyberspazio, distinguendola dalla sicurezza informatica maggiormente focalizzata sulla compromissione di macchine, sistemi e dati.
Una revisione della letteratura pubblicata nel 2025 descrive la social cybersecurity come un settore concentrato sulla dimensione umana e sociale delle minacce digitali e considera, tra gli ambiti studiati, il cyberbullismo, la criminalità informatica, le attività terroristiche online e altre forme di comportamento ostile o manipolativo negli ambienti digitali.
La Cyber Social Security, nei lavori che utilizzano questa denominazione, adotta una prospettiva multidisciplinare nella quale aspetti informatici vengono messi in relazione con fattori psicologici, sociali, giuridici ed etici.
Applicazione alle operazioni multidominio La Cyber Social Security è stata applicata anche allo studio delle operazioni multidominio con l'obiettivo di mettere in relazione la difesa cyber con gli effetti prodotti negli ambienti operativi e sociali.
In questa applicazione, l'analisi non è limitata alla compromissione tecnica iniziale, ma prende in considerazione anche le conseguenze che le attività cyber possono produrre nell'ambiente informativo, sui processi cognitivi e nel contesto fisico.
Studi successivi hanno ripreso questa impostazione nel contesto delle operazioni multidominio, descrivendo un modello nel quale le attività cyber vengono integrate con altri domini operativi e associate alle funzioni di rilevamento, risposta e prevenzione.
Framework multidimensionale Un'architettura multidimensionale della Cyber Social Security è stata proposta nel 2025 nell'ambito del progetto Security and Rights in CyberSpace (fondazione SERICS). Il modello organizza la CSS secondo due dimensioni, denominate orizzontale.
Dimensione orizzontale La dimensione orizzontale comprende cinque ambiti di ricerca. La Cyber Intimate Partner Violence riguarda le forme di violenza e controllo esercitate nelle relazioni intime attraverso tecnologie digitali, mentre la Cyber Gender-based Violence and Stereotype prende in esame la violenza di genere online e gli stereotipi diffusi negli ambienti digitali.
La Cyber Hate Speech and Falsehoods considera fenomeni quali il discorso d'odio, la manipolazione linguistica e la diffusione di informazioni false o fuorvianti. L'ambito Urban Mapping & Privacy riguarda invece il rapporto tra ambienti fisici e digitali negli spazi urbani, con particolare attenzione alle problematiche associate alla privacy. A questi quattro domini si aggiunge l'ambito degli Ethical and Political Risks, relativo alle implicazioni etiche e politiche connesse alla raccolta, all'analisi e all'utilizzo dei dati e delle tecnologie digitali.
Gli autori presentano tali ambiti come componenti della dimensione orizzontale del framework, attraverso la quale vengono studiati differenti fenomeni connessi all'interazione tra tecnologie digitali e comportamento umano e sociale.
Dimensione verticale La dimensione verticale descrive il ciclo operativo della Cyber-Social Security attraverso tre funzioni strettamente collegate: Detection, Response e Prevention. La detection riguarda l'individuazione, l'analisi e l'interpretazione di eventi significativi mediati dal cyberspazio e dei cambiamenti che possono interessare il comportamento umano, sociale, culturale o politico. Nel modello, questa funzione è associata a una struttura analoga a un Security Operations Center.
Le informazioni individuate e analizzate alimentano la response, dedicata alla gestione degli eventi e alla definizione di procedure di intervento e cooperazione tra i soggetti coinvolti. Gli autori associano questa funzione a una struttura analoga a un Computer Security Incident Response Team.
Il ciclo comprende infine la prevention, orientata alla riduzione dei rischi cyber-sociali sulla base delle informazioni e delle conoscenze acquisite. In questa prospettiva, gli elementi considerati non sono limitati ai sistemi e alle infrastrutture informatiche, ma includono anche individui, gruppi e comunità, tenendo conto di aspetti tecnici, organizzativi, fisici, sociali, economici, psicologici e giuridici.
Nel modello proposto, l'intersezione tra la dimensione orizzontale e quella verticale è utilizzata per mettere in relazione i diversi ambiti cyber-sociali con le funzioni di rilevamento, risposta e prevenzione.
Intelligenza artificiale Nell'architettura CSS proposta, l'intelligenza artificiale è considerata una tecnologia trasversale alle attività di rilevamento, risposta e prevenzione. Tra le tecniche prese in esame rientrano l'apprendimento automatico (per analizzare contenuti digitali, classificare gli eventi rilevati e studiare la diffusione delle informazioni negli ambienti online), l'elaborazione del linguaggio naturale e l'analisi delle reti sociali.
Note
Bibliografia
Voci correlate
Sicurezza informatica Cyberspazio Ingegneria sociale Disinformazione Cyberbullismo Discorso d'odio Bias cognitivo Security Operations Center Computer Security Incident Response Team Intelligenza artificiale
Categoria:Tecniche di difesa informatica