La chiesa madre dedicata a San Nicola di Bari rappresenta il fulcro del culto nella parrocchia dei Santi Nicola e Pietro Apostolo di Saponara, che si trova nell'Arcidiocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela. Essa rientra nel vicariato foraneo di Spadafora.

Storia

La chiesa è riferita a un impianto del XVI secolo e l'aspetto attuale è il risultato di restauri novecenteschi dopo i danni del terremoto del 1908.

Nel corso della sua storia la chiesa ebbe legami con le principali famiglie feudali del territorio, che vi lasciarono tracce significative attraverso sepolture e monumenti funebri. All'interno si conservano infatti memorie delle famiglie Alliata e Di Giovanni. Queste famiglie furono legate alla vita civile e religiosa di Saponara. Tra i personaggi sepolti nella chiesa è ricordato Vincenzo Di Giovanni, duca di Saponara, morto nel 1730Nel transetto riposano anche Domenico, Vittoria e Giuseppe Alliata, quest'ultimo commemorato dai genitori come figlio premorto..

L'interno conserva opere e arredi riferibili a diverse epoche. Tra questi si segnalano l'altare maggiore in marmo della cappella centrale, datato 1809, e una tela della cappella della Madonna del Rosario recante la data 1777.

Descrizione

Esterno

La chiesa si affaccia su Piazza Matrice. La facciata è articolata su due ordini, con tre portali corrispondenti alle tre navate interne. Sopra il portone principale è collocata una vetrata raffigurante San Nicola di Bari.

Il campanile, di gusto rinascimentale, conserva caratteristiche medievali nella presenza di merli sulla sommità. Sul lato sinistro si trova il corpo della sacrestia.

Interno

La chiesa ha una pianta a croce latina. L'interno è suddiviso in tre navate separate da colonne con capitelli di ordine composito. Le colonne sorreggono archi a pieno sesto. La navata centrale termina con un arco policentrico dei primi del Cinquecento.

Il soffitto della navata centrale è a travi di legno a vista, sorrette da mensoloni; le navate laterali presentano invece un soffitto piano. Il transetto, sopraelevato rispetto alle navate, ha anch'esso un soffitto a travi scoperte con mensoloni ornati da croci.

Dal transetto si accede alle tre cappelle absidali di pianta quadrata, con archi a sesto ampio che formano volte a crociera con costoloni particolarmente accentuati, in corrispondenza delle tre navate.

Opere d'arte

Battistero

All'ingresso, nella navata sinistra, si trova il battistero in marmo bianco, collocato su una base a gradini e coperto da un cupolino di gusto settecentesco. A forma di calice, la base robusta è ornata da cherubini, figure allegoriche, festoni e girali di foglie e fiori di gusto rinascimentale. Il bordo della vasca, di forma ottagonale, presenta su ciascun lato scene della vita di San Nicola di Bari.

Cappella di San Nicola

Sulla parete frontale è collocata una tela di Giuseppe Crestadoro raffigurante San Nicola e la Trinità. Sulla parete laterale destra si trova un affresco di ignoto pittore messinese che rappresenta il Miracolo di San Nicola, in cui il santo vescovo resuscita due asinelli. Sulla parete laterale sinistra un'ulteriore opera del Crestadoro raffigura Il Sacro Cuore di Gesù.

Cappella centrale e altare maggiore

La cappella centrale ospita l'altare maggiore in marmo, datato 1809. Gli affreschi del Crestadoro alle spalle dell'altare raffigurano scene dell'Antico Testamento — Il sacrificio di Isacco e Agar e Ismaele nel deserto — inscritte in un perimetro floreale con putti.

Cappella della Madonna del Rosario

La tela sulla parete frontale, datata 1777 e attribuita a ignoto pittore messinese, raffigura la Madonna con Gesù Bambino che reggono il Rosario, insieme a sant'Anna, san Domenico, santa Caterina da Siena, un papa siciliano e le sante siciliane Agata e Lucia. Sulla parete laterale sinistra un affresco dello stesso autore sconosciuto rappresenta La Presentazione della Vergine al Tempio.

Pulpito e monumenti funebri

Il pulpito nella navata destra è datato 1950. Nella navata sinistra si trova il monumento funebre di Antonio Filiberto Pagano e Marquett, dedicatogli dalla nipote Vittoria Alliata, principessa di Saponara.

Nel transetto sono presenti la tomba di Vincenzo dei Di Giovanni (1692-1730), duca di Saponara, datata 1730, e le tombe di Domenico, Vittoria e Giuseppe Alliata. L'epigrafe in latino ne ricorda la dignità principesca e celebra il viaggio in Germania alla corte di Carlo VI d'Asburgo.L'iscrizione della lapide apposta al monumento funebre indica la sua scomparsa a soli 38 anni, avvenuta l'8 di novembre nell'anno 1730, durante il regno di Sicilia sotto Carlo VI d'Austria, e recita in latino: . Traduzione non letterale: A Dio Ottimo Massimo. Al chiarissimo Vincenzo De Giovanni, messinese, principe del Sacro Romano Impero e duca di Saponara, celebre per antica nobiltà, saldo nella religione, illustre per pietà, prudente e forte nel governo, clemente, giusto e magnanimo. Favorito dall’amore dell’imperatore Carlo VI e munito di nuovi diritti e diplomi imperiali, andò in Germania; l’Italia lo ammirò, la patria esultò del suo ritorno. Ma la morte invidiosa lo colse improvvisamente e lo portò via. Morì a 38 anni, l’8 novembre 1730. La lapide è dedicata da Vittoria De Giovanni Alliata, figlia ereditaria.

Note

Bibliografia Francesco Sacco, Dizionario geografico del Regno di Sicilia, Reale Stamperia, Palermo, 1800, pp. 199-200 (on line).

Voci correlate Saponara San Nicola di Bari Alliata (famiglia) Di Giovanni (famiglia) Giuseppe Crestadoro

Collegamenti esterni

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